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Domenica, 18 Agosto 2019

Il castello dei Gelsomini

di Filippo Rosace

Storie di una Calabria del XVI secolo e non solo

Questo romanzo descrive una delle epoche storicamente e socialmente più difficili per la Calabria. Il Castello dei Gelsomini-autore Cristoforo Labate; Laruffa Editore (p.p. 310) narra infatti vicende ambientate nell’arco di un ventennio del secolo XVI. La Calabria, come ben descritto nel testo, è in quell’epoca sotto il dominio degli spagnoli, che, impegnati a consolidare la loro supremazia ed il loro dominio sul Mediterraneo così come oltreoceano, poco e male si curano di quel lembo di terra storicamente spartiacque di mondi e culture diverse e spesso in contrasto tra loro.
A condurre il filo narrativo del testo sono dunque le storie dei casati nobiliari locali, in particolare le baronie, che si trovano molto impegnate ad affrontarsi tra loro in scaramucce o battaglie sanguinarie, ricordando molto i capponi di manzoniana memoria, invece di intuire che in tutta Europa si gioca una partita fondamentale per gli equilibri del mondo intero. E dunque, quella che qualche vero conoscitore della nostra terra definisce  sottilmente la “zona blu”, condanna, impegnata così come si trova a tutelare i propri interessi “di cortile”, la Calabria ad un ruolo assolutamente marginale ed ininfluente in un processo di dimensioni planetaria (o si potrebbe dire di pre-globalizzazione) e di importanza geopolitica di assoluto rilievo.
Nella trama intessuta dall’autore non mancano ovviamente le incursioni dei turchi sulle coste, una certa predisposizione nobiliare a dialogare con soggetti chiaramente malavitosi, la immane sofferenza della popolazione inerme che nessuno si prende davvero l’onere di difendere o quanto meno di trattare come essere umani e magari potenziali risorse positive.