Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Domenica, 18 Agosto 2019

2 milioni di calabresi nella locomotrice d’Italia

Cittanova ospita, dal 17 al 19 agosto,  la manifestazione “i calabresi di Milano incontrano le origini” “per diffondere la “Calabria positiva”.  “L’altra Calabria” che  un tempo, nell’immaginario collettivo, stava tutta nelle ombre stanche di migranti -giovani e meno giovani - Cittanova ospita, dal 17 al 19 agosto,  la manifestazione “i calabresi di Milano incontrano le origini” “per diffondere la “Calabria positiva”.  “L’altra Calabria” che  un tempo, nell’immaginario collettivo, stava tutta nelle ombre stanche di migranti -giovani e meno giovani - e nella loro unica compagna di viaggio, quella valigia “di cartone”, in cui erano racchiusi speranze e sogni di riscatto. Quella Calabria terra di migranti, appunto, capaci di rimboccarsi le maniche nelle terre del nord d’Italia e d’Europa.
Solo la nebbia.

La nuova sede della regione Lombardia


E’ questo il motivetto ricorrente in Calabria - e non solo negli stadi - quando si parla della Lombardia e, in particolare, di Milano. La nebbia, per esserci, c’è. Ma sporadicamente. Molto più presenti, negli ultimi due decenni, i nostri conterranei.
I calabresi residenti in Lombardia sono 1 milione e 850 mila, di questi, a Milano e provincia se ne contano 270mila. Se si tiene conto anche della seconda generazione, il numero sale arrivando all’incirca a 2 milioni. In pratica, rappresentiamo il 20% della popolazione lombarda. Dati importanti, che evidenziano una partecipazione concreta allo sviluppo economico della regione che ci ha “adottato”.

Il presidente dell'associazione "Calabro Lombarda" Salvatore Tolomeo


A spiegarci chi sono questi calabresi e come si sono distinti per il loro impegno è il presidente dell’associazione “CalabroLombarda”, Salvatore Tolomeo.
L’associazione, nata nel 1995, conta oggi 1280 soci e vuole essere un punto di riferimento per chi è lontano da “casa” e, al contempo, strumento di promozionedella nostra terra. Negli anni, attraverso convegni ed iniziative culturali di svariato genere (tra le quali merita una menzione la vendita dell’olio di oliva di Calabria, organizzata nelle principali piazze milanesi), l’associazione ha fatto conoscere la vera faccia della Calabria, lontana anni luce da ‘ndrine e  malaffare che campeggiano - quali nostri speciali testimonial - nelle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali e non.
Le manifestazioni organizzate dall’associazione hanno offerto spazio alle qualità e ai talenti che abbiamo in casa e che abbiamo esportato. Gli appuntamenti però non si limitano solo al territorio lombardo. Da nove anni, infatti, l’associazione organizza ogni estate in Calabria la manifestazione “i calabresi di Milano incontrano le origini”. Evento nell’evento (il ritorno a casa), che quest’anno sarà ospitato, dal 17 al 19 agosto, a Cittanova per diffondere la testimonianza di quella che Talarico chiama «la Calabria positiva». Una Calabria, questa, fatta di persone che, con sacrifici ed impegno, hanno raggiunto traguardi umani e professionali importanti, segno tangibile di una integrazione piena e proficua. «Basti pensare- spiega il presidente – che il direttore generale del dipartimento cultura del comune di Milano è un calabrese di Platania. Così come è calabrese il direttore generale dell’ospedale Niguarda. Anzi, bisogna evidenziare che il 20-25% della classe medica milanese è rappresentata da professionisti calabresi e lo stesso vale per le categorie di avvocati e commercialisti».
Di esempi e di storie così ce ne sono molti, soprattutto se si fa riferimento alla nuova generazione di emigrati. Una generazione, questa, evoluta rispetto a quella di estrazione contadina dei primi anni del dopoguerra, divenuta, poi, classe operaia lombarda. I nostri giovani che arrivano in Lombardia o a Milano sono inseriti soprattutto nel mondo economico-finanziario delle banche, delle società quotate e delle grandi maison della moda. Veri epropri talenti, legati alla nostra terra da un sentimento che non è nuovo. Ed è forse l’unica cosa che li accomuna, in un certo qual modo, a chi li ha preceduti. O forse no. A questa generazione, come a quella che l’ha preceduta, manca il coraggio di amare fino in fondo la Calabria e, dunque, non abbandonarla. Pretendendo che meritocrazia e legalità siano gli unici argomenti a condizionare il presente e il futuro dei suoi figli.