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Giovedì, 19 Settembre 2019

Francesco Berna, presidente Ance Calabria: “L’edilizia si conferma settore trainante per il superamento della crisi”

Una crisi ormai decennale quella del comparto edile che, però, inizia a mostrare qualche spiraglio. Francesco Berna, Presidente dell’Ance Calabria, è il nostro interlocutore per un’analisi globale sul settore.

Francesco Berna, Presidente dell’Ance Calabria
Francesco Berna, Presidente dell’Ance Calabria
Fulcro dell’intervista la sua visione, ottimistica, rispetto alla ripresa del mercato, operando una verifica generale. Il mondo dell’edilizia calabrese, dunque, la situazione economica attuale, la crisi del comparto, il futuro e le prospettive.

Punti deboli e punti di forza del ramo edile, come termometro della condizione economica generale, ma anche chiave di volta per la ripartenza economica della nostra regione.

Si parla di crisi del settore ormai da molto tempo, il mercato immobiliare è fermo e il valore del mattone è basso. Una situazione che si trascina da parecchio?

“Da troppo direi. Dal 2008 ad oggi, il mercato ha vissuto momenti di crisi che non conosce precedenti dalla seconda guerra mondiale”. 

Quali sono state le conseguenze di questa situazione?

“Solo in Calabria abbiamo perso il 50 per cento della forza lavoro e di capacità di produzione”.

È prevista una ripresa?

“Si. Io sono molto ottimista sul futuro del comparto. Una buona ripresa è prevista già dal prossimo anno grazie agli EcoBonus e ai SismaBonus”.

A cosa mirano questi finanziamenti?

“L’Ecobonus agevolerà coloro che vorranno operare una riqualificazione dal punto di vista energetico, quindi dell’isolamento termico, con conseguente risparmio delle risorse; il Sismabonus andrà, invece, a favorire gli interventi di messa in sicurezza degli edifici dal punto di vista sismico. Purtroppo siamo la regione a più elevato rischio di eventi tellurici in Italia ed è necessario fare quanto possibile per prevenire disastri”.

Approfondiamo il tema delle agevolazioni…

“Viene applicata una detrazione fiscale. Si tratta un’agevolazione che consente ai contribuenti di ottenere una detrazione Irpef di una percentuale delle spese sostenute per lavori edilizi della specie di cui abbiamo parlato, con riduzioni che vanno dal 50% al 70 o, addirittura, 80 per cento, o dal 75 all’85 per cento, a seconda del grado di riduzione di rischio sismico al quale si giungerà con l’intervento”.

Quale sarà il mercato più redditizio nel 2018?

“Le percentuali sono 80 per cento mercato privato, 20 per cento pubblico”.

Sono tanti gli immobili che, in Calabria, potrebbero essere interessati dagli interventi?

Francesco Berna, Presidente dell’Ance Calabria
Francesco Berna, Presidente dell’Ance Calabria
“Ebbene sì! Gli edifici che avrebbero bisogno di una ristrutturazione sismica e/o energetica sono molti. Tutte le costruzioni antecedenti al 2008, chiaramente in diversa misura, necessiterebbero di interventi, e questo sarà il momento migliore per procedere ad una messa in sicurezza di tutto il patrimonio edilizio. Gli incentivi statali potrebbero portare una massiccia riqualificazione degli immobili. Dunque abbiamo gli strumenti per risalire e potremmo fare un bel salto con una ottima ripresa del comparto edile che potrebbe finalmente buttarsi alle spalle 10 lunghi anni di crisi della quale hanno risentito imprenditori e lavoratori”.

E per quanto riguarda l’edilizia pubblica?

“Anche sul settore pubblico gli studi statistici prevedono una ripartenza sugli investimenti. È previsto il 4,5 per cento di incremento negli investimenti per il 2018, il 4 per cento nel 2019. Ecco che andiamo a segno positivo, cosa che non è avvenuta negli anni precedenti, contrassegnati sempre dal segno meno”.

L’incremento in quale tipo di investimenti pubblici è previsto?

“Purtroppo, come ormai noto, la Calabria ha carenza di infrastrutture: strade e autostrade posseggono standard inferiori rispetto al livello nazionale; non abbiamo alta velocità, non abbiamo alta capacità, abbiamo bisogno di ammodernare e mettere in sicurezza gli edifici scolastici, e l’edilizia ospedaliera avrebbe necessità di interventi. Tutto questo si traduce in una ingente mole di investimenti pubblici.
C’è, però, un paradosso: grande mole di investimenti pubblici ma bassa capacità di spesa. Quindi riteniamo urgentissimo mettere in moto la capacità di spesa della pubblica amministrazione calabrese e di tutti i grossi enti pubblici di Stato come Anas, Ferrovie, Ministero degli interni, cioè tutti gli Enti che hanno capacità di spesa devono spendere in tempi rapidi le risorse.
Il problema è la burocrazia e lo Stato deve lavorare per mettere a frutto le opportunità con procedure autorizzative snelle, fondamentali nel settore privato che sarà quello che darà maggiore impulso al settore edilizio”.

Esattamente a quali procedure si riferisce?

“In questo momento ci ritroviamo ad aspettare autorizzazione sismica dai 6 ai 9 mesi.
Tempi assolutamente incompatibili con il paventato e auspicato incremento degli investimenti del comparto. Tempi lunghissimi, tollerabili ora che abbiamo, ahimè, una esigua mole di lavoro, ma che vanno abbattuti, per ciò che riguarda l’esperimento delle pratiche, in previsione di ritmi più intensi”.

Come risolvere il problema?

“L’Ance ha fatto proposte di modifiche legislative per ottenere autorizzazioni in 90 giorni, cioè tempi più consoni ai ritmi lavorativi che si prospettano. Auspichiamo anche per la Regione un sistema analogo, in termini di tempo, a quello comunale. I tempi certi sono necessari visto che attualmente, anche per l’adeguamento sismico di un balcone, è necessaria l’autorizzazione. Quindi lavoriamo in questa direzione”.

Questo per abbattere i tempi nel comparto privato. E nel pubblico?

“Nel pubblico i tempi riguardano i metodi di aggiudicazione di gara. Attualmente il sistema usato è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ciò significa che la commissione valuta, non solo il prezzo di realizzazione, ma anche le migliorie sul progetto a base di gara, attribuendo punteggi sul progetto esecutivo. Si opera una media dei punteggi e si assegna risultato definitivo. Per fare questo, però, la commissione di gara deve andare a verificare tutte le migliorie e ciò comporta un allungamento impressionante dei tempi di gara”.

Quale soluzione propone Ance?

“Esiste anche un altro metodo previsto dalla legge, che è il sistema “anti turbativa”, che sarebbe applicabile da Regioni, Comuni e tutte le stazioni appaltanti territoriali per lavori pubblici il cui valore è inferiore ai 2 milioni di euro. Su questo tema è emersa la necessità, divenuta ormai non più rinviabile, che tutti gli enti locali calabresi adottino questo metodo che si basa su una media matematica.
Si tratta di un’assegnazione al minor prezzo, con l’esclusione automatica delle offerte anomale, oggi prevista dal nuovo Codice Appalti, che sostituirebbe quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Si giungerebbe all’abbattimento dei costi delle procedure, snellendo il lavoro delle commissioni giudicatrici che sarebbero chiamate ad attuare un meccanismo matematico in luogo delle complesse ed onerose valutazioni di ordine tecnico. Circostanza, quest’ultima, che consentirebbe anche di ridurre sensibilmente i tempi di assegnazione degli appalti, anche attraverso un abbassamento del rischio di contenzioso. In sei mesi si riuscirebbe ad aggiudicare una gara contro gli anni che scorrono con il primo sistema, anche a causa dei contenziosi che si aprono per la discrezionalità cui dà luogo questo tipo di valutazione”.

Abbiamo accennato ai lavoratori coinvolti, ahimè, in questa crisi che ha portato molti tagli in tema di occupazione. Vorrei prendere spunto da questo riferimento per parlare di un argomento importantissimo che è quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, nei cantieri. 

“Un argomento molto caro a noi dell’Ance. Noi siamo proprietari degli enti paritetici Esefs (Ente Bilaterale per l’Edilizia, ndr.), abbiamo scuole edili, casse edili e comitati paritetici territoriali per la sicurezza. È un argomento molto delicato al quale prestiamo particolare attenzione. Durante l’anno organizziamo tantissimi corsi sulla sicurezza nei cantieri. Corsi diretti non solo ai responsabili ma anche i lavoratori, che per stare in cantiere devono essere adeguatamente formati. È prevista un’attività di preparazione per formare anche figure specifiche come addetti alla sicurezza o al pronto soccorso – per fare qualche esempio – tutti ruoli professionali che vanno adeguatamente formati come previsto dalla normativa, con qualcosa in più: certifichiamo i nostri lavoratori”.

Una proposta per rilanciare l’economia, gli investimenti pubblici e privati…

“La proposta c’è. Più che una nostra proposta è un’opinione su un’opera importantissima: il ponte sullo stretto. Il ponte, a nostro parere, potrebbe divenire volano d’investimenti infrastrutturali che andrebbero a coprire l’intera Calabria e Sicilia. Interventi che, senza il ponte, non verranno mai compiuti a causa dello scarso interesse ad investire nel Meridione. Con la concretizzazione di moderne infrastrutture andrebbe a costituirsi il cosiddetto corridoio Berlino-Palermo e le nostre terre decollerebbero definitivamente con un’opera esclusiva: il ponte a campata unica più lungo al mondo”.