Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Mercoledì, 13 Novembre 2019

Un Museo sempre in movimento. Intervista al direttore del MArRc Carmelo Malacrino: “I Bronzi stanno bene dove sono”.

“E’ un museo che non si ferma mai, un museo che vuole essere polo culturale di questa città e del territorio. Reggio Calabria è una città fortunata e deve essere orgogliosa che il ministro abbia inserito il nostro Palazzo Piacentini tra i primi venti musei d’Italia.

Il direttore del museo Archeologico di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino
Il direttore del museo Archeologico di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino
Stiamo lavorando al fine di far diventare il museo un luogo di ricerca e l’inaugurazione della biblioteca ne è la prova. Infine il programma invernale sarà costellato di numerose iniziative che avranno come fine quello di creare veramente un polo di ricerca e cultura”.  E’ quanto asserisce il direttore del museo Archeologico di Reggio Calabria: archeologo e architetto, nato a Catanzaro, Carmelo Malacrino si è laureato in architettura a Firenze e ha poi conseguito una specializzazione triennale in archeologia e architettura antica presso la ‘Scuola archeologica’ di Atene. Dal 2010 è ricercatore di storia dell’architettura nel Dipartimento di architettura e territorio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Nel 2005 ha conseguito un dottorato di ricerca di eccellenza (con borsa di studio) in storia dell’architettura e della città, scienze delle arti, restauro presso la fondazione ‘Scuola di studi avanzati di Venezia’, con una tesi su acqua e architettura nell’Asklepieion di Kos. Autore di quasi settanta pubblicazioni, vanta numerosi esperienze nella gestione museale e di scavi archeologici. Dal 2015 direttore del museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.

Alla luce delle tante iniziative messe in campo dal 2015 ad oggi, è superfluo sottolineare il fatto che lei abbia dato una nuova marcia al restyling del museo Archeologico di Reggio Calabria. Con chi vuole condividere questo merito?

“Intanto iniziamo a raccogliere i frutti del lavoro che in questi tre anni si è svolto. Sicuramente c’è da fare un plauso a tutto lo staff del MArRC, dalla vigilanza, al settore amministrativo a quello tecnico senza dimenticare il fatto che quando mi sono insediato il museo era chiuso. Oggi sono e siamo felici di aver ridato alla comunità, al territorio e ai tanti turisti un museo nuovo e che guarda al futuro”.

In merito al ricorso che aveva “congelato” la sua nomina di direttore del museo, cosa ha provato quando è stato raggiunto dalla notizia del ricorso?

“Io sono un umile servitore dello Stato. Nel momento in cui mi è stato verbalizzato il ricorso mi sono allontanato dal mio ruolo ma ho sempre visionato e collaborato con il direttore facente funzioni in quelle tre settimane al fine di continuare quel lavoro di valorizzazione e di restyling di cui il museo aveva bisogno. Sicuramente questa vicenda ha causato ritardi nel programma estivo che avevamo predisposto per la stagione, ma voglio comunque sottolineare come fossi sempre fiducioso che questo ricorso si potesse delineare nel migliore dei modi e oggi siamo in pieno svolgimento delle tante mostre e iniziative che fanno parte di quel programma iniziato ormai tre anni fa”.

Parlando del programma del museo, numerose le iniziative svolte finora, tra cui la mostra sul dio Dioniso e quella su Zancle e Reghion. Ma in che modo viene preparata una mostra?

“Una grande organizzazione, un grande lavoro di tutto il personale. Rispetto ad altri musei il MArRC produce in proprio le mostre, dalla idealizzazione alla progettazione fino alla produzione del catalogo che è presente all’interno del book-shop. Inoltre il museo è diventato anche casa editrice ed edita e produce i suoi cataloghi: in un anno siamo già arrivati al sesto catalogo. Quindi, un grande lavoro e un grande risultato. In particolare per la mostra dedicata a Dioniso dal titolo ‘l’ebbrezza di essere un Dio’, ci sono voluti nove mesi per la realizzazione un lavoro lungo e certosino che ci ha gratificato nel momento in cui all’inaugurazione siamo riusciti ad esporre le opere nel miglior modo possibile. Per quanto concerne la mostra su ‘Zancle e Reghion – due città a controllo dello Stretto’, posso dirle che, rispetto a Dioniso, sono scesi in campo aspetti diversi; mi riferisco ad una collaborazione con la sovraintendenza di Messina al fine di valorizzare l’area dello stretto. Unire Reggio e Messina in una mostra che racconta la storia di queste due città è stato un modo per creare un segno di appartenenza tra le due comunità che, se anche divise dallo stretto, sono legate da una cultura comune. Quindi, vedere esposte le opere antiche di Zancle e Reghion è stata una grande nota d’orgoglio e un ringraziamento particolare alla sovraintendenza di Messina che ha messo in esposizione i pezzi più pregiati e antichi della sua collezione”.

Altro fiore all’occhiello per il museo di Reggio Calabria è stata l’inaugurazione della terrazza panoramica.

Bronzes of Riace return the National Archaeological Museum of Magna Grecia , 6 December 2013. The bronzes were exposed to Tommaso Campanella Palace, seat of the Regional Council of Calabria since 2009 due to renovation of the Museum. ANSA/FRANCO CUFARI Nella notte e’ pienamente riuscito, alla presenza del Ministro dei Beni e Attivita’ culturali Massimo Bray, lo spostamento dei Bronzi di Riace dalla sede del Consiglio Regionale della Calabria al Museo nazionale archeologico Magna Grecia di Reggio Calabria. ANSA/FRANCO CUFARI
Bronzes of Riace return the National Archaeological Museum of Magna Grecia , 6 December 2013. The bronzes were exposed to Tommaso Campanella Palace, seat of the Regional Council of Calabria since 2009 due to renovation of the Museum. ANSA/FRANCO CUFARI Nella notte e’ pienamente riuscito, alla presenza del Ministro dei Beni e Attivita’ culturali Massimo Bray, lo spostamento dei Bronzi di Riace dalla sede del Consiglio Regionale della Calabria al Museo nazionale archeologico Magna Grecia di Reggio Calabria. ANSA/FRANCO CUFARI

“Abbiamo voluto inaugurare, con altri partner, la terrazza per mettere a disposizione della comunità un polo culturale del territorio. Questa iniziativa si è svolta nel programma estivo dove i partner tra cui il Conservatorio Cilea, il Planetario Pitagoras e non ultimo, il Parco Nazionale d’Aspromonte hanno allietato le serate al MArRC donando ai tanti partecipanti serate all’insegna della cultura e della scoperta del territorio”.

Secondo lei in futuro saranno previste iniziative con il Parco nazionale dell’Aspromonte per far scoprire non soli ai turisti ma anche ai calabresi stessi le bellezze del nostro territorio?

“In realtà questa sinergia c’è sempre stata. Forse le iniziative che vengono promosse non hanno quella visibilità che invece dovrebbero avere. Ad esempio, voglio ricordare che sia l’area grecanica che il Parco d’Aspromonte hanno all’interno del museo un desk con una persona preposta a dare informazioni su queste aree proprio con lo scopo di valorizzare l’offerta culturale, enogastronomica e della tradizione calabrese. Questa estate abbiamo avuto il ‘Park-bus’, un’ iniziativa che ha dato modo ai visitatori di poter usufruire di un bus che li portasse da piazza de Nava ai luoghi del territorio. Mi preme fare un ringraziamento particolare al presidente Bombino, che con la sua lungimiranza è riuscito e riesce a tessere la tela di queste collaborazioni che sta portando a bellissimi risultati”.

Direttore, la stagione invernale e ormai iniziata, qualche tempo fa è stata inaugurata la biblioteca del museo, l’iniziativa del touring club; insomma un museo che non si ferma mai.

“Si, un museo che non si ferma mai, un museo che vuole essere polo culturale di questa città e del territorio. Reggio Calabria è una città fortunata e deve essere orgogliosa che il Ministero dei Beni Culturali abbia inserito il nostro Palazzo Piacentini tra i primi venti musei d’Italia. Stiamo lavorando al fine di far diventare il museo un luogo di ricerca e l’inaugurazione della biblioteca ne è la prova. Infine il programma invernale sarà costellato di numerose iniziative che avranno come fine quello di creare veramente un polo di ricerca e cultura”.

Sulla querelle dello spostamento dei Bronzi di Riace, qual è il suo pensiero?

“I Bronzi intanto sono patrimonio di tutti e quindi condiviso. Non è il luogo dell’esposizione che ne fa il ‘bene’ di una città. Come museo, stiamo operando per il mantenimento e la loro conservazione. Alla luce di tutto ciò, c’è da evidenziare che il comitato scientifico ha stabilito che i Bronzi sono un bene inamovibile e visto la loro fragilità sarebbe opportuno che le persone vengano a Reggio Calabria per vedere queste meravigliose statue piuttosto che i Bronzi vengano spostati”.