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Lunedì, 09 Dicembre 2019

Dosaggio della cocaina. Una ricerca sperimentale alla "Magna Grecia"

Il corso di Laurea in Biotecnologie dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, attraverso una tesi sperimentale in Medicina Legale, mette al centro dei propri studi nuove modalità di rilevazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, e in particolare della cocaina. Una ricerca Il corso di Laurea in Biotecnologie dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, attraverso una tesi sperimentale in Medicina Legale, mette al centro dei propri studi nuove modalità di rilevazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, e in particolare della cocaina. Una ricerca (“Validazione di una nuova tecnica per il dosaggio della cocaina in SPME dinamico in spazio di testa dopo conversione del cloridrato in cocaina base”), magistralmente condotta lo scorso luglio da una giovane studentessa catanzarese, Ersilia Paparazzo, sotto la guida del prof. Santo Gratteri, che esamina innovative metodiche di accertamento dei test antidroga, comprovando una drastica riduzione dei tempi di analisi e di acquisizione del dato chimico tossicologico.

Ersilia Paparazzo Ersilia Paparazzo


La Facoltà di Farmacia in stretta sinergia con il Laboratorio di Tossicologia Forense dell’Asp di Catanzaro indaga dunque su tecniche scientifiche avanzate che sono in grado di riscontrare clinicamente e in immediato l’alterazione psichica causata dall’assunzione di droghe e che permettono così alla forze dell’ordine di effettuare i controlli di contrasto all’abuso di sostanze stupefacenti su strada. Un minuzioso lavoro di ricerca che assume notevoli implicazioni non solo in campo medico legale, ma anche in materia di sicurezza stradale e diritto penale. Negli ultimi anni, infatti, l’impostazione di rigore adottata dal legislatore italiano sul codice della strada con l’introduzione di pene più severe per chi guida sotto l’effetto di alcool e droga hanno consentito di sviluppare efficaci sistemi di verifica su svariate tipologie di narcotici. Nello specifico, la ricerca descrive la microestrazione in fase solida SPME (Solid Phase MicroExtraction), una tecnica estrattiva tra le più recenti per la determinazione simultanea della cocaina e delle principali droghe ricreazionali in diverse matrici (capelli, saliva, siero, plasma, urina). Una procedura semplice e veloce, che necessita, per esempio soltanto per i capelli, di una breve estrazione con acido cloridico (1M), richiedendo piccole quantità di campione e nessuna cosiddetta“derivatizzazione chimica”. Un test che e' stato validato per l'identificazione e la quantificazione simultanea di amfetamine, ketamina, metadone, cocaina, cocaetilene e tetraidrocannabinolo (THC), dimostrandosi selettivo e specifico e che semplifica i diversi processi clinici adoperati fino ad oggi. Utilizzata in passato principalmente in funzione di monitoraggio ambientale per l’analisi di composti organici volatili e di spionaggio industriale nella rilevazione della contraffazione dei profumi, la tecnica SPME viene applicata solo successivamente in ambito tossicologico solo in tempi più recenti nel nostro Paese.dosaggio della cocaina Come viene spiegato all’interno della relazione stilata dalla neolaureata, cum laude, Ersilia Paparazzo, tale metodo di rilevazione della cocaina è stato avviato dai laboratori del Federal Bureau of Investigation (FBI) di Miami proprio per facilitare la fase di esecuzione dei controlli preventivi in violazione del codice della strada. Test di screening che hanno fornito dati scientificamente inoppugnabili e che hanno consentito di accertare l’efficacia della tecnica in SPME. Un ambito di applicazione, studiato anche dall’Ateneo del capoluogo di regione, che ha posto le basi per ulteriori ricerche tossicologiche d’avanguardia in campo clinico e che assume importanti ricadute in ambito sociale, sanitario e politico. Si potrebbe dire che il fenomeno descritto, seppur clinico, è a supporto di quello sociale. La discussione di una tesi di tal genere nonché dell’argomento proposto sono segni tangibili della vivacità e delle potenzialità che il mondo scientifico e universitario calabrese esprimono, nonostante le indubbie difficoltà del “sistema ricerca” in Italia. Metodiche diagnostiche nate e sviluppatesi grazie ad un approccio integrato tra ricerca pura o di base e ricerca applicata, che dimostra come lacondivisione di competenze, risorse strumentali e studi interdisciplinari possano produrre risultati ottimali nei reparti avanzati dell’innovazione tecnologica di casa nostra.