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Sabato, 17 Agosto 2019

Da Siderno a Bologna la sanità calabrese vola alto

Ha la Calabria nel cuore Gaetano Gargiulo, il primo cardiochirurgo ad avere seguito in Italia un trapianto di cuore su un bambino. Un risultato grande rilievo scientifico che lo ha fatto balzare agli onori cronaca nazionale mentre per la “sua” Ha la Calabria nel cuore Gaetano Gargiulo, il primo cardiochirurgo ad avere seguito in Italia un trapianto di cuore su un bambino. Un risultato grande rilievo scientifico che lo ha fatto balzare agli onori cronaca nazionale mentre per la “sua” Siderno marina, dove è nato nel 1954 e dove vive la cara mamma, Gaetano Gargiulo resta uno  dei figli prediletti.

Gaetano Gargiulo Gaetano Gargiulo


All’insegna della semplicità  e della leggerezza gli oltre venti giorni di vacanza che si concede una volta deposti i ferri e gli attrezzi del mestiere, abitudine quotidiana di un anno. Fedele allo slogan “stessa spiaggia stesso mare”, con la sua famiglia e con gli amici, la scelta, ogni anno, ricade sempre sulla riviera dei Gelsomini, sullo stabilimento sidernese “dove l’incanto è stare fino a sera e assistere al tramonto e al mare che si fa lago, proprio come succede di mattina. Questa – aggiunge- è la terra dei miei ricordi, la culla delle radici e dell’infanzia, del mare e dei suoi colori che si confondono con il cielo. La terra dei sapori della nonna, della pasta al forno con le polpettine e della granita dall’impareggiabile gusto”. Professore di cardiochirurgia presso l’Università degli Studi di Bologna. si è laureato e specializzato in cardioangiochirurgia presso l’Università degli Studi di Bologna. Dirige l’unità operativa complessa di cardiochirurgia pediatrica e dell’età evolutiva presso l’ospedale S.Orsola – Malpighi a Bologna, struttura d’eccellenza all’avanguardia in campo nazionale ed internazionale, dove ha coronato la grande passione per la chirurgia pediatrica. Si occupa soprattutto di cardiopatie congenite nei pazienti pediatrici e negli adulti. “E’ stato un lungo percorso: da Siderno a Bologna per gli studi e la specializzazione, a Parigi per un anno e mezzo per affinare conoscenze e tecniche e poi di nuovo Bologna. Al centro, sempre i più piccoli con le loro peculiarità che rappresentano un mondo a parte nel complesso delle patologie cardiochirurgiche.Lungomare di Siderno3 Spiega infatti: “Intervenire su una valvola che presenta malformazione congenita è ben altra cosa rispetto a quello che può succedere ad una valvola “matura”: servono, per esempio, specialisti ultra dedicati, a partire dagli anestesisti, per non parlare poi di quella buona dose di sensibilità che ci coinvolge ancor di più ogni volta che abbiamo a che fare con i bambini”. Domanda d’obbligo: da calabrese e da addetto ai lavori, come saluta l’apertura della cardiochirurgia a Reggio Calabria? “Ho seguito – dice- l’evolversi della situazione e le alterne vicende che hanno accompagnato il progetto. E’ un risultato importante per la città dello Stretto e per la Calabria intera che cresce tutta nell’offerta, acquistando un altro punto di riferimento di qualità. Soprattutto nella sanità, non servono i campanilisti, ma servono strutture che rafforzino la tutela del diritto fondamentale alla salute. Con il nuovo Centro Cuore, i reggini finalmente trovano, a casa propria, una risposta completa a problematiche cardiologiche che sono varie, complesse e per le quali la tempistica spesso è vitale. Ma un punto deve essere fermo: una cardiochirurgia, proprio per la complessità che caratterizza le patologie, non può essere un’isola a se stante,  ma ha  bisogno di tutta una serie di servizi di sopporto in grado di fronteggiare anche le complicanze: il Centro trasfusionale, le malattie infettive, solo per citarne alcuni”.
La sanità è uno dei campi in cui la Calabria è più arretrata, eppure le sue intelligenze le ritroviamo dovunque e sono il fiore all’occhiello della cultura e della scienza italiana. Conclude qui Gargiulo: “Questo da una parte ci inorgoglisce perché tanti altri come me mantengono un rapporto forte con la propria terra, ma dall’altra fa rabbia perché ancora la fuga dei cervelli continua ad essere un problema cronico di questa terra che, su altri fronti, sistema dei trasporti su tutti, è tanto, troppo indietro. Forse bisognerebbe cominciare dalle piccole cose: smettere di autogiustificarci sempre”.