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Giovedì, 19 Settembre 2019

Pianeta MUSABA: un patrimonio unico che rischiamo di perdere

Un’oasi di resistenza il Museo Parco Laboratorio Santa Barbara fondato da Nik Spatari e Hiske Maas, un luogo dell’immaginazione e dell’integrazione, del rispetto e della devozione, che apre nuove prospettive anche percettive: dall’alto un mare in tempesta di forme e Un’oasi di resistenza il Museo Parco Laboratorio Santa Barbara fondato da Nik Spatari e Hiske Maas, un luogo dell’immaginazione e dell’integrazione, del rispetto e della devozione, che apre nuove prospettive anche percettive: dall’alto un mare in tempesta di forme e colori, un piccolo paradiso se lo si percorre scoprendolo poco a poco.chiesa vista dal chiostro@ daniela liconti
Un esperimento che nasce nella mente di due giovani visionari che 50 anni fa decidono di restare per fare, coinvolgendo artisti e appassionati di tutto il mondo attorno ad un pensiero: strappare ai rovi e alla dimenticanza una chiesa del 1100 parzialmente restaurata e oggi museo-laboratorio, il complesso monastico con stratificazioni della nostra storia - tra cui le terme romane -, la vecchia stazione delle ferrovie calabro-lucane, il terreno incolto attraversato da due torrenti, per farne l’unico museo a cielo aperto di Calabria e uno dei pochi d’Europa, che fosse anche laboratorio di sperimentazione artistica, di educazione all’arte e tutela del paesaggio, di integrazione tra questa e il territorio. Un luogo d’arte partecipato e condiviso di grande ispirazione nella sua anticonvenzionalità.
Un progetto ambizioso e faticosissimo che mira, non solo a preservare la storia dei luoghi ed i frammenti del passato, ma a farli convivere felicemente con creazioni d’arte e architetture sorprendenti, generando un ambiente in cui, foresteria@ daniela liconti - Copiagrazie anche al riutilizzo di materia locale e naturale, un sito monumentale storico recupera il suo genius loci e diventa incubatore di contemporaneità, esempio concreto di integrazione con il presente dell’arte.
Perché è facendoli vivere che i siti storici si preservano.
La Fondazione promuove progetti finalizzati al completamento del Parco Museo Laboratorio MUSABA, con riferimento alla vallata del Torbido, al Parco Nazionale d’Aspromonte, alla Locride e alla  Piana di Gioia Tauro. Possiede un patrimonio di immenso valore artistico-culturale, oltre l’esperienza nella promozione di iniziative culturali di rilevanza internazionale destinate a sostenere attività artistiche, la conoscenza e conservazione del patrimonio architettonico e ambientale calabrese, la formazione in restauro e arti applicate. La sua collezione d’arte annovera artisti prestigiosi quali Baj, Bertini, Bonalumi, Ceroli, De Filippi, De Lima, De Martinez, Giacometti, Macario, Persico, Ricci, Rotella, Scanavino, Scanga, Schifano, Shiao, Tadini. la rosa dei venti @ daniela licontiUna realtà culturale di grande respiro il cui valore è stato riconosciuto da autorevoli critici e intellettuali tra cui Bonito Oliva, Zevi, Portoghesi, che noi calabresi, destinatari privilegiati, rischiamo di perdere. “Il MUSABA sopravvive a stenti senza contributi, tanto che si sono fatte avanti importanti istituzioni americane e olandesi interessate all’acquisizione della collezione” afferma Hiske Maas.
Visitandolo, scopriamo un microcosmo dinamico e articolato. Opere site specific tra cui il grande Piede di Nik realizzato anche con il contributo di alcuni migranti ospitati nella foresteria; la Rosa dei Venti, ala museale costruita con le pietre recuperate dall’antico complesso monastico e dai due torrenti, con una sintesi delle opere di Spatari tra cui il Terzo Bronzo; la sala espositiva nell’ex chiesa di Santa Barbara definita anche la Cappella Sistina calabrese, che, illuminata dalla luce naturale che filtra da spicchi di vetri colorati, custodisce Il Sogno di Giacobbe. La tecnica di realizzazione dell’opera è un’invenzione dell’artista, con le figure ritagliate su fogli di legno leggero, dipinte e poi applicate come bassorilievi sospesi.
Con le sue 11 ‘celle d’arte’ decorate con murales contemporanei, la Foresteria è un capolavoro di architettura ed un ulteriore esempio di integrazione, in questo caso tra il dinamismo del mosaico monumentale in progress del chiostro – il più complesso e articolato dell’arte contemporanea italiana - e le geometrie architettoniche su cui incombe la silhouette de L’ombra della sera.

Nik Spatari Nik Spatari


Il colore è dappertutto, smagliante, e le forme esaltano quell’idea di tridimensionalità ricorrente nelle opere di Spatari, dando vita e movimento.  L’ex stazione della ferrovia è oggi laboratorio d’arte, uno spazio per crescere e sperimentare dedicato a bambini e adulti; tutt’attorno, 7 ettari di orti e giardini mediterranei dove il paesaggio si fa spazio espositivo tra sculture naturali e opere d’arte.
Un cantiere attivo e dinamico, centro di formazione di eccellenza aperto agli studenti internazionali che vogliano lavorare con Spatari in ambito musivo, architettonico, nella pratica del restauro innovativo e nella costruzione.
mosaico monumentale@ daniela liconti - CopiaTutto è in continuo dialogo con la morfologia dei luoghi, la natura, il silenzio, componendo un’opera in progress che esprime l’anima dell’uomo e la sua capacità di creare e innovare lasciandosi ispirare da un luogo oltre il tempo, senza smettere mai di vederne le infinite possibilità di restituire altra bellezza.
Un regalo dell’artista alla sua terra, costruito pietra su pietra, nel silenzio generale.