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Giovedì, 19 Settembre 2019

Guida “Gusto degli Stretti”: viaggio sensoriale alla scoperta dell’offerta enogastronomica di qualità della provincia reggina

Una guida enogastronomica dal taglio agile che svela curiosità e particolari su una terra ricca di eccellenze.
“Gusto degli Stretti”, grafica d’appeal e vademecum da turista, è un’interessante pubblicazione sulle prelibatezze dell’area dello Stretto, tra prodotti dop, doc e igt, igp e De.c.o., presidi slow food, ed una sezione dedicata alle aziende e ai ristoranti della provincia di Reggio Calabria certificati dalle maggiori guide enogastronomiche.gusti degli stretti copertina libro Un utile breviario sulla cucina e i sapori tradizionali di casa nostra “incastonati” nei luoghi incantati di un territorio che riserva continue sorprese a turisti e visitatori.
La pubblicazione, curata dal giornalista Marco Borgese - nel più ampio progetto dell’associazione “Opportunity” presieduta da Antonio Fragomeni, con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria - è uno strumento volto a far conoscere il nostro territorio e le sue risorse enogastronomiche “attraverso la divulgazione della cultura dell’opportunità”. Che sono tante in Calabria, considerata la straordinaria varietà e ricchezza naturalistica, come aveva mirabilmente descritto lo scrittore Guido Piovene: “Viaggiare in Calabria significa compiere un gran numero di andirivieni, come se si seguisse il capriccioso tracciato di un labirinto. Rotta da quei torrenti in forte pendenza, non solo è diversa da zona a zona, ma muta con passaggi bruschi, nel paesaggio, nel clima, nella composizione etnica degli abitanti”.
torre-di-bagnara-calabraGusti, sapori ed essenze legati al territorio e alle sue occasioni di sviluppo sono esaltati da una rassegna sui prodotti di qualità, vessillo della Calabria e della provincia di Reggio: primo fra tutti il bergamotto - l’oro verde - seguito dalla varietà dei salumi con un posto d’onore alla tradizione vinicola calabrese, da Sibari fino alla Locride. Quindi i marchi di indicazione geografica protetta: come dimenticare il torrone di Bagnara e le clementine di Calabria.
Sono ben 269 i prodotti agroalimentari tradizionali che rappresentano una significativa fonte di reddito per una regione ad alta vocazione turistica non ancora messa a regime. Lo ha rammentato a quanti peccavano di distrazione, la prestigiosa testata “New York Times” che ha riservato pagine di elogio alle peculiarità enogastromiche made in Calabria.
Scilla2_Antoninadatttola1Non  manca una sezione dedicata ai prodotti De.Co. (denominazione comunale d’origine), produzioni di nicchia del territorio dal valore identitario in omaggio alla promozione del connubio inscindibile prodotto-territorio. “Un esempio di biodiversità agroalimentare da tutelare, oltre che strumento di cooperazione e viatico di salvaguardia della memoria e dell’identità paesaggistico-culturale di un territorio” - ha spiegato Marco Borgese il quale parlato di valido strumento di marketing territoriale. Tra i prodotti De.Co. vanno segnalati: le prugne di Terranova, l’arancia di San Giuseppe, l’annona di Reggio Calabri, la patata di Sant’Eufemia, la ricotta affumicata, lo stocco e la culatta di Mammola, la stroncatura di Melicuccà, il caciocavallo di Ciminà, il torrone di ferro di Cittanova, le mandorle “biondina”, il pane di Pellegrina, le susumelle e la pizza di San Martino  di Bagnara.
Al turista non resta dunque che “immergersi” nella lettura di questo libricino, pregustando  prelibatezze locali che lo delizieranno.