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Lunedì, 18 Novembre 2019

La matita reggina che progetta nel mondo

L’archistar calabrese Claudio Zappia, quarantenne cosmopolita, laureato alla Mediterranea

La Calabria è la sua culla. Il mondo la sua casa: Claudio Zappia, reggino, partito dallo Stretto dopo la laurea in Architettura alla Mediterranea, oggi quarantenne, ha un portfolio di progetti internazionali del calibro dei Parchi Olimpici di Londra 2012 e Rio 2016, dei waterfront inglese di Blackpool

L’archistar calabrese Claudio Zappia. L’archistar calabrese Claudio Zappia.


(in grado di resistere ad uragani della potenza di Katrina) e quello di Manama, dove ha immaginato e quindi “creato” la prima spiaggia pubblica del Bahrain. Ha ideato Piazza Gae Aulenti a Milano, vincendo il prestigioso “Landscape Institute Award” nel 2016, quale direttore associato del network di progettisti mondiali Aecom London.
Landscape designer, letteralmente “Disegnatore del paesaggio”, Claudio Zappia ama entrare nell’anima dei luoghi e della gente che usufruirà della sua opera. Scovarne il segno più intimo e profondo, dove si nascondono  sogni e desideri inespressi, se non addirittura inconsci, per farli diventare lifestyle. E’ successo in Bahrain, dove la prima spiaggia “libera” del regno ha fatto cadere ogni cesura tra uomini e donne,  per la prima volta liberi, insieme, di vivere il mare.

Architetto, qual è l’approccio giusto al territorio e all’idea?

“Un approccio molto semplice: studiare il luogo, conoscerne le esigenze e i problemi; trasformare questi ultimi in opportunità, per generare il progetto e il suo linguaggio. Il processo è tuttavia lungo e complicato, perché coinvolge diversi attori. Serve una buona abilità analitica ed anche un po’ di iniziativa, con il cliente, nel suggerire le migliori idee. Tutto questo aiuta a creare uno spazio che mira a generare una nuova “memoria del luogo”. Amo “distendere” nuove forme, nel paesaggio, pensando che resteranno nel tempo. Un buon intuito, infine, credo sia essenziale”.

Come si è mosso per ideare progetti come il Parco Olimpico di Londra e di Rio e i waterfront di Blackpool in Inghilterra o di Manama in Bahrain?

BlackpoolPromenade Claudio Zappia“Dietro questi progetti ci sono sempre tanti protagonisti. Dal team si impara tantissimo ed ognuno aiuta l’altro ad affrontare meglio la sfida successiva. Nel lavoro per il Parco delle Olimpiadi di Londra 2012 ero un collaboratore, all’inizio della mia carriera. Rio 2016, invece, mi ha dato la possibilità di essere uno dei design leader e di operare in un team più piccolo, dove è stato più facile avere una vision chiara del progetto finale. Quanto al waterfront di Blackpool, la collaborazione con gli ingegneri è stata fondamentale per trovare il linguaggio paesaggistico giusto e risolvere il problema delle maree, che non permetteva di vivere il rapporto con il mare. A Manama, poi, ho avuto una stretta collaborazione con il cliente che, insieme a noi di Aecom, ha scelto di creare la prima spiaggia pubblica del regno”.


Quali sono stati gli esiti (anche inaspettati) di queste opere sulle abitudini della gente del luogo?

“In Saadiyat Island, che è un’isola tra Abu Dhabi e Dubai, abbiamo costruito una autostrada che collega le due città. L’idea del progetto era quella di creare un “ritmo” per chi attraversasse  quello spazio. Abbiamo allora immaginato ampie linee curve sui percorsi più lunghi e  linee sempre più strette in prossimità delle uscite. Il linguaggio scelto è stato un segno grafico, creato con piante che richiedono pochissima acqua e poca manutenzione ed utilizzando anche quattro diverse pietre ricavate damateriale riciclato.

Pier Head_Liverpool 2@Claudio Zappia Pier Head_Liverpool 2@Claudio Zappia


Il risultato finale è  stato  un grande “segno” paesaggistico, molto visibile dal cielo. Così è successo che chi lo sorvolava ne rimaneva incuriosito ed affascinato. Adesso quell’autostrada è diventata meta di visitatori, attratti del suo design: questo non era stato previsto. Ma è successo”.

L’architettura può dunque incidere positivamente sulle consuetudini?

“Credo che il Waterfront di Manama abbia migliorato la vita dei cittadini e degli stranieri del Paese: ora turisti e abitanti, uomini e donne,  si ritrovano  per fare attività sportive, prendere un caffè, fare yoga. È un piccolo seme che aiuta a migliorare la vita (“Healthy Life Style”) dei cittadini. Questo successo dimostra come una buona analisi del luogo, una buona idea, ed un cliente che rischi e creda nel tuo progetto, possano influenzare e addirittura “cambiare” le abitudini, portando ad una maggiore apertura verso gli altri”.

Le sono state offerte diverse cattedre, in giro per il mondo. Ha scelto?

Westfield_London@Claudio Zappia Westfield_London@Claudio Zappia


“Ho sempre avuto la passione di comunicare e condividere le mie conoscenze. Sin da bambino. Ricordo la mia maestra della scuola elementare, Rosa, che mi dava la possibilità di raccontare delle favole,  delle storie, anche ad un’intera scuola. Non è facile fare il mio lavoro ed insegnare allo stesso tempo. Ho ricevuto diverse proposte da atenei internazionali, è vero, anche molto prestigiosi ma, per il  momento, preferisco tenere conferenze e workshop  in giro per il mondo, e mi piace ancor di più farlo nella mia lingua, che resta quella che meglio mi fa esprimere le mie passioni”.

Reggio Calabria, la sua città. Ritorna spesso qui? La trova cambiata?

“Mi piacerebbe tornare più spesso, magari per  workshop o collaborazioni con l’Università,  per condividere le mie conoscenze ed aiutare, se posso, la città a trasformarsi. Non dimenticando che le trasformazioni di un luogo avvengono solo se le persone hanno una mente aperta, al cambiamento.

Saadiyat_Expressway Aerial View@TDIC Saadiyat_Expressway Aerial View@TDIC


Io dico che l’inizio è far scoppiare la “bolla di sapone” in cui si vive. Penso al progetto di Zaha Hadid per Reggio: oltre che per le ripercussioni sull’economia della città,  finalmente la porterebbe sulla “Grande Mappa dell’Architettura mondiale”.

Tornerebbe a lavorare In Italia?

“Non vivo dentro una bolla di sapone!” (ride).

A quali progetti sta lavorando adesso?

“Il progetto di Manama continua, ma sto anche terminando l’idea di un grande parco, lungo un kilometro, all’interno di un progetto urbanistico per innovativi villaggi-giardino pronti a realizzarsi nel Regno Unito. Il parco sarà semplicissimo e verrà creato con piante e alberi del luogo, secondo l’approccio sostenibile che connota Aecom”.

Ha lavorato a tanti progetti di parchi (l’Oxygen Park Doha), piazze, strade urbane (QPR Qatar Public realm, nuove strade per il Qatar/ Saadiyat Expressay), Centri commerciali (Westfiel White City London) e waterfront. Ma c’è una idea a cui tiene e che ancora non ha realizzato?

Photo 2016 Robb Williamson  AECOM Rio_Barra Olympic_Park_Olympic Tennis Terrace“Beh, sono stato veramente fortunato a realizzare questi progetti e molti altri sono in progress ma sotto riserbo. Una delle mie passioni sono gli animali ed uno  dei progetti che mi piacerebbe  tanto realizzare, un giorno, è quello di un “Wild Animal Park”, una sorta di “santuario” (uno Zoo contemporaneo) per specie rare ed anche per quelle in pericolo.  Ho una mia idea,  ma ancora non sono riuscito a realizzarla. Chissà, non sarebbe male farlo nella nostra città, a Reggio Calabria, che ha un buon clima e spazi adeguati. Il progetto darebbe senz’altro un ritorno forte, di economia e turismo, e sarebbe perfetto insieme al waterfront di Zaha Hadid.

Tante idee e tante storie. What’s next?

“Beh, solo questo: rinnovarsi, per continuare a crescere. Whatch this space!”.