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Mercoledì, 21 Agosto 2019

Quartaumentata: un ponte di note dal cuore antico proiettato sul futuro. Intervista a Paolo Sofia.

Dinamiche sociali, tradizioni e racconti di culture diverse che s’incrociano su un ponte di note che collega passato e presente e si proietta verso il futuro. Un progetto artistico, quello dei Quartaumentata, che è in continua evoluzione in un un Dinamiche sociali, tradizioni e racconti di culture diverse che s’incrociano su un ponte di note che collega passato e presente e si proietta verso il futuro. Un progetto artistico, quello dei Quartaumentata, che è in continua evoluzione in un un caleidoscopio di sonorità che lambisce il folk, reggae, jazz, blues, rock e funky.

Paolo Sofia, Salvatore Gullace, Giuseppe Platani, Massimo Cusato (Photo di Giuseppe Macrì) Paolo Sofia, Salvatore Gullace, Giuseppe Platani, Massimo Cusato (Photo di Bruno Macrì)


Una mescolanza che tiene viva la musica spingendola oltre i confini territoriali, nei meandri della sua stessa essenza e interpretazione. Sono loro, i “fantastici 4” della melodia tradizionale calabrese “arricchita”, trasformata in voce da Paolo Sofia, supportato dagli artisti Salvatore Gullace (chitarra, mandolino, Bouzouki), Giuseppe Platani (basso), Massimo Cusato (percussioni, batteria). Il loro percorso creativo li ha catapultati nel panorama della “World music”, non solo per gli arrangiamenti ma anche per i contenuti di alto valore sociale. Un successo dietro l’altro, confermato dal trionfo in vari Festival e dagli svariati riconoscimenti, fino a rientrare anche in progetti cinematografici con la cura della colonna sonora per i film “Tornare indietro” (2002) e “Aspromonte” (2012). Con Paolo Sofia, frontman del gruppo, abbiamo rivissuto questo straordinario viaggio che li ha visti nascere in Calabria nel lontano 1998 per dar vita al loro primo album dal titolo “A notti è fatta dinnu…” (1999).

I Quartaumentata, 8 album all’attivo e 18 anni di successi. Com'è iniziata l'avventura e quali sono state le tappe salienti del vostro percorso artistico?

L’idea era quella di trasformare il patrimonio musicale calabrese in un’entità viva in cui identificarsi, e rendere questo messaggio alla portata delle nuove generazioni. Un progetto che rispecchia le caratteristiche dei componenti del gruppo provenienti da diverse esperienze musicali che conferiscono al repertorio un sound originale. Nel corso degli anni c’è stata un’evoluzione graduale pur mantenendo il progetto iniziale. Si è passati dal primo disco dai contesti più teatrali, all’ultimo “Sirene e Naviganti” (2012) un’analogia tra il viaggio di Ulisse e il viaggiare contemporaneo, che ha visto la partecipazione di musicisti di alto livello come Dado Moroni, Eric Daniel e Michele Ascolese; e artisti di calibro come Ivana Spagna, Saule e Margarida Guerreiro, nota cantante di Fado portoghese.

Qual è il segreto di un successo duraturo come quello dei Quarta?

Paolo Sofia frontman e voce dei Quartaaumentata (Photo di Bruno Macrì) Paolo Sofia frontman e voce dei Quartaaumentata (Photo di Bruno Macrì)


Prima cosa bisogna avere la consapevolezza dei propri limiti e dei punti di forza; essere umili e possedere una dose di sfrontatezza e arroganza positiva che ti spinge a insistere su ciò in cui credi. Dopo di che si dev’essere pronti al cambiamentosenza perdere la propria impronta artistica e circondarsi delle persone giuste. Per fare l’artista, inoltre, occorre studiare e apprendere la tecnica da personaggi competenti del panorama musicale. In ogni brano nostro c’è un passo in avanti, perché rinnovarsi nella musica, nei testi e nel linguaggio costituisce un po’ l’antidoto che conferisce longevità al gruppo.

A metà del percorso i Quarta decidono di mettersi alla prova, riscuotendo l’ennesimo successo. Nel 2009 esce il quinto album “Dai diamanti non nasce niente”, una cover del famoso cantautore italiano. Da dove nasce l’idea di interpretare Fabrizio De Andrè?

Una scelta coraggiosa, perché giungevamo da un periodo di esplosione massima del gruppo, anche per il numero di concerti in quasi tutte le piazze calabresi. Fu un album che voleva dare un’indicazione di quello che era il progetto musicale. Il recupero del dialetto nelle canzoni dei Quartaumentata è una sorta di riscatto per una lingua ormai omologata dai mass-media. De Andrè l’ha fatto con “Creuza de ma”, noi abbiamo voluto raccontare la Calabria con i testi e gli occhi di De Andrè, reinterpretati col nostro dialetto.

I temi sociali sono uno degli aspetti portanti dei testi, secondo voi la musica può contribuire a un miglioramento della società?

E’ uno strumento importante perché si rivolge alla massa. Abbiamo esempi internazionali come Bono Vox degli U2, ma anche italiani con Fiorella Mannoia, da sempre impegnati nel sociale. Chi fa questo mestiere è fortunato perché ha uno strumento privilegiato per comunicare, pertanto ha il dovere di contribuire alla risoluzione dei problemi sociali attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Culture diverse s’intersecano tra le note. Come fanno i Quarta a mantenere viva la tradizione popolare calabrese senza il rischio di offuscarla o confonderla?

Molti gruppi dagli anni ’90 introducono un metodo multiculturale nella propria musica. Il fattore determinate per preservare l’unicità nella varietà è mantenere l’equilibrio di arrangiamenti e testi, le giuste dosi valorizzano i diversi aspetti musicali.

Che ruolo ha aggi la “World music” sullo scenario calabrese e fuori?

La musica e? uno dei valori fondamentali della cultura di un popolo, lo caratterizza in modo inconfondibile. Al tempo stesso e? una delle espressioni che più si prestano a commistioni e contaminazioni, tanto che generi musicali e ritmi etnici diventano facilmente patrimonio di tutti. In quanto fatto sociale, ogni musica esprime valori, significati, emozioni, idee della cultura cui appartiene, e le culture sono tutte diverse, ma hanno pari importanza.

L’ultimo album “The best of Quartaumentata” è datato 2015 e contiene i brani più richiesti dai fan. Ci sono all’orizzonte nuovi progetti musicali?

Con gli altri artisti del gruppo ci stiamo confrontando su nuove idee da concretizzare dopo l’estate; tuttavia, c’è da precisare che gran parte della discografia dei Quarta è sconosciuta, per questo intendiamo riproporre alcuni brani caratterizzati da altre forme musicali che si discostano un po' dal solito linguaggio tradizionale, magari arricchite con nuove combinazioni che diano piena soddisfazione ai nostri fan.

Diversi sono i brani storici dei Quarta tra cui “Vai”, “Pumadora a prunu”, “Santu Nsertu”, “Omini di panza” ed altri. Quali sono quelli più significativi?

“Vai” è la canzone più richiesta, quella che ci ha aperto le porte sul palcoscenico nazionale; altro brano particolarmente apprezzato è “Non mi vogghjiu maritari”. Ma quella che mi sta molto a cuore è “Quandu amuri è”.

Dopo i tour molto graditi all’estero che vi ha visto esibirvi in Usa, Belgio e Svizzera, per questa estate quali saranno le tappe principali?

La cosa certa è che faremo un tour in tutta la Calabria. L’evento più prossimo è quello del 24 giugno a Monasterace. Tutti gli altri appuntamenti sono ancora in corso di definizione, in quanto fare musica oggi è più complicato ed è difficile anche proporsi, perché non ci sono più spazi e molti Comuni non possiedono le risorse per investire nella musica.