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Sabato, 21 Settembre 2019

Continua in Calabria l’impegno dell’Arai (Agenzia regionale per la adozioni internazionali)

Anna Maria Colella, una laurea in giurisprudenza con una tesi sul diritto di famiglia e l’assistenza ai minori e un curriculum pieno zeppo di competenze in materia, è diventata un punto di riferimento per tante coppie calabresi che, da questo Anna Maria Colella, una laurea in giurisprudenza con una tesi sul diritto di famiglia e l’assistenza ai minori e un curriculum pieno zeppo di competenze in materia, è diventata un punto di riferimento per tante coppie calabresi che, da questo estremo lembo della Penisola, guardano al mondo per chiudere il cerchio affettivo della propria famiglia. Anna Maria Colella, piemontese con sangue meridionale, è la guida dell’Arai: l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali istituita dalla Regione Piemonte, un ente pubblico dentro un mondo fatto di decine di enti privati.

Anna Maria Colella, è alla guida dell’Arai: l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali istituita dalla Regione Piemonte Anna Maria Colella, è alla guida dell’Arai: l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali istituita dalla Regione Piemonte


Questa professionista, insieme alla sua equipe, da anni si sta occupando delle coppie calabresi che vogliono dare una nuova speranza ai bambini che vivono in stato di disagio in giro per il mondo, che crescono stretti tra le mura di orfanotrofi che lottano ogni giorno per sopravvivere. L’Arai, grazie ad una convenzione sottoscritta con l’amministrazione regionale, offre un sostegno concreto, in termini burocratici e non solo, a tutte quelle famiglie che hanno scelto di seguire il percorso, spesso troppo difficile ed intricato, dell’adozione internazionale.
Questo accordo ha colmato un vuoto istituzionale. La Regione Calabria dal 1998, anno in cui una legge nazionale concedeva alle istituzioni regionali la possibilità di istituire un servizio pubblico per l’adozione internazionale, non si è mai attivata.
Solo nel 2003 la vecchia giunta Chiaravalloti varò un protocollo che istituiva quindici equipe territoriali e metteva a disposizione una prima dotazione finanziaria di 150 mila euro.
Da allora e sino al 2014, quando il governo regionale guidato da Giuseppe Scopelliti decise di sottoscrivere l’accordo con l’Arai, tutto era rimasto fermo. Chi sceglieva di diventare genitore adottivo era chiamato a rivolgersi ad uno dei diversi enti privati, oltre sessanta, che sono operativi in Italia.
La “squadra” di Mario Oliverio ha scelto di proseguire questa esperienza. L’assessore Federica Roccisano ha deciso di prolungare il rapporto di collaborazione fra l’amministrazione regionale calabrese e l’agenzia per le adozioni internazionali che ha sede a Torino. L’Arai, quindi, continuerà ad operare in Calabria con i suoi professionisti per formare il personale individuato dalla Regione Calabria e informare le coppie calabresi che sceglieranno di affidare le proprie speranze all’ente pubblico piemontese. La squadra dell’Arai in Calabria può contare sull’apporto professionale della referente regionale Franca Sammarro e della psicologa Giusy Saccà. La sede operativa dell’associazione piemontese si trova presso i locali della Cittadella regionale di Catanzaro.
araiIl mondo delle adozioni internazionali, in questi ultimi anni, è stato contrassegnato da scandali, ritardi e, soprattutto, da un calo pesante del numero delle coppie che scelgono di seguire un percorso che è diventato sempre più costoso sia dal punto di vista economico che, soprattutto, psicologico. Il mondo delle adozioni internazionali è finito nel caos mentre la Cai, la Commissione per le adozioni internazionali che dovrebbe soprassedere al corretto svolgimento delle pratiche adottive, dal 2014 non si è più riunita. Adesso, invece, il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che della Cai è il presidente, ha firmato il decreto di nomina di una nuova vice presidenza, nominando ai piani alti di Villa Ruffo Laura Laera: ex presidente del Tribunale per i minorenni di Firenze.
E’ la stessa Anna Maria Colella ha chiarire i contorni di una fotografia che appare sempre più sfocata.
“Nell’ultimo periodo – ha detto Anna Maria Colella -  ci sono stati tanti incidenti di percorso e tante coppie stanno chiedendo che venga creato un servizio pubblico In realtà bisogna essere in grado di stare insieme, enti pubblici ed enti privati, creare una rete e condividere il percorso di tutela dei bambini. La guerra fra pubblico e privato è inutile, ben venga un servizio pubblico che sia capace di portare trasparenza e competenza in un settore assai delicato”.
Pubblico e privato, quindi, possono lavorare bene senza farsi la guerra. L’esperienza dell’Arai in Calabria pare dimostrarlo.
“La Regione Calabria – ha proseguito il direttore dell’Arai – ci ha dato ampia disponibilità per garantire la qualità del servizio alle coppie calabresi e per garantire omogeneità di prestazioni su tutto il territorio regionale. Da parte nostra, siamo pronti ad assicurare che i genitori adottivi della Calabria saranno seguiti con la stessa attenzione che dedichiamo alle coppie piemontesi”.
«In questo modo - ha concluso Anna Maria Colella - si risolve un problema che la Calabria aveva da troppo tempo».