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Lunedì, 19 Agosto 2019

Al Gambero Rosso (Marina di Gioiosa) R. Sculli spiega le ragioni di una scelta

Riccardo Sculli è un uomo di Calabria prima di essere lo chef del Gambero Rosso di Marina di Gioiosa Jonica - una meritatissima Stella Michelin, l’unica nella provincia di Reggio Calabria -, e recente destinatario dello Chef Award 2017. Da anni è al timone di questa sorprendente realtà che naviga, a dispetto delle difficoltà legate al territorio, nel bel mezzo di un’area in cui si concentra una quantità di bellezza e di storia che potrebbe risplendere insieme a lei.

Riccardo Sculli chef del Gambero Rosso di Marina di Gioiosa Jonica Riccardo Sculli chef del Gambero Rosso di Marina di Gioiosa Jonica


Se il Gambero Rosso nasce da un ritorno a casa, quello dei suoi genitori, la cucina di Riccardo Sculli è una testimonianza della volontà di restare, ben radicata e ispirata al territorio di appartenenza che, presente in ogni preparazione, costituisce uno dei massimi punti di forza della sua proposta gastronomico-culturale.
Un percorsodi crescita il suo, con un impegno recente che lo porta sulle tracce di quella che, per uno chef accorto, è la cucina del futuro, ossia buona, bella e sana. Questa ulteriore sfida l’ha portato ad una formazione specifica in cui un team di nutrizionisti, chimici e chef collaborano per creare preparazioni che mantengano intatti i valori nutrizionali degli ingredienti senza sacrificare il gusto. Sculli ha già incassato la certificazione di alcune sue ricette sviluppate attorno a questo nuovo concetto, ad esempio quella a base di ‘nduja con soli 10 gr di grassi e 1 gr di sale. Il percorso verso piatti a base di prodotti locali che siano equilibrati negli apporti nutrizionali, dolci che abbiano le stesse calorie di una mela, è per lui una sfida sì, ma soprattutto uno stimolo a fare di più e meglio.
Anche in questa nuova direzione, il contatto col territorio e le sue materie prime è fondamentale. calabrian sushi“Ho sempre creduto che poter contare su una materia prima di alta qualità sia un valore, e oggi questo concetto evolve in quella che è la sfida del futuro: coniugare territorialità ed equilibrio. Il Gambero Rosso non ambisce a premi, ma a migliorarsi e a dare un contributo concreto alla crescita del nostro territorio anche attraverso la valorizzazione della sua cultura gastronomica. Grazie all’attenzione del New York Times, il mondo ha scoperto la Calabria migliore, e critici ed ispettori delle guide più prestigiose oggi arrivano fin qui per capire cosa si muove davvero. Fanno tutti la stessa domanda: come si spiegano tante espressioni di eccellenza in un territorio con enormi criticità nei collegamenti, segnato da incuria e abbandono?”sala@dl
“Io credo nella mia terra – afferma con forza Sculli – ci sono le condizioni per un cambio di passo; i singoli operatori che condividono questa visione ce la mettono tutta, il nostro impegno è un segno che uno sviluppo ed una crescita sono possibili. Ma non possiamo farcela da soli. Di recente sono stato invitato da una nota catena alberghiera internazionale a New Delhi per rappresentare la nostra cucina, e con orgoglio ho messo in valigia il bergamotto e il suo olio essenziale, la liquerizia, il nostro zafferano: è stato bellissimo poter contribuire a diffondere la conoscenza della nostra terra fuori dagli stereotipi.”
“Qui al Gambero Rosso ci impegniamo a dare visibilità ad una Calabria propositiva e attiva, ma gli sforzi di quanti vogliono far emergere il volto di una terra che sia di ispirazione, interessante sia per il valore del suo patrimonio naturale e storico-artistico che per l’alta qualità della proposta di accoglienza e ristorazione, rischiano di essere vani. cucina@ daniela licontiVado avanti con passione perché sento un forte debito di riconoscenza verso una  terra che mi dà tanto ogni giorno e che vorrei vedere affrancarsi ed evolvere perché credo che sia questa la strada che tutti noi calabresi dobbiamo percorrere, in grado come siamo di creare forme di eccellenza in vari campi riconosciute a livello internazionale. Dietro il Gambero Rosso c’è un mondo di fornitori dedicati alla qualità, c’è la storia e la cultura di un territorio unico e straordinario fatto di montagne, vento e due mari. Amo questa terra, è la mia forza, ma è necessario checresca assieme a noi, che non lasci scappare le giovani generazioni, faccia in modo che coltivino il desiderio di restare per fare, avviando quel cambiamento che non può che iniziare da loro stessi.”
Sul sito del Gambero Rosso c’è una pagina dedicata ai luoghi di immensa bellezza dei dintorni, cui viene dato più spazio che ai premi e riconoscimenti. Perché l’esperienza di chi decide di arrivare fin qui non si fermi alla tavola ma si completi e si estenda alla terra e alla sua storia. Non ha torto lo chef Massimo Bottura: l’ingrediente del futuro è la cultura.