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Mercoledì, 16 Ottobre 2019

Vittima di mafia, nome comune di persona

Ricordo e analisi della morte di Gennaro Musella
di Filippo Rosace

E’ un libro dalla molte sfaccettature quello pubblicato dal Coordinamento nazionale Antimafia “RIFERIMENTI” col sostegno del Consiglio regionale della Calabria in occasione del ventennale della morta dell’ingegnere Gennaro Musella, ucciso a Reggio Calabria il 3 Maggio 1982: Vittima di mafia -nome comune di persona- autore Salvatore Ulisse di Palma (p.p. 124).

Si passa dalla dotta introduzione del Procuratore Nazionale Antimafia Pierto Grasso, al semplice e commosso ricordo degli operai che con Musella avevano lavorato e costruito.

Dalle parole di rabbia e determinata fierezza della figlia Adriana, oggi impegnata nella battaglia di legalità contro tutte le mafie, all’analisi del giornalista ormai affermato che aveva conosciuto l’ingegnere quando era agli esordi e, tra lucidità professionale e un pizzico di sentimento amarcord di sapore felliniano, aggiunge spunti di riflessione e aneddoti.

Si chiude con la rassegna stampa. Collante unico e straordinariamente efficace di questa molteplicità di punti di vista, e di analisi, è proprio l’ingegnere Musella, che col suo esempio rimane, a distanza di tempo, simbolo di coraggio ed onestà.

Nel volume si alternano momenti di commozione per la dimensione privata della tragedia a momenti di analisi ed approfondimento di un fenomeno come quello della ‘ndrangheta, che proprio in quegli anni subiva una grande trasformazione cercando alleanza con la mafia siciliana, inserendosi in business nuovi come quello dello spaccio di sostanze stupefacenti, approcciandosi in modo diverso al concetto di “imprenditoria”.

Menzione a parte merita il ricco corredo fotografico al testo che partendo da immagini di chiara connotazione personalistica (immagini della vittima negli attimi felici della sua vita familiare) passa al racconto tragico dell’agguato, per arrivare al riscatto e alla rivincita sociale e culturale, con foto in cui schiere di giovani, a volte anche bambini, sfilano invocando giustizia e legalità.

Un climax che parte dalla dimensione privata della tragedia ed arriva a quella collettiva, quasi a voler ricordare che la tragedia di Gennaro Musella è la tragedia di tutta una collettività, e che la voglia di giustizia che era dell’ingegnere è oggi la voglia di giustizia di un intero popolo.

Dello stesso volume esiste anche una versione in commercio, sempre del medesimo autore, edita da Pellegrini Editore.