Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Domenica, 08 Dicembre 2019

Il Garante per l'Infanzia, Marziale, ha visitato i Servizi sociosanitari dell'Asp di RC

Antonio Marziale, Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Calabria, si è recato in visita presso gli uffici del Coordinamento Servizi Sociosanitari dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.Foto visita servizi sociali asp rc
Nel corso dell'incontro, presenti tutti gli operatori e la direttrice Franca Capuano, al Garante sono state esposte le modalità di intervento legate ai bisogni dell'infanzia e dell'adolescenza: "Che hanno messo in rilievo - spiega Marziale - quanto difficile sia lavorare in un territorio scarseggiante di risorse strutturali e di personale. Il già difficile e delicato lavoro deve fare i conti, infatti, con l'andirivieni di lavoratori precari, pur tuttavia in grado di garantire lo smaltimento delle pratiche, dietro le quali, esistono sofferenze e attese di minorenni in stato di necessità".
Buona parte del confronto è stata dedicata all'attuazione di quanto previsto dal Protocollo d'intesa per assicurare la piena attuazione delle funzioni di tutela dei minori destinatari di provvedimenti giudiziari, civili e penali, ivi inclusi quelli riguardanti i minori vittime di abusi sessuali o maltrattamenti intrafamiliari nell'ambito della provincia di Reggio Calabria: "Il Protocollo, siglato lo scorso febbraio in Prefettura, traccia le linee di un’articolata attività di sinergia tra gli Organi istituzionali, le Forze di Polizia e gli Enti a vario titolo coinvolti collocandosi nel variegato contesto delle attività volte a prevenire fenomeni di violenza e abuso in danno dei minorenni, segnatamente, nei confronti di quelli appartenenti a famiglie di ‘ndrangheta e ciascuno dei firmatari, secondo le proprie  peculiari responsabilità, deve contribuire - conclude Marziale - a che il Protocollo, espressione di forte crescita civica, segni una svolta autentica in difesa dei bambini e degli adolescenti in difficoltà".