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Domenica, 08 Dicembre 2019

“Amistà”: le sonorità Mediterranee dei Parafoné

Tradizionale, etnica, popolare o folklorica. Etichette per descrivere un genere musicale che nel racchiudere, senza ingabbiare, identità culturali spesso sfugge ad una definizione precisa. Ne sono consapevoli i Parafonè, gruppo musicale che da Serra San Bruno da oltre 15 anni Tradizionale, etnica, popolare o folklorica. Etichette per descrivere un genere musicale che nel racchiudere, senza ingabbiare, identità culturali spesso sfugge ad una definizione precisa. Ne sono consapevoli i Parafonè, gruppo musicale che da Serra San Bruno da oltre 15 anni suona la Calabria, la sua storia, ma soprattutto il suo presente. Parafone1Musica, parole e storie, senza nostalgia di tempi andati, ma con la coscienza di essere figli della propria terra. Una Calabria come finestra, crocevia di culture e di identità plurali, che si apre al mondo. Un linguaggio, quello musicale, che per sua stessa natura è universale e valica i confini regionali.
Ne abbiamo parlato con Bruno Tassone, voce dei Parafonè, progetto musicale che fonda le sue radici alla fine degli anni '90. «Erano gli anni in cui si parlava tanto di globalizzazione e spersonalizzazione – racconta Tassone –, noi eravamo un gruppo di amici che, in un contesto in cui non c'era un granché, aveva voglia di fare qualcosa di diverso e, soprattutto, di suonare. Così nasce l'idea di cominciare un percorso di riscoperta delle tradizioni». Un percorso già avviato in altre regioni di Italia, soprattutto la Puglia, in un tempo in cui si tendeva a smarrire le proprie identità culturali. «Così – prosegue – abbiamo cominciato a fare musica popolare, con le sue tante sfaccettature. Man mano il progetto è cambiato, abbiamo acquisito maggiore consapevolezza, e siamo arrivati ad oggi, con una forte apertura verso la world music».
Parafonee in concertoIl primo incontro dei Parafonè con la musica tradizionale avviene con un percorso di ricerca della tradizione orale-musicale, a stretto contatto con i suonatori di chitarra battente, zampogna, lira, organetto, tamburello e fischiotti. «Siamo stati in mezzo alla tradizione – sottolinea Tassone –, prima per imparare a suonare gli strumenti, poi in un percorso di ricerca musicale. Dopo essere venuti a conoscenza di un pezzo, e senza stravolgerne l'essenza testuale e musicale, abbiamo cercato di eseguire i brani costruendo qualcosa di moderno. Questo – aggiunge – si è poi trasformato in qualcosa che prende come spunto la tradizione, ma si apre ad altre contaminazioni». Un approccio che rigetta la chiusura, per abbracciare forme di ibridazione musicale. «Contaminazione non significa spersonalizzazione – sottolinea Tassone –, la stessa Calabria è fra le ragioni più contaminate. Qui sono passati tutti, dai greci agli arabi, siamo un miscuglio di culture».
A segnare le tappe di questo percorso musicale, di ricerca e sperimentazione, tre dischi: “Il ritorno dei suoni” (2011), “Disperanza” (2012) e “Amistà” (2015). Se il primo lavoro è incentrato su riproposte o rielaborazione di musica e canti della tradizione calabrese - canti di lavoro, di amore, di partenza (fisica e spirituale) -, è con “Disperanza” che il percorso dei Parafonè si fa più maturo e «diviene un percorso di coscienza e conoscenza della musica popolare e del suo utilizzo trasformazione» – sottolinea Bruno Tassone –, aprendosi alla composizione originale per esprimere un proprio “pensiero”. In “Disperanza”, oltre a mescolarsi – già dal titolo – disperazione e speranza, si fondono attualità e passato. Un passato musicale che si presta ad esprimere sentimenti attuali. Bruno Tassone, voce dei ParafoneeSi arriva così al 2015, con l'ultimo lavoro discografico che segna la completa evoluzione dei Parafonè. «”Amistà” – racconta Tassone – entra ed esce dalla tradizione con contaminazioni world e con testi e musiche originali». Un disco che parla dei nostri tempi ripercorrendo le sonorità  Mediterranee e non solo. All'interno sono presenti le collaborazioni con l’artista indiano Rashmi Bhatt e con il giovane cantante egiziano Eslam Mohamed Adamo. Un disco che rappresenta un inno all’amicizia, all’incontro, alla fusione di culture diverse. Con “Amistà”, i Parafoné rivolgono lo sguardo oltre i confini della propria terra, in un viaggio fatto di sonorità eterogenee si perdono nella musica per poi ritrovarsi, con nuovi occhi, a rileggere la propria terra.
Un viaggio che ha portato negli anni i Parafonè ad esibirsi nelle piazze di quasi tutta la Calabria e anche oltre oceano, come è accaduto presso il Columbus Center di Toronto, o suonando per le comunità di emigrati calabresi riunitesi per il “Columbus Day” a New York, rappresentando la Regione Calabria nella giornata commemorativa della scoperta dell’America. Tanti i riconoscimenti nazionali, come la recente partecipazione al Premio Andrea Parodi e la candidatura al Premio Tenco 2016 nella sezione “Album in dialetto (di cantautore)”. Altrettante le collaborazioni che hanno portato i Parafonè a firmare le colonne sonore per spettacoli teatrali – con “Compagnia Teatro del Carro” e “Dracma centro sperimentale di atri sceniche” – nonché la partecipazione alla colonna sonora del film “Riturnella” di Francesca Garcea, in concorso presso diversi festival cinematografici. Concerto ParafoneE ancora, la composizione delle musiche originali per il video-racconto legato al progetto fotografico “Il signor Sindaco e la Città futura”, firmato da Gianfranco Ferraro ed esposto a “Gangcity” – evento collaterale della 15. Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia –, incentrato sulla figura di Domenico Lucano e sul processo di trasformazione che ha coinvolto il comune di Riace, in provincia di Reggio Calabria.
Nel viaggio dei Parafonè tante altre saranno le tappe da percorrere – come annuncia Bruno Tassone –, con nuovi progetti in cantiere ed uno sguardo rivolto verso la prossima stagione di concerti. «Amiamo suonare – conclude –, è un elemento vitale per noi ed il live è l'espressione immediata del riconoscimento delle gente per quello che facciamo».
Il gruppo dei Parafonè è composto da: Bruno Tassone (voce, chitarra battente, zampogna a chiave), Angelo Pisani (lira calabrese, pipita, fischiotti, sax soprano, marranzano), Gianluca Chiera (cori e bouzouki), Domenico Tino (chitarra acustica, chitarra elettrica, cori), Antonio Codispoti (organetto diatonico, tamburello, cori), Omar Remi (basso elettrico), Fabio Tropea (percussioni, darabouka, tamburi a cornice).