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Giovedì, 12 Dicembre 2019

Concetta Romeo (Federmot): “Le ragioni di una protesta”

A colloquio con Concetta Romeo, Vice Procuratore Onorario presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nonché rappresentante distrettuale Federmot (Federazione magistrati onorari di Tribunale) della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Da 18 anni, svolge queste funzioni e conosce bene A colloquio con Concetta Romeo, Vice Procuratore Onorario presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nonché rappresentante distrettuale Federmot (Federazione magistrati onorari di Tribunale) della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Da 18 anni, svolge queste funzioni e conosce bene la realtà sia del Distretto che le problematiche legate all’intera categoria.

Concetta Romeo, Vice Procuratore Onorario presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Concetta Romeo, Vice Procuratore Onorario presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria.


La mobilitazione dei giudici onorari di Tribunale, vice procuratori onorari e giudici di pace nasce sull’onda del mancato riconoscimento, a distanza di oltre 20 anni dall’istituzione di queste figure, delle tutele minime di lavoro nonché della contribuzione previdenziale e di tutti gli altri oneri previsti per tutte le categorie di lavoratori (infortunio, malattia, gravidanza e collocamento a riposo). I giudici onorari sono circa 5 mila in Italia e svolgono analoghe funzioni a quelle dei magistrati togati in particolare contribuiscono a smaltire parte dell’arretrato per quanto riguarda le cause civili e rappresentano la pubblica accusa in gran parte dei processi penali monocratici. Sostanzialmente svolgono un ruolo che è di supporto e sostituzione della magistratura di carriera.

Quando è stata istituita la figura del giudice onorario?

La figura è stata istituita quasi 20 anni fa e la nomina è stata prorogata una prima volta per effetto del Dlgs 51/’98 fino al 2 giugno 2004. Tale termine è stato più volte differito e da ultimo, è stato posticipato fino al 31 maggio 2020.

Quindi da quasi vent’anni a questa parte si è operato con il ricorso a continue proroghe delle funzioni a tempo determinato?

Dopo il primo incarico e la successiva conferma, i giudici onorari sono stati prorogati di anno in anno, ricorrendo al decreto Mille Proroghe.

Sono intervenute novità normative sulla vostra categoria?

Per la prima volta, nel 2016, la legge n. 57 ha delegato il Governo a rafforzare la funzione dei magistrati onorari a supporto di quelli di ruolo introducendo allo stesso tempo alcune tutele iniziali quali per es.: una retribuzione fissa, la possibilità di mobilità territoriale e un regime disciplinare più simile a quello dei magistrati di ruolo. Inoltre, a novembre 2016, il Consiglio d’Europa ha stabilito anche che l’Italia deve assicurare ai magistrati onorari una retribuzione ragionevole e il pagamento di un trattamento pensionistico correlato al livello della remunerazione, stabilendo anche la natura discriminatoria dell’attuale inquadramento dei giudici onorari.

fermotQuesta pronuncia potrebbe innescare procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato adeguamento della normativa nazionale agli indirizzi dell’Unione Europea?

Certamente. Questo darà avvio ad un contenzioso nei confronti dello Stato italiano da parte dei magistrati onorari che hanno sempre chiesto la riqualificazione del loro rapporto di lavoro e il superamento dell’attuale inquadramento a tempo determinato, in linea con l’accordo quadro europeo sul lavoro e con la recente pronuncia del Consiglio d’Europa.

Allo stato attuale, la legge n. 57 ha stabilito un punto fermo, una conquista che ora andrebbe riempita di contenuti?

Dopo una prima significativa apertura, inaspettatamente di recente il Ministero della Giustizia nell’attuazione della legge delega, non solo non ha assunto alcuna iniziativa per adeguare il diritto italiano alla pronuncia della Corte Europea e ai criteri già fissati nella legge delega, ma addirittura intende ridurre sensibilmente l’essenziale contributo al sistema giudiziario da parte della Magistratura onoraria prevedendo la riduzione delle udienze, la durata limitata dei mandati che scenderebbero a non più di due quadrienni complessivi ed un trattamento economico fondato soltanto su una componente fissa.  Dunque, la mancata attuazione di questa riforma, dopo anni di fattiva collaborazione dei magistrati onorari allo svolgimento dell’attività giudiziaria, determinerebbe gravi ripercussioni sull’efficienza e sul funzionamento del sistema giustizia, poiché in tal modo non sarebbe più possibile fare affidamento sull’ormai indispensabile quotidiano supporto della Magistratura onoraria.

CedirTutto questo non determinerebbe un ulteriore rallentamento della macchina giudiziaria con grave pregiudizio della celerità e del buon funzionamento, già pesantemente condizionati dall’attuale carenza di organico?

Sì, sicuramente. Si determinerà un rallentamento dell’intero sistema con inevitabili disfunzioni organizzative in tutti gli uffici giudiziari italiani, le cui conseguenze immediate ricadranno sui cittadini.

E’ stata proclamata un’astensione nazionale dei magistrati e dunque la battaglia per l’affermazione dei diritti prosegue. Quali altre iniziative avete in cantiere per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica rispetto ad un tema centrale per la garanzia dei principi democratici e per l’affermazione della giustizia?

Oltre alla proclamata astensione dal 20 al 24 febbraio scorsi, alla quale ha aderito la totalità dei magistrati in servizio, preceduta da una manifestazione di protesta che si è tenuta davanti al Csm il 16 febbraio, seguiranno ulteriori iniziative e manifestazioni che proprio in questi giorni sono in fase di valutazione. Inoltre va ricordato anche che numerose sono state le attestazioni di solidarietà dei Presidenti di Tribunale e dei Procuratori della Repubblica di tutta Italia inviate al Ministero della Giustizia a sostegno delle nostre ragioni, soprattutto in considerazione del fatto che il protrarsi di tale protesta determinerà la paralisi dei Tribunali e delle Procure della Repubblica.

Il vostro auspicio per il futuro? Cosa vi attendete?

Auspichiamo che finalmente, dopo oltre venti anni di proroghe, ci vengano riconosciuti continuità lavorativa, una retribuzione dignitosa, e infine, il sostegno previdenziale e assicurativo in linea con i principi costituzionali di eguaglianza e di indipendenza dell’intera Magistratura.