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Martedì, 15 Ottobre 2019

Marziale scrive al Presidente Mattarella su situazione quartire Ciambra di Gioia Tauro

“Signor Presidente,

su invito del Presidente del Consiglio Comunale di Gioia Tauro mi sono recato stamane presso il quartiere “Ciambra” per constatare personalmente le difficoltà in cui versano ben 165 minori, molti dei quali in tenera età, con le rispettive famiglie.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella


Lo spettacolo che si è presentato ai miei occhi è inconcepibile e non certo degno dell’anno 2016: abitazioni precarie e talune al limite del crollo, percorsi non asfaltati, cumuli di immondizie, assenza totale di fognature ed illuminazione, cantine allagate di melma ed altro materiale.
Molti dei bambini versano in condizioni di salute estremamente precarie. Sono famiglie nomadi, da oltre 60 anni italiane e portatrici di cognomi del luogo. Sono piccoli italiani privati dei loro diritti più elementari.
Le assicuro, Signor Presidente, che mai avrei immaginato una simile situazione di degrado, di calamita.
Sono riuscito a fare da collante tra l’amministrazione comunale, con a capo il sindaco Giuseppe Pedà, ed il parroco del Duomo, Don Antonio Scordo, ed ho ottenuto l’impegno degli amministratori a fornire al sacerdote una struttura abitativa a carattere emergenziale, affinchè lo stesso, con l’ausilio di volontari, possa offrire assistenza quotidiana in termini di socializzazione, scolarizzazione e cure mediche.
Non è che soltanto una risposta esigua, ma è un primo passo per garantire alla massa di sfortunati bambini un minimo di dignità.
Mi ha accompagnato nella visita il Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco D’Agostino, che con sensibilità si è impegnato a fare da tramite tra l’amministrazione comunale e gli Enti interessati a dare una risposta, come l’Aterp (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica). Ma le difficolta e le farraginosità burocratiche da sormontare sono realisticamente troppe.
Può immaginare, Signor Presidente, che il quadro sin qui illustratoLe potrebbe esporre gli adolescenti alla fascinazione delinquenziale, perchè di fatto lo Stato, nei suoi servizi basilari, gli è completamente sconosciuto.
Scrivo a Lei, con la certezza di ottenere il giusto ascolto e pregandoLa di voler intervenire affinchè questa gente abbia finalmente riscontro alle proprie sacrosante rivendicazioni.
La crisi economica non basta a giustificare un quadro di miseria e degrado così desolante e che segna il percorso di crescita di piccoli cittadini, soggetti di diritto, che mio tramite chiedono di non essere relegati al ruolo di figli di un ‘dio minore’.
Fiducioso in un Suo autorevolissimo intervento, La prego di accogliere i miei più cordiali e deferenti saluti”.