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Lunedì, 24 Febbraio 2020

I Modena City Ramblers per musica contro le mafie: “Si possono cambiare le cose senza bisogno di essere eroi”

“Le rivoluzioni si fanno cantando. Quelle più classiche – con battaglie, barricate e teste che volano – come la Rivoluzione francese con la sua Marsigliese. Ma anche e soprattutto quelle civili, quelle che di una società cambiano l’anima più profonda. “Le rivoluzioni si fanno cantando. Quelle più classiche – con battaglie, barricate e teste che volano – come la Rivoluzione francese con la sua Marsigliese. Ma anche e soprattutto quelle civili, quelle che di una società cambiano l’anima più profonda. Perché il  bello della musica, quando si accompagna alle parole giuste non è soltanto quello di creare un’emozione, di diventare un inno che trascina e travolge, ma anche quello di raccontare, mettere in scena i fatti come fanno i romanzi e i film, e a volte anche di più, perché riesce ad arrivare dove quelli non possono.

I Modena City Ramblers


Tutto questo la musica lo sa fare benissimo. La musica contro le mafie è un’arma potente. Perché è così che si fanno le rivoluzioni. Cantando.” Con queste parole il giornalista Carlo Lucarelli ci dà il suo contributo su Musica contro le mafie, il progetto nazionale lanciato quasi un anno fa all’interno della Bottega della legalità ospitata dal Consiglio regionale della Calabria. Il contest e il libro-cd audio (Mk Records - Rubettino) costituiscono le componenti principali dell’iniziativa, ideata dai preziosi Gennaro De Rosa e Marco Ambrosi e i cui proventi saranno destinati all’associazione Libera e devoluti al fine di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica in Calabria. Numerosi gli artisti che hanno supportato Musica contro le mafie, dai Marlene Kuntz, Eugenio Finardi, Paolo Belli, Roy Paci, Fiorella Mannoia, a Teresa De Sio, Simone Cristicchi, Sergio Cammariere, Piotta e molti altri. Tutti uniti perché la resistenza si fa insieme, uniti senza distinzioni di generi, provenienza o importanza, per urlare il proprio dissenso facendo rumore… La musica che scrive parole che si fanno sentire, un condensato di note, constatazioni, poesia e sentimenti per sensibilizzare attraverso la cultura, l’arte, la Musica, il senso civico e l’amore per le regole contro le mafie, gioghi opprimenti che sguazzano nel sistema Italia. Raggiungiamo tra i protagonisti del progetto Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers, per sentire dalla voce dell’importante band, i perché di una passione: la musica, e il senso profondo di canzoni che certo non cambieranno il mondo, ma almeno potranno aiutarci a immaginarlo un po’ diverso.

Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers


Come nasce la vostra idea di collaborare con Musica contro le mafie?

La collaborazione ci è stata  proposta direttamente dai curatori del libro e non avremmo certo potuto rifiutare di partecipare ad un’operazione del genere!

Il vostro impegno si traduce in musica, c’è una canzone che, più di altre, sentite espressione di resistenza?

Senza dubbio “Bella Ciao”, che per noi è il canto simbolo della Resistenza, di ieri e di oggi, e non solo per noi italiani!

Tanti artisti hanno preso parte a questo lavoro. I cantanti fanno squadra in MCM, ma si pensi anche a L’Aquila dopo il terremoto… Bisogna ripartire insieme? Cooperare? E’ questo il messaggio?

Il messaggio è sicuramente questo, sia in campo musicale, che, più in generale, rivolgendosi all’intera società. Non può essere altrimenti, da soli si è deboli, si è indifesi, si è manovrabili. Solo assieme, coscientemente, si possono cambiare le cose, senza bisogno di eroi. Nell’ambito della musica, dove l’ego e l’urgenza artistica personale sono fattori necessari e concorrenti, il condividere note e orizzonti, al di là del proprio percorso, acquista un significato simbolico di elevata importanza.

Roy Paci


La musica è stata spesso relegata ad essere colonna sonora di film di successo, è invece strumento privilegiato per comunicare con tutti. Quanto si sta investendo nella cultura e nei giovani?

La nostra impressione è che proprio non ci si investa affatto, almeno per quanto riguarda il mondo degli accordi. Soprattutto a livello nazionale. Non esiste una legge che aiuti e dia sostegno, non a tutti i costi soldi, ma almeno facilitazioni e possibilità di investire a chi eventualmente lo volesse fare a proprio rischio. La normativa Enpals è quasi punitiva, non c’è alcun tipo di collaborazione con la Siae, ci pare davvero uno scenario sconfortante.

Un’idea originale quella uscita dal cilindro dell’etichetta discografica Mk Records e sotto l’egida di Libera, che ribadisce che la lotta al malaffare si combatte anche con la forza delle parole. Si fa legalità sui palchi così come nei tribunali?

Dai  palchi, o ancora meglio attraverso la condivisione di un certo tipo di messaggio, lanciato mediante la musica, si può alimentare e sostenere una cultura che metta al centro della propria azione la legalità, ciò come unica risposta democraticamente praticabile contro il sopruso, il malaffare, la violenza.

Fiorella Mannoia


Niente di nuovo sul fronte occidentale. Ci parlate del nuovo singolo tratto dall’omonimo cd di recente pubblicato?

E’ stato girato a Gombola, sperduta frazione di Polinago, nel modenese. Il video parla di una scalcinata banda di briganti che, in un improbabile far west emiliano, viene messa nel sacco dall’insospettabile di turno. Il vessato mette da parte la paura, scova l’audacia di fronte all’ennesima angheria, alza la testa e ricorda che “ogni stella vale un sogno in questa notte senza luna, chi di noi avrà il coraggio di cercarne almeno una….”. “Senza polvere da sparo è impossibile sparare” come senza almeno un grammo di coraggio è difficile campare.

Il libro+cd audio andranno ad arginare la dispersione scolastica in Calabria. Il riscatto di questa terra sta nella forza della sua gente?

Da emiliani, che da decenni vivono anche con tanti figli emigrati dalla terra di Calabria, non possiamo che essere d’accordo. Il riscatto non può che poggiare sulle forti spalle della sua gente, e crediamo avverrà solo se essa saprà e vorrà essere unita verso la meta. Una risposta ancora ce la siamo data di ritorno da un concerto qui, l’abbiamo trovata in noi stessi, in quella notte, inseguendo le stelle del Tirreno e fantasticando un mondo dove il senso di giustizia, la bellezza e l’accoglienza sono gemme che bucano la roccia e trasformano i sassi in fiori.