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Venerdì, 24 Gennaio 2020

I “Ghost signs” di Paolo de Cuarto

La sua particolare tecnica pittorica e la sua trasposizione su tela di frammenti di “ghost signs”, sono stati oggetto di non poche attenzione da parte di critica e appassionati d’arte. I suoi quadri sono apprezzati in Italia come in molti La sua particolare tecnica pittorica e la sua trasposizione su tela di frammenti di “ghost signs”, sono stati oggetto di non poche attenzione da parte di critica e appassionati d’arte. I suoi quadri sono apprezzati in Italia come in molti Paesi europei, nei quali ad ogni sua esposizione, mostra, vernissage, risultano “sold out”.

L'artista Paolo de Cuarto


Lui è Paolo de Cuarto (pseudonimo con il quale firma le sue tele), giovane catanzarese – classe 1972 – trasferitosi nella città meneghina oltre dieci anni fa, che ha saputo trasformare quasi per caso la sua passione per la pittura, in qualcosa di più.
La sua storia  inizia precisamente dagli anni subito dopo il diploma di geometra, in cui Paolo capisce che è giunto il momento per lui di decidere quello che vuole diventare e fare da grande.
Nei primi anni ’90 si trasferisce a “Milano dove frequenta gli ambienti artistici dell’Accademia di Brera e dello storico Bar Jamaica, e dove inizia a affinare la sua passione per tutte le forme artistiche espressive che lo portano a trasferirsi, per motivi di ricerca e studio, per tre anni in Spagna”. Una volta rientrato a Milano, per quattro anni è assistente artistico del Maestro Mimmo Rotella (al quale era legato da una lontana parentela), lavorando gomito a gomito con lui nel suo laboratorio; periodo, questo, durante il quale Paolo, oltrechè apprezzare da vicino lo stile del noto artista, ne osserva la forma, carpendo, “rubando” alcuni suoi segreti e tecniche senza mai però imitarlo, bensì plasmandole, fondendole insieme sperimentando il tutto, fino ad ottenere un risultato sulle sue tele del tutto nuovo e innovativo nel campo artistico.
I “ghost signs”, per l’appunto - tema al quale si rifanno le sue opere - cioè di quel antico e passato linguaggio/messaggio pubblicitario per il quale, ancora oggi, in qualche remoto luogo della terra, si possono ammirare consumate scritte riportanti i marchi più noti al mondo (come Aperol, Cinzano, Orangina, Philips, Coca Cola, Lagostina, per citarne qualcuna) campeggiare sulle facciate cieche di vecchi e abbandonati edifici, scritte ormai logore, quasi cancellate, dimenticate nel tempo, ma che grazie all’ingegno e alla magia di de Cuarto ritrovano nuova vita e respiro sulle sue tele, tanto che molte delle sue opere sono conservate all’interno di importanti collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.
“Scelto il soggetto e la porzione della reclame che voglio riprodurre, dopo aver steso l’impasto sulla tela o sulla juta, con una spatola agisco grattando la superficie asciutta, a volte, utilizzando, anche una lampada ad alto voltaggio in modo tale da ricreare, con il calore emanato da questa, l’effetto di muro ruvido, a tratti crepato e consumato dagli agenti atmosferici”,  rivela il pittore, mentre descrive parte delle tecniche usate per le quali l’artista ci tiene a proteggere l’originalità della sua opera, specificando che ad oggi “nessuno prima di lui ha mai lavorato su unfondo fatto di intonaco, o ha mai portato i ‘veri muri’ della città su di una tela”.
Molti critici d’arte e cultori del suo stile, definiscono la sua arte come “un anello di congiungimento tra la Pop Art e il Nouveau Realisme intersecata tra vecchie réclame e nostalgia di casa, che  de Cuarto vede con ironia pungente e sguardo immerso nel futuro. Stile e tecniche le sue, che in poco più di tre anni, gli sono valse non poche soddisfazioni in campo artistico, tra articoli e interviste su note riviste patinate del settore, diverse recensioni da parte di noti critici d’arte (uno fra tutti Achille Bonito Oliva), e diverse mostre in giro per l’Europa e l’Italia (per citarne alcune, Milano, Bruxelles, Padova, Londra, Amsterdam, Firenze, Matera, quest’ultima gli è valsa pochi giorni fa un servizio per il Tg1 della Rai) riscuotendo molto successo.
“Amo il mio lavoro, e sono più che contento di quanto i miei quadri sono apprezzati riscuotendo successo ad ogni esposizione.   Tengo molto alle mie radici catanzaresi e alla mia terra, fortunatamente riesco a trascorrere periodi più o meno lunghi nei miei luoghi d’infanzia assieme alla mia famiglia, ai miei figli e ai miei amici di sempre, quando non sono occupato in giro in lungo e in largo per l’Italia o l’Europa con le mie opere e mi piacerebbe molto allestire una mia personale nella città che mi ha  visto nascere”.