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Martedì, 25 Giugno 2019

Monte Ciagola dalla cresta nord: il dono delle pietre

E' il periodo dell’anno in cui la vita si fa dono. A primavera, Tellus Mater mostra quanto sa essere generosa. Con le foglie, i germogli, l’erba, i fiori, i frutti. Il risveglio dal lungo sonno invernale rinnova una speranza della vita. Inevitabilmente, chi ha cuore lo avverte. E il cuore trabocca di commozione, tenerezza, gratitudine.

Lungo è il tragitto in macchina, sul sorgere del giorno, per raggiungere Aieta: nido d’aquila che occhieggia sotto le piramidi di pietra del Gruppo del Ciagola. 

Scendendo dal M. Ciagola verso il pianoro di Li Gretti

E benché sia caldo, per essere ancora inizio maggio, dalle nubi imbronciate stilla la pioggia, come un lavacro purificatorio. Per fortuna i miei compagni sono sconsiderati almeno quanto me. E dopo tre ore di viaggio non hanno alcuna voglia di rinunciare. Indossiamo, dunque, gli indumenti impermeabili e ci incamminiamo fra i prati turgidi di umori di Piano Ciranteio. Sotto la pioggia battente, che reca, per noi, una speranza di chiarità. Come conoscessimo le sue intenzioni. La luce tutt’intorno pare grigia e livida ma non lo è affatto. Perché la miriade di fiori, erbe e foglie appena partorita illumina il cielo. E col cielo le nostre anime. 


Il valico di Croce Ferrata divide i territori di tre comuni: Aieta, Laino Borgo, Papasidero. Nomi che starebbero bene in una fiaba. Nomi che designano tre antichi abitati dove ancora trovano rifugio le ultime anime semplici dell’occidente opulento. La loro presenza è una sfida alla modernità. E’ un oltraggio alla gaudente incoscienza che abbiamo appena lasciato sulla costa stuprata dall’uomo. Il vento spira forte. E porta con sé una suite di fronde stormienti e di scampanellii di armenti. Da trentotto anni sono pellegrino pedestre in Calabria, la mia terra, la mia patria, la mia heimat, come dicono i tedeschi. Ma vi è una quantità di transiti che devo ancora scoprire.

 

 

Alberi da frutta al pianoro di Li Gretti

Perché il mondo – anche il mio piccolo Mondo – è molto più vasto di quanto io possa immaginare. Sul Monte Ciagola sono stato diverse volte ma mai da questo versante. In ogni occasione in cui percorrevo la cresta di Monte Gada e Serra Ciranteio, provavo una quieta libido per quella complicata cresta nord.

 

Anzi, dovrei dire l’innamoramento calmo di chi sa che, prima o poi accadrà. L’ultimo desiderio è scattato qualche domenica fa, allorché erravamo su Monte Gada, con gli Amici della Montagna, in una giornata livida e ventosa, ma gravida di meravigliose scoperte.

E ho sciolto, così, ogni resistenza. Ora si tratta di individuare il percorso più consono ai luoghi e al tempo.

Altro faggio gigante sulla cresta nord del M. Ciagola

Tagliamo diagonalmente verso destra, discettando sul colore sublime dei fiori dei peri selvatici, bianchi con tenui orli amaranto: il primo dipinto prezioso di oggi. Attraversiamo la pendice costellata da una miriade di sassi, che è la caratteristica principale di queste montagne. Come se un artista portentoso ed immenso avesse creato un fantastico mosaico di pietre calcaree. Varcato l’orlo del costone si apre dinanzi ai nostri occhi l’incanto senza tempo del Piano di Li Gretti. Con un’aia al centro, animali, alberi fioriti, muri di pietre … ed un mare d’erba. 

Curioso masso calcareo sul Monte Ciagola