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Martedì, 15 Ottobre 2019

Calabria verso le elezioni: vino nuovo in otri nuove

L'approvazione della nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, apre la volata alle elezioni politiche generali. Gli italiani, finalmente, potranno tornare ad esercitare il loro diritto di esprimersi nell'urna, ponendo fine alla raffica di esecutivi "nominati" dalle élite finanziarie dominanti sulla L'approvazione della nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, apre la volata alle elezioni politiche generali. Gli italiani, finalmente, potranno tornare ad esercitare il loro diritto di esprimersi nell'urna, ponendo fine alla raffica di esecutivi "nominati" dalle élite finanziarie dominanti sulla scena europea. parlamento-sedutaPerché esprimersi in luogo di decidere? La scelta non è casuale: questa legge, per come è stata concepita, permette agli elettori di partecipare alla consultazionema non di determinarne l'esito. La parte del leone la faranno ancora i segretari dei partiti che si sono riservati il privilegio di mandare in parlamento i loro fedelissimi intervenendo pesantemente sulla composizione delle liste. Al "popolo sovrano" restano le briciole. E tuttavia il prossimo governo nascerà sotto la spinta di una competizione nazionale e non di una direttiva comunitaria. E' già qualcosa, di questi tempi. I cittadini potranno almeno riassaporare l'ebbrezza di depositare la scheda nell'urna, compiendo un rito di modesto rilievo pratico ma di profondo significato simbolico nella prospettiva di un futuro ritorno alla piena democrazia popolare.
In Calabria la buona notizia è che, con ogni probabilità, molti degli attuali parlamentari sono a fine corsa. Gli stessi interessati ne sono consapevoli e, per questo, stanno cercando disperatamente di stringersi ai loro capi nella speranza di riconquistarne le grazie e ricevere, magari in dirittura finale, l'anelata riconferma. Obiettivo destinato a sbattere, salvo miracolose eccezioni, contro il muro della realtà. La seconda buona notizia sarebbe quella di potersi sbarazzare, per una volta, della legione straniera, formata generalmente da vecchi arnesi sul vialedel tramonto che i leader delle maggiori formazioni politiche inviano nelle colonie per fargli fare l'ultimo giro di giostra prima di toglierseli dai piedi. Sono i turisti del voto. Arrivano, si fanno una passeggiata per le vie principali delle città con i notabili locali, prendono i voti e scappano. Quando va bene. A volte, invece, la loro funzione è di fare danni, come se non bastassero quelli prodotti dai nostri eroi. Lo abbiamo visto in tanti casi, ultimo  quello dell'on. Rosy Bindi in occasione del trasferimento a Roma della sede centrale dell'Agenzia per i beni confiscati. La faremo franca la prossima primavera, o dalla capitale continueranno a scendere i politici di risulta a pascolare abusivamente nei seggi calabresi?
In attesa di sciogliere questo interrogativo, il nodo principale resta quello di una classe politica regionale che, in tutti questi anni, si è dimostrata complessivamente non all'altezza del compito e, quindi, non merita di essere confermata. Cosa che, per come si va delineando la griglia di partenza, quasi certamente succederà. Senza rimpianti. Ma non basta sostituire una squadra perdente con un'altra, se la nuova compagine si inserisce sulla  stessa scia. La partita si vince con le armi che finora non si sono viste: capacità, cultura, impegno, eticità dei pubblici comportamenti. E, soprattutto, un forte sentimento calabrese. Alimentato dalla fierezza di rappresentare una terra malata ma ricca di risorse, bella e nobile per antica tradizione di civiltà.
Appuntamento alla prossima Primavera. Vino nuovo in otri nuove.