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Venerdì, 28 Febbraio 2020

La "Calre" per un'Europa "attore chiave a livello globale"

Il cammino europeo iniziato a Roma sessanta anni fa è il risultato di a scelte politiche illuminate, coraggiose, lungimiranti e solidali.
I Trattati di Roma, firmati il 25 marzo 1957, hanno segnato l'inizio del processo di integrazione europea, fornendo il quadro per l'azione politica e legislativa delle istituzioni comunitarie. europa-regioniIl 60° anniversario di questa data storica costituisce l’occasione per mettere in luce i risultati raggiunti, tra cui una pace duratura; la diffusione del rispetto dei diritti dell’Uomo; la libertà di movimento delle persone, dei servizi, dei beni e dei capitali; l’euro, la nostra moneta comune; il programma Erasmus, che ha sostenuto milioni di studenti e consentito loro di divenire cittadini europei; la politica di coesione, che ha favorito la riduzione dei ritardi di sviluppo e la crescita di tutti i territori. Il 60° anniversario è però anche l’occasione per rispondere alle richieste dei cittadini ed approfondire il ruolo delle regioni nella definizione e nella progettazione dell’Europa del 21° secolo.
Celebriamo anche il 20° anniversario della Dichiarazione di Fondazione della Conferenza delle Assemblee Legislative Regionali Europee (CALRE), firmata ad Oviedo nel 1997, circostanza che rende quest’anno un’occasione speciale per aprire una approfondita riflessione sul futuro dell’Unione.
L'Europa sta attualmente attraversando tempi incerti e deve affrontare nuove sfide di politica economica e sociale, sicurezza, lotta contro il terrorismo. Deve affrontare la perdurante crisi economica, l'ascesa dei movimenti antieuropei e la questione del recupero della fiducia nelle istituzioni; la lotta contro il cambiamento climatico e la sostenibilità delle risorse del pianeta; le conseguenze della Brexit e la grave crisi dei rifugiati alle porte dell’Unione europea, solo per menzionare alcune delle questioni più urgenti.
La storia ci pone ancora una volta, come ha fatto 60 anni fa, in un momento cruciale per la definizione del ruolo dell'Europa e noi abbiamo pertanto l'obbligo di rappresentare fedelmente i cittadini, con unità e responsabilità, garantendo il rispetto dei principi generali del diritto dell’Unione europea.
L’identità europea è chiaramente e storicamente radicata nelle sue regioni, città e paesi, e i parlamenti regionali europei rappresentano un ponte tra i cittadini e Bruxelles. A tale riguardo, la CALRE ha un ruolo essenziale da giocare come interlocutore al fine di raggiungere tale obiettivo ed affermare il proprio parere, in seno alle istituzioni europee, nelle fasi di discussione ed approvazione delle leggi che interessano tutti considerato che, secondo i nostri Trattati e in accordo con il principio di sussidiarietà, le decisioni dell'Unione europea devono essere prese al livello di fatto più vicino ai cittadini. La CALRE si impegna a promuovere un processo decisionale europeo più democratico e trasparente, in cui alle regioni sia lasciato il margine di manovra necessario per proteggere e valorizzare le proprie specificità e rafforzare il proprio potenziale di innovazione.
Di fronte alle correnti anti-europeiste che sfidano il lavoro dei governi e dei parlamenti proclamando che l'Europa è il problema, noi affermiamo che l'Europa è la soluzione alle esigenze ed alle preoccupazioni della popolazione, considerando congiuntamente le dimensioni sociale ed economica della cittadinanza europea. A tal fine, dobbiamo promuovere la democrazia europea, la cittadinanza attiva e garantire i diritti fondamentali, le pari opportunità ed uno sviluppo sostenibile ed armonioso in linea con i nostri obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale, considerando la diversità dei territori europei e le loro differenti necessità. Solo così si promuoveranno le opportunità di crescita in tutte le regioni, senza riguardo alle loro caratteristiche - insulari, arcipelagiche o montane – e si ridurranno le distanze dai centri decisionali, specificamente per le regioni ultraperiferiche, costruendo una Unione più giusta e solidale in cui tutti i cittadini si sentano parte integrante del progetto europeo e siano consapevoli dei suoi benefici.
Sarebbe irrealistico, oggi, affermare che i cittadini hanno una percezione dell’Unione europea come un’entità vicina ai loro problemi ed alla risoluzione degli stessi. Una delle cause di questa crescente crisi di fiducia e, ancor più, di rappresentanza democratica risiede nella sempre più percepita lontananza del processo decisionale europeo dalle comunità regionali e locali.
L'annunciato protagonismo degli Enti territoriali decentrati previsto dal Trattato di Lisbona non è stato concretizzato in una reale ottica di sussidiarietà e partecipazione al processo legislativo europeo. In questo modo gli Enti territoriali continuano a essere quasi sempre solamente i terminali delle politiche comunitarie e non reali protagonisti nell'elaborazione, soprattutto legislativa, delle stesse.
La CALRE sostiene un’Europa che si costruisce nel rapporto di libertà e autonomia, che richiama la necessità di garantire spazi di autonomia ai diversi livelli di governo tra cui verticalmente e orizzontalmente è ripartito l’esercizio del potere; un’Europa che deve basarsi sulle persone e che dia fiducia, a livello istituzionale, alla ricchezza ed alle energie che sgorgano dal pluralismo istituzionale.
Abbiamo l'obbligo di ascoltare la voce dei cittadini e di agire in modo efficace. E’ il tempo del consenso e della politica con la P maiuscola. E' il tempo per più Europa e per una migliore Europa, e per mettere le persone al centro del processo decisionale.
Pertanto, l'Unione europea deve essere in grado di affrontare l'impatto diseguale della globalizzazione sulla vita dei nostri cittadini e di lottare contro la disoccupazione, in particolare la disoccupazione giovanile, con adeguati strumenti di governance e con adeguate risorse finanziarie, per migliorare la competitività e sviluppare una politica economica mirata al raggiungimento del bene comune al fine di rendere la coesione sociale e territoriale una realtà. L’Unione europea deve comunicare le proprie politiche in modo decentrato, con più chiare e trasparenti responsabilità politiche, e rafforzare il ruolo dell'Unione come attore chiave a livello globale, rendendo il continente un luogo sicuro dove libertà, sicurezza e giustizia sono garantite per ogni cittadino.
Oggi, Giornata dell'Europa, i parlamenti delle Regioni d'Europa si impegnano a promuovere questi obiettivi ed a riaffermare il loro ruolo centrale, insieme ai governi regionali, di collegamenti vitali tra i cittadini e le istituzioni dell'Unione europea, in modo da contribuire a promuovere l'europeismo tra i cittadinied a trasformare il nostro continente in una grande potenza democratica, culturale ed economica che garantisca i diritti fondamentali della popolazione ed i valori che hanno gettato le basi dell'Unione europea all'interno dei suoi confini: la pace, l'uguaglianza, la giustizia, la solidarietà e la non discriminazione.
Noi, in qualità di rappresentanti locali e regionali più vicini ai cittadini, siamo in grado di dare un valido contributo per aiutare a trasformare l’attuale scetticismo in speranza e consolidare il nostro continente come luogo in cui i cittadini possano vedere che il loro parere ha un valore reale e dove le persone si sentano al sicuro. Sessant'anni fa l'Europa si ritagliava uno spazio di pace e libertà dopo un periodo di guerre e sofferenze per la popolazione e nulla ci impedisce oggi, insieme, di rafforzare l’Unione per rendere veramente il nostro continente l’Europa dei cittadini