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Martedì, 20 Novembre 2018

Qualità, ricerca e sperimentazione. Antonino Tramontana racconta l’azienda di famiglia tra tradizione e futuro

L’ “Azienda vinicola Tramontana”, situata a Gallico, nella zona nord della città di Reggio Calabria, nasce negli ultimi anni del 1800 quando il capostipite della famiglia muove i primi passi per la costruzione di una realtà imprenditoriale fortemente legata al territorio.

Oggi l’azienda è guidata da Vincenzo Tramontana insieme al figlio Antonino (Ninni) che, con grande passione, ha fornito l’impulso decisivo per l’affermazione dei propri vini attraverso una conduzione manageriale di alto profilo e avviando la collaborazione con professionisti del settore sia in campo agronomico che enogastronomico. 
Dottore Tramontana, come nasce l’azienda e come si è sviluppata nel tempo fino ad oggi?
“L’azienda nasce nel 1890 e nel 1928, con licenza comunale N°43 rilasciata dal podestà, si attestava l’inizio dell’attività commerciale. Oggi, con mio padre e con me, siamo giunti alla quinta generazione. L’obiettivo è quello di 120 anni fa: lavoro costante e meticoloso a favore della qualità, la ricerca e la sperimentazione di nuove tecniche agronomiche ed enologiche, la diffusione della cultura della tradizione del territorio di cui l’azienda si fa interprete. Siamo specializzati sulla produzione di vini autoctoni, puntando sui vitigni calabrese come il nerello calabrese, il greco di Bianco. Ad oggi produciamo 12 etichette tra cui il “Nero di scilla”, il “Costa viola”, il “Pellaro”, il “Palizzi”, quindi vini che evidenziano i vigneti presenti sul territorio provinciale di Reggio Calabria. Inoltre, di recente, abbiamo iniziato la produzione di uno spumante”.


Quali sono i mercati di riferimento su cui operate e come vi muovete nel contesto internazionale?
“I mercati su cui puntiamo sono quelli della ristorazione e delle enoteche, quindi il canale “ORECA”. Per una scelta aziendale, non siamo presenti nella grande distribuzione, al fine di puntare ad offrire un prodotto di massima qualità. Per quanto concerne l’internalizzazione dell’azienda siamo riusciti a uscire dei confini nazionali grazie a dei contatti che ci permettono di essere presenti alle manifestazioni enologiche esclusive riservate alle produzioni di qualità e concorsi nazionali ed internazionali come ad esempio il “Vinitaly o la Fiera di Parigi, dove abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti. Oggi per un’azienda come la nostra i mercati internazionali sono importantissimi e stiamo avendo grandi risultati. I vini calabresi stanno avendo grandi risultati fuori dall’ Italia quindi un comparto vinicolo che per la regione Calabria diventa un ulteriore vanto della tipicità dei prodotti.”

Come imprenditore è stato colpito da vili gesti intimidatori da parte della criminalità organizzata. Come si può lavorare in un contesto difficile come il nostro?

“Si… non è semplice lavorare in un ambiente poco sereno e con una situazione che conosciamo tutti, però a me piace comunicare e veicolare un messaggio positivo, e sono pienamente convinto che nonostante tutto, è sempre possibile fare impresa senza scendere a patti con nessuno. Oggi, ogni uomo o donna che si affaccia al mondo dell’imprenditoria deve avere la forza di fare scelte nette e di pensare esclusivamente al sano sviluppo della propria azienda.”

Lei oltre ad essere imprenditore è presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria. Qual è la situazione delle imprese sul territorio reggino e quale messaggio vuole dare i giovani reggini che vorrebbero dar vita ad un’attività commerciale?

“Il mio ufficio di presidenza alla Camera sta attuando delle azioni mirate a favorire la nascita di nuove imprese soprattutto nel campo giovanile. I dati sulla disoccupazione sono allarmanti, basti pensare che in Calabria vi è un tasso di disoccupazione giovanile del 60% circa. Stiamo favorendo l’ingresso di giovani imprenditori sul ‘mercato’ con stage formativi e corsi di formazione, cercando di innescare forti correlazioni con i prodotti calabresi per ottimizzare le potenzialità e le vocazioni del nostro territorio. Lo scenario non è dei migliori: la provincia di Reggio Calabria registra dati negativi che sono ampiamente al di sotto della media nazionale. Per esempio, il valore medio di ricchezza per individuo e di 16,000 euro mentre quello su scala nazionale si attesta sui 26,000 euro. Un altro dato negativo è quello del sistema creditizio, le banche investono meno sul nostro territorio, di quanto non facciano nel resto d’Italia. C’è comunque da evidenziare un trend positivo che proviene dall’export dei nostri prodotti, come il settore agroalimentare, quello della chimica - cioè l’estrazione delle essenze nei prodotti agrumari come il bergamotto - e quello della meccanica e dei trasporti che cresce grazie all’azienda Hitachi. Un altro segnale positivo proviene anche dal settore del turismo che sta crescendo di circa 4% l’anno ma ancora tanto si deve fare visto e considerato che crescono i numeri dei visitatori ma non aumentano i giorni di permanenza sul territorio. La camera di commercio sta lavorando in tal senso al fine di promuovere quelle che sono le attrattive della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Il messaggio che mi sento di dare ai giovani è quello di credere alle potenzialità del nostro territorio, senza mai rinunciare a due pilastri di sviluppo: innovazione e formazione”. 

Tornando alla sua azienda, quali sono gli obiettivi futuri?

“Il nostro obiettivo è quello di crescere sempre di più, basti pensare che abbiamo investito anche sul settore gastronomico con la costruzione del “Casale Tramontana” che ad oggi ha portato numerose soddisfazioni. Abbiamo, inoltre, creato un museo del vino per cercare di intercettare la domanda proveniente dal settore del turismo enogastronomico. Auspico che la realtà della mia azienda possa affermarsi ancora di più nel mercato internazionale, soprattutto per far crescere il territorio reggino e calabrese, valorizzandolo con prodotti di qualità che siano ad esso fortemente legati.”