Il Consiglio regionale approva il Bilancio di previsione 2018. Il presidente Oliverio relaziona sulla sanità.

Un fine anno di legislatura decisamente col botto: l’aula, dopo un lungo confronto ha votato a maggioranza il Bilancio di previsione della Regione, il Collegato alla Manovra finanziaria, il Documento di programmazione finanziaria 2018/2020, e il Bilancio finanziario regionale per gli  anni 2018/2020. IMG_4162Ed ancora: i rendiconti per l’anno 2015 delle ex Aterp (Aziende per l’edilizia residenziale pubblica) dei cinque capoluoghi di provincia, il rendiconto 2016 dell’Aterp unica regionale, i rendiconti 2015 e 2016 di Calabria lavoro, Arpacal, Calabria Verde, il Bilancio 2018/2020 di Palazzo Campanella, il fabbisogno per le attività del Corecom per il 2018.
Il Consiglio regionale, inoltre, dopo la relazione del presidente della seconda Commissione Giuseppe Aieta e gli interventi del Vicepresidente della Giunta e assessore al Bilancio, prof. Antonio Viscomi, ha votato una legge per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio causati da pronunciamenti giurisdizionali, interventi in favore di bambini e  giovani colpiti da diabete mellito, la nuova disciplina per la riscossione delle morosità degli inquilini Aterp e la rideterminazione dei canoni di locazione,IMG_4152  la legge di prevenzione degli incendi boschivi, le misure per promuovere il turismo golfistico, e infine, due mozioni presentate dai consiglieri Gallo e Cannizzaro per censurare le affermazioni di una sindaco leghista contro i medici calabresi e per urgenti provvedimenti in favore del basket in carrozzella.
Nel Bilancio 2018, la parte del leone sul versante della spesa, la fa ancora il settore sanità, a cui sono destinati fondi per oltre tre miliardi di euro delle entrate, pari al 60,6% del totale della Manovra.IMG_4153 Un impatto enorme, tant’è che a tutt’oggi, a causa dell’andamento dei conti, la sanità calabrese è ancora commissariata, provvedimento senza soluzione di continuità da circa dieci anni.
Il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, ha svolto una relazione sullo stato delle cose chiamando in causa “l’inefficacia finora dimostrata dalla cura commissariale. I livelli essenziali di assistenza – ha detto Oliverio – sono ulteriormente scesi, così come sono aumentate le liste d’attesa e la migrazione sanitaria che nel bilancio regionale pesa per oltre trecento milioni di euro”. Le minoranze, con Nicolò, Ferro, Orsomarso, Gallo e Cannizzaro,  hanno ribadito il giudizio negativo alla gestione che la Giunta regionale ha impresso alla sanità calabrese, “tenuto conto che molti dei ritardi sono imputabili a gestioni di direttori generali nominati da questa maggioranza di centrosinistra e da Oliverio, con la scomparsa dei servizi sul territorio e l’impoverimento delle aziende ospedaliere”. Le minoranze hanno anche espresso critiche per i ritardi “nella cantierizzazione dei nuovi ospedali della regione, a distanza di oltre tre anni dalla loro deliberazione”.

 

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