Pollino Welcome, quando il turismo esperienziale diventa best practice

È la punta dello stivale. È la terra che si estende al di sotto dei golfi di Taranto e di Policastro, un territorio circondato dalle acque del mare, fino allo stretto che pone fine alla terraferma. È la Calabria che tutti sanno, ma pochi conoscono realmente: terra di passaggio percorsa da viaggiatori diretti a sud – ieri come oggi – che spesso scoprono, solo perché sopraffatti dalla stanchezza.sul Monte Sellaro_Pollino
La porta della Calabria è il Pollino: un paesaggio montuoso primitivo che risale a 200 milioni di anni fa; forza generatrice di rocce dolomitiche e bastioni calcarei, di grotte carsiche e dirupi improvvisi, circhi glaciali e pianori, prati e pascoli d’alta quota. Un massiccio che, abbracciando Calabria e Basilicata, è la riserva naturale più ampia d’Italia.
Il Pollino, è l’ultimo rifugio del pino loricato, che è il suo simbolo. E una pianta imponente, sopravvissuta all’ultima glaciazione, e ha messo radici, profondissime, fra le rocce impervie. Questo è il luogo dove forse un dio della natura, ha ordinato gli alberi più strani e più belli. Si affacciano su un paesaggio che evoca miti, che fa immaginare lotte tra animali preistorici.

  • pini resistono, per mille anni e più, offesi dai fulmini, abbracciati dal gelo, foggiati dal vento nelle infinite stagioni, come fossero bonsai, con la stessa pazienza, la stessa perfezione. L’albero resiste con la sua corteccia, possente come la corazza di antichi centurioni romani, la lorica, dalla quale assume il nome. Resiste, anche quando muore. Resta di sé un tronco nudo, bianco, con i rami ancora protesi al vento e diventa scultura, leggerissima, su roccia di granito. Il simbolo di una natura di contrasti, antica e unica. Qui niente ha mutato la natura. Neanche l’uomo.
Pino loricato

Pino loricato

La natura ha semmai privilegiato questo luogo e, insieme a esso, gli uomini che lo abitano. La peculiarità del paesaggio, anche di quello umano, rimane la “ricchezza della semplicità”, quella che da sempre distingue la gente di Calabria: devota alla terra, alla genuinità e alla condivisione. Ed è proprio da qui che bisogna ripensare un’offerta turistica nuova e incisiva. Ripensare la Calabria come un luogo di recupero spirituale per tutta la gente estenuata dalle nevrosi, dalle intossicazioni, dal consumismo che ormai ha standardizzato luoghi e persone. Il turismo oggi si basa sulla domanda: “come mi fai sentire?” e, al centro, c’è la persona. Non è un caso se oggi il fattore umano, con usanze e abitudini, attrae più turisti dei monumenti e delle bellezze naturali. Il 33% degli europei chiede di essere protagonista e non più solo spettatore. C’è una nuova frontiera del turismo dove la parola “esperienza” sta modificando l’approccio al viaggio.
Oggi i blog del settore lo definiscono turismo esperienziale, perché è qui che il viaggiatore ha voglia di dilatare le proprie conoscenze, di indagare la cultura e la tradizione del luogo e di immergersi a pieno nella vita di coloro che, quei luoghi, abitano.

Canyon del Raganello

Canyon del Raganello

Un modello che ha fatto nascere startup in tutto il mondo, Italia inclusa, creando una nuova fetta di mercato, dove il turista viene prima del viaggio. In questo tipo di vacanze il turista “impara”, allarga gli orizzonti, torna a casa non soltanto con le foto, ma con le emozioni di un’esperienza vera, reale. Tra tour culturali, esperienze gastronomiche anche pratiche, attività naturalistiche o sportive, scoperta delle proprie radici, laboratori artigianali, si viaggia per apprendere, immergersi in momenti di vita quotidiana e vivere davvero attivando i cinque sensi.
Il  contesto si offre da sé, ma molti tra gli imprenditori e operatori turistici dell’area Pollino, hanno costituito Pollino Welcome, nata al termine della prima fase del progetto transazionale EuroSen, cofinanziato dalla Unione Europea con il programma COS-TOUR -2015-3-04. EuroSen (Europe for Senior) è realizzato da 8 partner provenienti da 5 stati europei (Italia, Austria, Slovenia, Romania e Belgio), impegnati a sviluppare una nuova formula di turismo per Senior (ma non solo) in località “minori”, grazie all’accoglienza gestita dagli abitanti della comunità. Obiettivo è la creazione di un vero e proprio prodotto turistico inedito, che favorisce la piena valorizzazione dei borghi più belli, in questo caso della Calabria settentrionale, con iniziative che offrono la piena condivisione del prezioso patrimonio immateriale, quindi delle tradizioni, sia dal punto di vista culturale, storico, artigianale, sociale, enogastronomico e paesaggistico.

Saracena

Saracena

Fanno parte di Pollino Welcome le comunità di Civita, Morano Calabro, Mormanno, Lungro, Saracena e Altomonte. A raccontarci di Pollino Welcome è Stefania Emmanuele, sociologa, agente di sviluppo locale.
«La Calabria è una terra ricca di biodiversità – racconta Stefania – e il nostro obiettivo, mio e degli imprenditori che aderiscono a Pollino Welcome, è fare di questo grande patrimonio ambientale e naturalistico la leva per un nuovo modello di sviluppo, sempre più “green”. La promozione di un turismo sostenibile, responsabile e qualitativamente elevato, è il leitmotiv della nostra attività. Per la prima volta, si costruisce un’offerta ricca di prodotti turistici fondati sul valore delle aree naturali, e in particolare del Pollino. Il progetto – continua Stefania Emmanuele – ha tutte le carte in regola per un’offerta esperienziale di qualità e di forte appeal, e gioca un ruolo strategico per competere con il nostro territorio, anche su mercati internazionali, in termini di turismo sostenibile e consapevole. L’estate appena conclusa ha visto arrivare canadesi, giapponesi, olandesi, e la nostra attività prosegue, perché questa è una tipologia di turismo che non ha limiti temporali o stagionali precisi. Il nostro viaggiatore tipo, decide in funzione delle esperienze che proponiamo quanto tempo fermarsi e come trascorrerlo. E un turismo in divenire, non programmato, che si sviluppa seguendo le sensazioni e lasciandosi trasportare dai quattro elementi che ci circondano: acqua, terra, fuoco e aria. Si tratta di pacchetti turistici costruiti in loco, che sfruttano le caratteristiche naturalistiche e culturali del territorio. Si pensi alle tradizioni locali, al cibo, all’artigianato, ai musei, alle chiese, alla fauna selvatica, alla flora e ai paesaggi naturali con biodiversità uniche.

Civita

Civita

La creazione di proposte turistiche sostenibili vede il coinvolgimento delle imprese dei territori e delle comunità».
Alla base di questo tipo di turismo c’è il rapporto umano. La consapevolezza dei luoghi attraverso la conoscenza e l’esperienza delle persone che li vivono. Altro elemento fondamentale di Pollino welcome è lo storytelling (raccontare storie). E una tecnica presa in prestito dalla narrativa classica che diventa uno strumento di comunicazione efficace nel marketing turistico: lo scopo è quello di esprimere idee e concetti affascinando il pubblico e coinvolgendolo sul piano emozionale. Lo storytelling parla in prima persona – ecco l’efficacia – sorprende e coinvolge riuscendo a catturare l’attenzione dei viaggiatori, quindi raccontare per sorprendere e appassionare. In questo modo la comunicazione turistica «è in continuo divenire, tralascia le forme classiche del dove e quando, e si trasforma in cosa sarà, – spiega infine Stefania – crea curiosità e identificazione anticipando, o prolungando il piacere del viaggio in sé, in una dimensione lenta, quella in cui “ritrovarsi”, in una profondità troppo spesso sconosciuta».

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