Viaggio alle origini della magna graecia a bordo di un kayak

Riscoprire e trasmettere i valori della solidarietà, della condivisione e del riscatto propri di una regione che, nonostante le tante difficoltà, continua ad essere portatrice di messaggi positivi. E’ con questo obiettivo che la scorsa estate due appassionati catanzaresi hanno ideato un’originale traversata in kajak sulle tracce della Magna Graecia per riscoprire lo splendore sommerso della nostra civiltà tuttora custodito tra le coste calabresi.

Vanessa Cardamone, reduce dal Periplo della Calabria

Vanessa Cardamone, reduce dal Periplo della Calabria

Protagonisti Vanessa Cardamone, reduce dal Periplo della Calabria dello scorso anno, e Francesco Mazzacoco, il primo a circumnavigare in kayak da solo la nostra terra.
Grazie alla collaborazione delle associazioni “Calabria, un mare d’amore” e “Nuova scuola Pitagorica”, i due atleti, montando sulla speciale canoa e con la pagaia in mano, hanno effettuato nell’arco di una settimana un percorso di 500 chilometri approdando in punti di costa dove la civiltà greca ha lasciato il segno e dove è ancora possibile rintracciare i suoi valori. A caratterizzare questa appassionante sfida è stata non solo la passione per lo sport in mare ed i suoi benefici, ma anche la voglia di farsi testimoni e promotori delle bellezze delle nostre coste e delle infinite potenzialità che si nascondono negli incantevoli paesaggi.

Francesco Mazzacoco, il primo a circumnavigare in kayak da solo la nostra terra

Francesco Mazzacoco, il primo a circumnavigare in kayak da solo la nostra terra

In contemporanea Vanessa Cardamone è partita dall’Arena dello Stretto “Ciccio Franco” di Reggio Calabria, mentre Mazzacoco ha dato lo start da Taranto con l’obiettivo finale di ricongiungersi entrambi a Crotone. Le tappe per l’atleta femminile sono state quelle di Melito Porto Salvo, Brancaleone, Locri, Monasterace, Soverato, Catanzaro, Le Castella. Mazzacoco, invece, si è fermato a Metaponto, Policoro, Marina di Amendolara, Laghi di Sibari, Mirto Crosia, Torretta di Crucoli e Cirò Marina. Sullo sfondo sempre il blu del mare Jonio, denominato anche “mare della filosofia” perché sulle sue coste è nata la Magna Grecia grazie al genio di Pitagora che seppe unire la sue idee filosofiche con le peculiarità e lo stile di vita del territorio della sua epoca. Per Vanessa e Francesco è stata, quindi, una lunga passeggiata lungo le tracce della storia che ha offerto loro l’opportunità di prendere consapevolezza, da un punto di vista inedito, di quei valori universali – amore, libertà, comunione di vita e beni, dignità per la donna – che fecero splendere la nostra terra nei secoli addietro e che oggi è necessario recuperare per dare un nuovo slancio alla Calabria.
IMG-20171026-WA0006“I tragitti sono stati molto lunghi – raccontano i due protagonisti dell’avventura – e abbiamo dovuto fare i conti anche con le condizioni climatiche che non sempre sono favorevoli, né prevedibili. Ma quello che non è mai mancato durante le diverse tappe è stato il calore dei calabresi che ci hanno sostenuto con tutto il loro affetto. Con questa scommessa abbiamo voluto dimostrare e testimoniare a tutti noi calabresi che è ora di alzare la testa, perché possiamo farlo e perché godiamo di una terra piena di tradizioni, risorse e paesaggi di cui noi stessi non siamo ancora consapevoli fino in fondo”.
Il kajak ha, quindi, rappresentato uno strumento, ancora tutto da esplorare, con cui è possibile coniugare l’amore per lo sport con il divertimento e la promozione turistica del territorio. “E’ un mezzo semplice – sottolinea Francesco – a portata di tutte le tasche, accessibile senza limiti di età o di sesso, che offre la possibilità anche di scoprire ed esplorare luoghi non visitabili in altro modo, nemmeno in barca”. La traversata ha contribuito a risvegliare nella gente quel senso di accoglienza e di vicinanza che ha sempre contraddistinto la nostra comunità.IMG-20171026-WA0017 “In questo viaggio ho avuto la conferma che la natura propria dei calabresi – aggiunge Vanessa – è quella di darsi agli altri restando fortemente legati alla propria terra. Non sono mancati, durante il percorso, momenti e simboli che richiamano la cultura della Magna Graecia, come il bue di pane offerto come ringraziamento agli dei, le corone di ulivo date agli atleti, le feste con musiche, balli e costumi tradizionali”.
L’abbraccio finale dei due kajakisti sotto Capo Colonna ha suggellato, quindi, l’unione tra le comunità e le coste che, dalla Puglia alla Calabria, sono custodi di un’antica e nobile civiltà in grado di rivivere attraverso una rinnovata visione “lato mare” del territorio.

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