Zone rurali e banda larga in Calabria, le aree grigie restano ancora un mistero

Sono 100 milioni di euro le dotazioni finanziarie del nuovo Programma di Sviluppo Rurale alle quali poter accedere per portare, o almeno provarci, la banda ultra larga (BUL) in tutte le aree della Calabria anche quelle più limitrofe e difficili da raggiungere. La banda ultra larga copre quasi tutta la regione ma ci sono zone dove le connessioni internet sono tuttora a singhiozzo.
L’obiettivo è quello di connettere pure le zone rurali a una velocità compresa tra i 30 Mbps e i 100 Mbps.
banda largaA breve dovrebbe essere aggiudicata una nuova gara per portare le connessioni rapide in quei Comuni finora rimasti fuori dal progetto BUL, ma i lavori rischiano di subire una battuta d’arresto visto che Telecom Italia potrebbe sparigliare le carte, volendo adesso investire in quelle zone a fallimento di mercato, le cosiddette aree bianche, dove finora, per precise indicazioni Ue, si è intervenuti solo con fondi pubblici.
Le cose si complicano, quindi, e in attesa che il Ministero dello Sviluppo Economico comunichi i dati dell’ultima consultazione che evidenziano il progresso dei lavori da parte degli operatori telefonici per la distribuzione della BUL (finora sono stati costantemente aggiornati solo i dati relativi agli investimenti pubblici, ndr), per avere una mappatura completa, possiamo sicuramente affermare che tanti centri calabresi, a volte anche quartieri di grosse città, viaggiano tuttora a banda stretta o hanno connessioni a singhiozzo. Lo scorso anno l’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato lo stato di alcuni centri del reggino (Armo, Terreti, Calanna ed altri), sprovvisti o con collegamenti alla rete veramente lenti, parlando di “apartheid digitale”. Tanti, invece, nonostante abbiano stipulato un contratto con un operatore telefonico, non riescono a fruire della velocità di collegamento garantita, come dimostrano le oltre 5 mila istanze presentate al Corecom Calabria nel 2016 (quasi la metà riguardano Telecom Italia, ndr).
Articolo1-cantiere-calabriaE’ vero che nella regione si è proceduto celermente ma è anche vero che ci sono ampie zone dove la fibra non arriva proprio e forse non arriverà neanche alla soglia del 2020 quando, secondo quanto stabilito dall’Unione Europea, tutti gli europei hanno diritto a navigare ad almeno 30 Mbpt al secondo.
Stiamo parlando dei buchi di internet, di quelle aree grigie, tante in Calabria, dove gli operatori non hanno alcun interesse economico a investire e dove anche il pubblico non può intervenire perché non sono a fallimento di mercato.
La mappa delle zone grigie non è ancora disponibile e non esiste alcun documento pronto al momento. Per tentare di capire dove si trovano, bisogna procedere incrociando i dati, analizzare in dettaglio tutte le aree in cui Infratel (società in-house del MiSE) ha spezzettato l’Italia.
E’ un problema che non tutti conoscono, di cui non si parla apertamente ma che mette in difficoltà non solo i semplici cittadini che vogliono collegarsi a internet ma anche gli enti pubblici, chiamati a rispettare precise scadenze, molte previste dal nuovo Piano Triennale per la Spesa Informatica sottoscritto recentemente, per distribuzione di servizi come ‘PagoIo’, Fattura elettronica e altro, medici che devono essere collegati per le ricette mediche digitali, il sistema giudiziario con i processi telematici. Una bella gatta da pelare.
La Calabria nel complesso è comunque posizionata bene rispetto alle altre regioni di Italia. In altre parole, ha problemi ma questa volta minori a confronto degli altri.
Articolo1-cantierePer la super banda larga da rete fissa, secondo i dati aggiornati a gennaio 2017 dall’Osservatorio Ultra Broadband di Ernst & Young, risulta tra le regioni più raggiunte, insieme alla Puglia, dai servizi veloci.
Un’ulteriore conferma arriva dal report pubblicato a marzo dal MiSE, secondo il quale la Calabria è tra le regioni col grado di copertura della banda ultra larga più elevato: parliamo del 77,2% della popolazione raggiunto dalla rete a 30 Mbps (234 Comuni su 409) mentre la percentuale si ferma al 3,4% per i 100 Mbps.
Nel Comune di Reggio Calabria, giusto per limitare l’analisi ai più grossi centri, ci sono 85 aree bianche. Sono 108.294 le Unità immobiliari/imprese raggiunte e 180.817 abitazioni coinvolte.
I 30 Mbps coprono il 93,8% delle abitazioni mentre i 100 Mbps il 53,2%.
La copertura riguarda la zona centrale della città e altre aree limitrofe, come quella di Pietrastorta Condera o San Luca d’Aspromonte, ma tante altre restano però prive di collegamenti BUL come Bova, Sinopoli o Melicuccà.
A Cosenza si registra il 74,8% della popolazione coperta, ma anche qui tanti altri piccoli centri, forse proprio quelli dove i collegamenti internet sono ancora più essenziali rispetto alle zone centrali, si naviga a banda stretta. Tra questi Acquaformosa, Maierà o Tarsia.
Crotone è coperta all’89,5%. Anche qui, tutti i comuni che si affacciano sulla costa, come Isola Capo Rizzuto (94%) o Cirò Marina (95%), sono connessi ma se ci spostiamo nell’entroterra troviamo Pallagorio con una copertura dello 0,1% o Santa Severina (1,3%).
Articolo1-lavoriA Catanzaro la popolazione raggiunta è del 58,7% (nessuna connessione a 100 Mbps), aree bianche 31 e 48.105 unità immobiliari/imprese coinvolte e 89.364 è la popolazione coinvolta. Lamezia Terme è coperta a 30 Mbps all’8,8% e lo 0%.
A maggio si è conclusa la nuova consultazione sulle aree grigie e  nere e molto presto avremo numeri certi e anche nuove previsioni fino al 2020 sul prosegue dei lavori da parte delle compagnie telefoniche. Una cosa è certa, TIM ha già fatto sapere che intende investire in Calabria pure nelle zone a fallimento di mercato, finora escluse, per poter presto connettere tutta la regione, ma non è detto che potrà farlo.
“L’obiettivo del nuovo programma POR 2014-2020 – ha spiegato il Direttore Generale del Dipartimento Programmazione e Autorità di gestione POR Calabria, Paolo Praticò – è quello di completare il quadro con interventi già programmati ma soprattutto spingere per rafforzare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione per garantire maggiore efficienza; incrementare la qualità dei servizi offerti ai cittadini; sostenere la domanda di quelli digitali; rafforzare, con un intervento sulle competenze, la capacità di cittadini e imprese di prendere parte di questo nuovo scenario”.
Portare la banda ultra larga anche nelle parti più periferiche della Calabria significa accorciare le distanze, consentire ai cittadini-utenti di fruire di importanti servizi digitali, ma anche e soprattutto aiutare le aziende a essere all’altezza di un mercato sempre più concorrenziale e informatizzato. Per questo è importante riuscire ad avere nel più breve tempo possibile la mappatura delle zone grigie che servirebbe a contare il “popolo dei dimenticati dalla rete”.

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