Padre Piero Puglisi, quando l’accoglienza si fa rete

Si fa rete e aggiungeremmo anche e soprattutto missione di vita ed esempio per l’oggi e per le future generazioni. Un modello virtuoso per la Calabria, per l’Italia e oggi anche per l’Europa. Quello che padre Piero, alla guida da anni della parrocchia di Squillace lido, ha realizzato, dando accoglienza ai bisognosi e lavoro a molte famiglie calabresi, con l’aiuto di altri, nell’umiltà e nella semplicità, potrebbe anche non costituire niente di speciale, ma lo diventa se si pensa al contesto in cui è stato realizzato.

padre Piero Puglisi, alla guida della parrocchia di Squillace lido

padre Piero Puglisi, alla guida della parrocchia di Squillace lido

Piero è nato, in Sicilia, precisamente a Messina, nel 1961. Dopo gli studi, il servizio militare e le prime esperienze lavorative, si sente chiamato a consacrare la sua vita a Dio. La formazione teologica curata a Roma (dottorato in teologia dogmatica, con specializzazione in Mariologia), un’esperienza missionaria in Camerun (dove è stato ordinato diacono) e in Senegal, ma anche nei campi zingari e tra i tossicodipendenti delle borgate romane, e nell’aprile 1993 viene ordinato sacerdote a Messina. Qualche mese dopo, a settembre, viene inviato nella sua destinazione, che è Catanzaro. La prima comunità, dunque, nasce così: la Caritas Diocesana di Catanzaro-Squillace, più volte è sollecitata ad accogliere minori cosiddetti “a rischio”, cioè con gravi problemi familiari o sottoposti a provvedimenti giudiziari, che possono usufruire di misure alternative alla detenzione. Questi ragazzi vengono ospitati nella casa messa a disposizione per gli obiettori di coscienza in servizio civile (l’ex canonica di una parrocchia della città). Di particolare incoraggiamento è l’esito positivo del provvedimento di “messa alla prova” per un giovane che aveva commesso gravi reati (omicidio e tentato omicidio). In base a tale provvedimento, previsto dal codice di procedura penale, è possibile, alla fine di un percorso educativo e di recupero affidato alla Caritas Diocesana che se n’è fatta garante, considerare estinti i reati. È il primo caso del genere, in Italia, e Catanzaro e padre Piero finiscono anche in tv, sulle reti nazionali. Ci si accorge però, che aumentando le richieste e le problematiche, è necessariodare una risposta meno precaria ed estemporanea. Così, nel 1995, la Diocesi mette a disposizione una struttura, a Badolato superiore, accanto alla seicentesca Chiesa di S. Domenico (che dà perciò il nome alla Comunità). Nel 1998, la Comunità si trasferisce a Catanzaro, per offrire più opportunità ai giovani ospiti, utilizzando tutte le risorse del territorio. padre piero relaxAttualmente la Comunità S. Domenico, trasferita in una zona residenziale della periferia di Catanzaro, nell’immobile in cui è anche la sede della Fondazione Città Solidale, accoglie 7 minori a rischio, cioè ragazzi che per vari motivi non possono stare nelle loro famiglie. Padre Piero è direttore della Caritas dal 1993 al 1999 ed in quegli anni tante sono le iniziative e le esperienze realizzate e tanti i servizi avviati. Nel 1999, nasce (o almeno diventa stabile poiché aveva mosso i suoi primi passi nel 1995) un altro servizio: la “casa d’accoglienza Maddalena”, per persone italiane o straniere senza dimora, una struttura che è unica sul territorio e che, per come è organizzata (cioè a dimensione familiare e non sul modello della struttura/dormitorio) è un’esperienza pilota anche a livello nazionale. Sempre in quell’anno, il 1999, per consentire alla Caritas di esercitare principalmente il suo compito pedagogico (di sensibilizzazione e formazione), la Diocesi, su impulso di padre Piero, istituisce la Fondazione Città Solidale, a cui viene affidata la gestione dei servizi promossi fino allora dalla Caritas, e l’impegno di avviarne altri. Per garantire la continuità con la Caritas e la fedeltà al suo spirito evangelico, la guida di questa nuova realtà è affidata a padre Piero che ne è da allora il Presidente. Da allora è un fiorire d’iniziative e servizi e la Fondazione è una realtà in continua crescita, che diventa un punto di riferimento importante sul territorio. Padre Piero sa che bisogna avere il coraggio di osare, che non bisogna avere paura di “sporcarsi le mani”: leggere i segni dei tempi, ascoltare le richieste di chi ha bisogno di aiuto e cercare di organizzare risposte efficaci, ma anche evangelicamente attente. Nel 2000 nasce “L’Aliante”, comunità alloggio per adulti in difficoltà; nel 2003, “Il Rosa e l’Azzurro”, una casa d’accoglienza per donne e minori vittime di violenza e maltrattamento o in difficoltà; padre piero attivitaancora nel 2003, nasce l’associazione di volontariato Spazio Aperto, voluta da padre Piero e da altre persone che già da alcuni anni prestavano il loro servizio gratuito in favore di minori a rischio, immigrati, rom, detenuti adulti e minori, donne in difficoltà, persone con disagio di vario tipo. Essa, dunque, ancora viva e vitale, è composta da persone che intendono mettere a disposizione parte del proprio tempo, delle proprie competenze e delle proprie risorse, a favore di chi, per qualche motivo, versa in situazione di disagio e difficoltà. Nel 2008 nasce la “Casa di Alì”, per minori stranieri non accompagnati, cioè per accogliere tutti quei ragazzi stranieri che non hanno in Italia nessun riferimento e nessuna tutela; poi, è la volta del Centro antiviolenza (2009), e, ancora, l’accoglienza a persone vittime di tratta o stranieri in regime di protezione sociale. Nel 2011, per rispondere al problema dell’Emergenza nord-Africa, nascono il “Sicomoro” e poi il “Vivarium”, due strutture appunto per l’accoglienza di minori stranieri fuggiti da zone di guerra e di violenza. Successivamente, nel 2014, sarà la volta di una struttura di accoglienza per minori vittime di abuso e pedofilia (finanziata con il progetto “Sunrise”, approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Diritti e pari opportunità), e dei diversi progetti che consentono l’inserimento lavorativo ai minori stranieri non accompagnati, come anche il contrasto allo sfruttamento della prostituzione, della tratta, del lavoro ed altro ancora. Negli ultimi anni sono nati i Centri Sprar (per stranieri richiedenti asilo e protezione, adulti e minori): nei Comuni di Catanzaro (2014), Squillace (2014), San Pietro Apostolo (2014), Gasperina (2014), Girifalco (2016), San Sostene (2017). E poi, nel 2015, L’ “Oasi di Misericordia” (rifugio notturno, mensa in struttura e mensa itinerante), un Centro Diurno per disabili (2017). padre piero in attivita2Nel 2016 è stata costituita la Cooperativa Sociale “Tra Cielo e Terra”, per creare ancora lavoro, anche per inserire alcuni ospiti accolti nelle varie strutture. Altri servizi sono in fase di avvio. La Fondazione si occupa anche di progettazione (con un Centro Progetti che ha elaborato in questi anni oltre 200 progetti per finanziare attività e servizi), di formazione (con una sede accreditata per la formazione di utenza speciale: operatori sociali, svantaggiati sociali, immigrati e con interventi nelle scuole), di informazione (con un sito web, articoli e pubblicazioni varie), di politica del territorio. Nell’ultimo periodo sono nati un Comitato Scientifico, un periodico trimestrale, Il “Mosaico” e una collana, “I quaderni di Città Solidale”, strumenti che contribuiscono a conoscere il problema del disagio e della povertà, e a contrastarli.

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