L’omaggio ad un eroe reggino: Natale De Grazia

Nella sala affollata dell’associazione genitori di Catona, dove è conservato anche un caldo ricordo del professore Alberto Neri in occasione della quindicesima edizione del Premio internazionale uomini per la Pace che gli fu assegnato- rivive un pezzo importante di storia che attende ancora la sua verità: quella che ha avuto protagonista il capitano Natale De Grazia, comandante della capitaneria di Reggio Calabria morto il 13 dicembre 1995 a Nocera Inferiore proprio quando era in procinto di trasferimento dalla città  dello Stretto a La Spezia.

Natale De Grazia, comandante della capitaneria di Reggio Calabria

Natale De Grazia, comandante della capitaneria di Reggio Calabria

“Erano i tempi  delle indagini che si sviluppavano intorno al traffico di rifiuti tossici e radioattivi; indagini difficili segnate da discese e salite e da tanti passi indietro ogni volta che ci si avvicinava a scoprire come realmente fossero andate le cose. Il capitano De Grazia seguiva con grande determinazione e senso del dovere che non aveva ostacoli l’evolversi delle situazioni; il suo temperamento era mite ma forte e questo gli consentiva di difendere le sue idee ovunque si trovasse”. E’ il ricordo che Nuccio Barillà, dirigente nazionale di Legambiente, traccia su De Grazia nella sede dell’associazione che lo ospita per dare il suo contributo qualificato alla ricostruzione di una pagina nera della cronaca  italiana. “La nostra terra ha tanto bisogno di verità e di certezze e, a distanza di venti anni dalla morte di De Grazia,  sono tanti i dubbi e le ombre da dissipare su questa vicenda. Per questo- ha spiegato il presidente dell’associazione Antonello Musolino- ho sentito di organizzare questa conversazione con Nuccio Barillà per rendere omaggio a De Grazia, ai valori che lo hanno animato e che restano pilastri della società, ma anche e soprattutto per alzare il livello di consapevolezza e conoscenza”.nuccio barilla antonello musolino  Nato a  Catona il 19 dicembre 1956, De Grazia al Compartimento di Reggio Calabria, assumerà  diversi incarichi, tra cui quello di capo sezione tecnica, Sicurezza navigazione, collaborando, a partire dal 1994, attivamente col pool investigativo della procura reggina sul complesso mondo del traffico di rifiuti tossici e/o radioattivi. Momenti che Barillà rivive tracciando di De Grazia al contempo un profilo umano ed emozionale che si sposa bene con l’atmosfera che si respira nella saletta dell’associazione dove si ritrovano sentimenti di affetto di una comunità che l’ha conosciuto bene. Aggiunge Barillà: “De Grazia muore dopo aver consumato un pasto in una stazione di servizio sull’autostrada Salerno- Reggio Calabria, mentre era in missione per conto della procura della Repubblica di Reggio Calabria. Si stava recando a La Spezia e Massa Carrara per raccogliere importanti deposizioni e documenti nautici relativi ad affondamenti sospetti nel Mediterraneo.  Il certificato di morte riporta cause naturali del decesso, ma le cose furono diverse con il risultato fu che alla sua morte le indagini ebbero una frenata. Ed oggi sono ancora tanti i motivi per cui l’operazione verità non si è mai realizzata”.

FacebookTwitterGoogle+EmailLinkedInPinterest

I commenti sono chiusi.