Un Festival per le aree interne. La scommessa “Comusicare” lanciata da Meet Project

Dare vita ad un Festival dell’intercultura per stimolare lo spirito di iniziativa dei giovani residenti e migranti del territorio creando un modello di integrazione virtuoso e autosostenibile, in grado di replicarsi con successo negli anni a venire. MEET Design WeekE’ questa la scommessa al centro del progetto “Comusicare” ideato da Meet Project, una cooperativa sociale che promuove il dialogo interculturale a sostegno di iniziative mirate a sviluppare percorsi di autoimprenditorialità nelle aree interne più a rischio di marginalizzazione. I protagonisti di questa sfida sono Claudia, Elio, Viviana, Stefano, Barbara, Alessandra, sei giovani calabresi che, dopo un percorso di studi lontano dalla regione, hanno deciso di tornare nella loro terra per intraprendere una nuova esperienza che, grazie alla vittoria di Coop Startup Calabria, ha preso la forma di un’impresa con sede a Catanzaro. Diverse sono state le iniziative finora portate avanti dal gruppo, come Impresa Meeticcia, volta a supportare la formazione dei migranti sui temi del lavoro e della costituzione dell’impresa, e Giovani&FuturoComune,  progetto finanziato da Fondazione Vodafone e Fondazione con il Sud che ha visto un gruppo di studenti di istituti superiori del territorio, adeguatamente formato e accompagnato, fondare una propria start up nell’ex azienda agricola Condoleo di Belcastro, oggi trasformata in centro di ricerca. I giovani di Meet operano, inoltre, in alcuni centri di accoglienza del territorio regionale offrendo percorsi di educazione civica e di alfabetizzazione, e, al tempo stesso, guardano all’Europa promuovendo incontri e scambi di studenti e formatori, nell’ambito del programma Erasmus, sui temi dell’avvio di imprese sociali e dell’integrazione delle minoranze.
Impegno tenacia UmanitaLa sfida più bella è arrivata oggi grazie al confronto avviato con l’amministrazione comunale di Carlopoli che condivide con i ragazzi di Meet la stessa visione e strategia riguardo la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e delle potenzialità ancora inespresse del territorio. “Comusicare” è il progetto, supportato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e Servizio Civile Nazionale Regione Calabria, che nasce con l’obiettivo di coinvolgere in rete le associazioni locali in un percorso formativo volto a sostenere la partecipazione ad attività culturali e artistiche attraverso l’incontro tra la comunità locale, giovani soggetti con disabilità e non e migranti presenti sul territorio. Un grande abbraccio interculturale che sfocerà, tra maggio e giugno 2018, nell’organizzazione del “Festival Contaminazioni di Musica Euro-Mediterranea” che vede proprio nella musica lo strumento per veicolare i valori dell’inclusione e dello scambio intergenerazionale.
Il presidente di Meet, Elio Lobello, spiega così la mission alla base dell’iniziativa: “L’idea – afferma – parte della volontà di dare vita ad un modello di organizzazione e progettazione partecipata del Festival il cui tema portante sarà la contaminazione tra la cultura musicale locale e quella dei paesi di origine delle persone straniere presenti a Carlopoli. La prima fase del progetto sarà, quindi, quella che vedrà la comunità impegnata in un percorso di formazione sull’organizzazione di eventi culturali e sull’autoimprenditorialità”.Team MEET Project Il percorso ha avuto inizio ad ottobre con l’open day, tenutosi presso l’ex ostello della gioventù “Casa di Gioacchino”, con i giovani migranti, con disabilità e non, dei centri Sprar di Carlopoli e di San Pietro Apostolo, le associazioni “Complesso bandistico di Santa Maria di Corazzo”, “Riturnella” e “Carità e amore”, i ragazzi dell’istituto superiore “Costanzo” di Decollatura. “L’occasione – spiega Viviana Gentile di Meet – è stata utile a raccogliere le adesioni di coloro che parteciperanno alla formazione nei specifici campi previsti per una efficiente organizzazione del Festival. C’è chi si occuperà della comunicazione e della promozione, chi della creazione del palinsesto, chi della ricerca di sponsor e della gestione budget. E ancora chi avrà l’onere di curare la gestione delle relazioni con gli enti pubblici e privati e di fare le veci di “project manager”. I partecipanti saranno, poi, suddivisi in gruppi di lavoro per settore, seguiti da tutor specializzati, col fine di curare nello specifico ogni fase di organizzazione del Festival”. 22490061_1232014933611902_4844704105780797652_nL’evento musicale avrà una modalità itinerante, al fine anche di coinvolgere l’intera comunità locale. In programma ci saranno workshop tematici, una mostra fotografica per raccontare l’integrazione nel paese di Carlopoli, passeggiate solidali nel paese per promuovere la cultura storica archeologica e paesaggistico-naturalistica del territorio, concerti di gruppi locali e non che mirano alla contaminazione musicale. “Il nostro auspicio – conclude Lobello – è che il Festival possa rappresentare non solo un momento di riscoperta e di valorizzazione del paese e dei suoi spazi, una vera e propria festa di comunità, ma soprattutto un’occasione di sviluppo che i cittadini possono fare propria e portare avanti autonomamente anche in futuro, creando nuove opportunità occupazionali”.

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