Le sette voci dell’Ancillae Domini/Col Canto Gregoriano riscoprono le radici spirituali del medioevo calabrese

Il canto delle più remote radici cristiane in Calabria oggi prende vita, grazie al costante impegno di studio, di ricerca delle fonti manoscritte e di diffusione dell’ensemble Ancillae Domini. Una vera e propria sfida, quella delle sette componenti il coro, non solo per le implicazioni culturali che ne derivano ma perché rappresenta la possibilità di recuperare una spiritualità sommersa e paralizzata dal formalismo, significa ritornare al cristianesimo primitivo, carico di forza e rigore.Ancillae anfiteatro orto botanico1
Le radici del canto gregoriano infatti, anche nella nostra regione sono radici di preghiera. Obbediscono al primario bisogno di dialogare con Dio, di sentirne ed evocarne la presenza. In Calabria sono diverse le comunità diocesane, e numerose le famiglie monastiche (certosini, cistercensi, domenicani, francescani e minimi), che conservano un ricco patrimonio musicale.
Il percorso di ricerca di Ancillae Domini ha inizio nel 1995 quando il professor Giacomo Baraffio, gregorianista e liturgista viene invitato in Calabria per terminare un lavoro di ricerca. Si tratta di un progetto regionale, promosso da A.M.A. Calabria in collaborazione con l’IBIMUS, l’Istituto di Bibliografia musicale, che prevede il recupero del patrimonio musicale calabrese e la sua divulgazione nel settore.
Dalla ricerca scaturisce la pubblicazione di una serie di volumi e viene inciso il primo cd di canti liturgici basati sulla tradizione dei manoscritti calabresi, lavoro che viene favorevolmente accolto non solo nei più qualificati ambienti di ricerca ma anche dal grande pubblico.  Da qui l’ensemble formata da Giacomo Baroffio è affidata ben presto al Maestro Licia di Salvo che dal 2000 è direttore e voce solista di Ancillae Domini, professionista in grado, per la sua passione e la sua esperienza nel settore, di poter continuare il lavoro di ricerca e promozione del canto gregoriano.

Licia di Salvo che dal 2000 è direttore e voce solista di Ancillae Domini

Licia di Salvo che dal 2000 è direttore e voce solista di Ancillae Domini

Licia Di Salvo dopo aver conseguito la laurea in pianoforte si laurea con lode in lettere e per il suo lavoro finale viene seguita dal suo relatore il professore Nino Albarosa, esperto gregorianista e suo mentore, nella realizzazione di una ricerca sui Codici di Soriano Calabro. Interessata alla vocalità la Di Salvo nel 1998 si laurea brillantemente anche in canto, perfezionandosi con il Maestro Mauro Trombetta, già Direttore artistico dell’Opera di Roma e dell’Arena di Verona.
L’ensemble Ancillae Domini si è esibita per importanti istituzioni nazionali, affiancando un’intensa attività in campo liturgico. Meritano di essere citati: la collaborazione con la Cappella musicale Pontificia diretta da Monsignor Liberto; la partecipazione alla Conferenza Episcopale regionale a Reggio Calabria; la partecipazione alla settimana dei beni culturali ed all’evento nazionale La Notte dei Musei; la drammatizzazione dei testi di Don Tonino Bello, declamati da Tonino Falvo con l’accompagnamento di melodie gregoriane; l’esibizione su invito del Priore in occasione del ritorno dei certosini a Serra San Bruno nella ricorrenza dei cinquecento anni dalla canonizzazione del santo; il concerto con i seminaristi dell’Istituto regionale di San Pio X di Catanzaro, che hanno seguito corsi e seminari specialistici sotto la guida del Maestro Di Salvo; la partecipazione per eseguire, illustrare e testimoniare la ricchezza dei codici liturgico-musicali custoditi nel Codex di Rossano, in occasione del convegno promosso dall’IBIMUS e dal conservatorio di Vibo Valentia.
Un’intensa attività quella delle Ancillae Domini le cui componenti nel corso degli anni si sono in parte rinnovate per trasferimenti in altre sedi dovuti a motivi professionali, ma quella che è stata mantenuta inalterata è la radice storica che costituisce il tassello emblematico del gruppo composto oggi da Maria Gabriella De Capitani Vimercati, Maria Sabrina Funaro, Enza Mirabelli, Armida Nicotera, Marcella Rossin, Angela Scalise e la già citata Licia Di Salvo. Insieme condividono questo grande sogno quello di far riscoprire il canto gregoriano non solo come accompagnamento alla liturgia ma proprio come educazione ideale al canto corale.
“Il canto gregoriano –  spiega Licia Di Salvo – ha vissuto sin dalle sue origini uno stretto legame con la parola sacra, esprimendo nel suo ritmo e nelle sue melodie i moti interiori di giubilo, di sofferenza, di adorazione, di implorazione e pentimento dell’anima che prega.

Licia di Salvo che dal 2000 è direttore e voce solista di Ancillae Domini

Tuttavia il tempo e le mode lo hanno relegato, svilito ed appesantito ma non del tutto dimenticato. Anche il Santo Padre Benedetto XVI nel corso del suo pontificato, in qualità di esperto di musica sacra, invitò al recupero della forza autentica e contemplativa del canto gregoriano, criticando severamente la degenerazione della musica postconciliare”.
Tornare alle radici può infatti servire proprio per curare al meglio anche i canti più recenti, perché poche forme canore come questa abituano ad una corretta coralità. Il canto gregoriano infatti è solo voce e non ha bisogno di accompagnamento musicale che ne potrebbe inficiare l’aspetto armonico e musicale. Si tratta di voci pulite e naturali. La musica viene letta in latino, sulle notazioni antiche dei tetragrammi (quattro linee orizzontali con tre spazi all’interno) e si leggono dal basso verso l’alto.
Ancora la Di Salvo: “L’ensemble Ancillae Domini non si stancherà di valorizzare e restituire al canto gregoriano la dignità e l’estrema pregnanza di canto sacro promuovendone la conoscenza autentica e profonda, il fascino suadente della sua semplicità, dei suoi bagliori di spirito ineffabile. Il progetto intitolato ‘il sublime tra canto gregoriano e poesia: Magnificat incontro su Maria, testi di Alda Merini’, infatti, è divenuto un progetto itinerante su tutto il territorio nazionale. Alda Merini oltre a decantare l’amore nei suoi versi, ha scritto una vera e propria opera spirituale che ripercorre l’esperienza umana di Maria sino alla morte del figlio.
Ancillae Il priore della Certosa4Il merito delle Ancillae Domini è quello di aver ideato una drammatizzazione di questi versi che vengono recitati da un’attrice, Laura Nicotera di Lamezia Terme, ed accompagnati in un intreccio perfetto e contestuale da canti gregoriani e medievali. Si sta lavorando per tradurre la drammatizzazione e presentarla anche in Francia, all’abbazia di San Michael dove si canta in gregoriano, momento che potrebbe rappresentare l’inizio di in percorso internazionale dell’ensemble.
Un progetto unico nel suo genere e che ha spinto le Ancillae Domini a sperimentare ancora qualcosa di innovativo che viene svelato in anteprima a Calabria on web. “Stiamo lavorando – anticipa il Maestro Licia Di Salvo –  ad un progetto sulla luce e sulle tenebre, sulle luci e le ombre dell’uomo. Vogliamo accostare i canti gregoriani adeguati ai testi di San Giovanni della Croce di Turoldo, in un’altra drammatizzazione che siamo sicure riuscirà a coinvolgere il pubblico. C’è un grande bisogno di spiritualità che trapela nella nostra società anche se apparentemente viene nascosto e il canto gregoriano è una parola che così declamata provoca una forte riverberazione nell’anima di chi ascolta. Avvicinarsi a questi repertori significa in realtà sentirli dentro”.

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