Jun Kanno innamorato della Calabria. E a Petrizzi si esibisce gratis… Intervista esclusiva al pianista giapponese di fama mondiale

«La Calabria come Maiorca». Incredibile, ma vero, nel mondo c’è qualcuno che la pensa proprio così. Il paragone tra la Calabria e la più grande delle isole Baleari lo traccia Jun Kanno, pianista giapponese di fama mondiale che è letteralmente innamorato della punta dello Stivale. «Quando ascolto e suono i Preludi di Chopin, 24 brani composti proprio a Maiorca – ci racconta in esclusiva – mi saltano subito alla mente i rumori della natura che ascoltavo a Petrizzi». Con dovizia di particolari ricorda che li stava studiando quando, ormai più di trent’anni fa, soggiornò nella frazione Campo per un ciclo di concerti che si aggiudicò vincendo il primo premio di un concorso pianistico internazionale organizzato, a Catanzaro, dalla Fidapa».

Il maestro Jun Kanno si esibisce ovunque, insegna ed è apprezzato da gente comune e potenti della terra. Lui, però, non ha perso la semplicità e l'entusiasmo con cui sbarcò, ormai tanti anni fa, nel cuore della Calabria.

Il maestro Jun Kanno si esibisce ovunque, insegna ed è apprezzato da gente comune e potenti della terra. Lui, però, non ha perso la semplicità e l’entusiasmo con cui sbarcò, ormai tanti anni fa, nel cuore della Calabria.

E sì, nel 1984 un ragazzo innamorato del pianoforte, che aveva già conseguito la laurea in Musica a Tokyo e viveva all’ombra della Torre Eiffel, arrivò nella città dei tre colli dopo un lungo viaggio in treno da Parigi a Lamezia Terme. Due anni dopo tornò per suonare nel Soveratese e subì il fascino di Petrizzi, un piccolissimo e sconosciuto borgo che gli riservò un’accoglienza speciale e, in qualche modo, lo prese anche per la gola. Il maestro ricorda ancora, come fosse ieri, quell’odore «molto particolare», che mentre preparava il concerto lo inebriò cambiandogli la vita. Non era giorno di sagra, ma si stavano comunque preparando le penne all’arrabbiata. Lui, che non le aveva mai mangiate prima, quella sera le assaggiò nel refettorio della scuola. Da allora sono il suo piatto preferito. Il legame tra Jun Kanno e la Calabria nacque così, quasi per caso, e non si è mai più spezzato. Il maestro racconta quello che non è esagerato definire un colpo di fulmine attraverso ricordi nitidi e dolcissimi. Dal lontano ’84 sono cambiate molte cose: Oggi si esibisce ovunque, insegna ed è apprezzato da gente comune e potenti della terra. Lui, però, non ha perso la semplicità e l’entusiasmo con cui sbarcò, ormai tanti anni fa, nel cuore della Calabria.
I suoi mille impegni e la notorietà senza eguali non gli hanno mai fatto dimenticare quel paesino sperduto e magico, dove torna appena può, di cui oggi è cittadino onorario. Petrizzi è diventato la sua seconda casa. A dire il vero ha preso casa poco distante, a Copanello di Stalettì. La sta ristrutturando mixando lo stile giapponese e quello francese con l’immancabile tocco calabrese. Non sta lasciando nulla al caso, deve essere la casa perfetta per le riunioni di famiglia.

Jun Kanno sarà a Petrizzi per il consueto concerto che regala ormai da sette anni ai suoi compaesani e che, con tutta probabilità, nel 2018 si terrà nel Monastero della Pietà.

Jun Kanno sarà a Petrizzi per il consueto concerto che regala ormai da sette anni ai suoi compaesani e che, con tutta probabilità, nel 2018 si terrà nel Monastero della Pietà.

Anche la moglie, francese doc, e le tre figlie vengono volentieri in Calabria. È già nonno di un bimbo, a febbraio lo diventerà per la seconda volta, ma niente paura: dopo la parentesi di fine ottobre sarà di nuovo in Calabria per Pasqua. La sua insomma è una vita vissuta a tutto gas tra Parigi, il Giappone e la Calabria. Gli basta uno smartphone per pianificare ogni cosa con largo anticipo. Ecco perché sa già cosa farà nel corso del mese di agosto del prossimo anno.
Sarà a Petrizzi per il consueto concerto che regala ormai da sette anni ai suoi compaesani e che, con tutta probabilità, nel 2018 si terrà nel Monastero della Pietà. Ci sarà anche per la sagra delle penne all’arrabbiata che non sa ancora cucinare, ma alle quali non sa proprio rinunciare. Ama il mare e la montagna, tornerebbe volentieri nella Sila Grande pur avendo apprezzato anche Villaggio Mancuso, luogo magico della Presila Catanzarese. Considera interessante Reggio Calabria e più tranquillo il capoluogo di regione, ma in generale è attratto dalla Calabria perché ai suoi occhi appare come «un luogo calmo e armonioso».
Della nostra regione non boccia praticamente nulla. L’unica stoccata la lancia ai giovani che vorrebbe fossero «un po’ più reattivi». Il riferimento è al suo corso di perfezionamento per pianoforte che a Petrizzi ha tenuto per tre anni, che forse avrebbe voluto più partecipato, ma che non esclude di riproporre. Quando gli si chiede di valutare la Calabria con un voto non ha dubbi: «Nove, ma soltanto perché dare dieci significherebbe chiudere la porta ai miglioramenti».
Sullo sfondo quell’incontro fortuito, trentatré anni fa, con l’allora provveditore agli studi di Catanzaro, Antonio Anzani. Con evidente nostalgia parla anche del poeta Luigi Tucci che, lasciandosi cullare dalle note del maestro in concerto, trasformava in versi le emozioni percepite. Jun Kanno 3Sensazioni e certezze, d’altronde, sono le solide basi del rapporto che oggi Jun Kanno ha con Petrizzi e la locale Pro Loco. Un rapporto che si rafforza anche grazie al concerto estivo che regala a un pubblico attento e affettuoso.
Ogni anno, dunque, il nastro dei ricordi si riavvolge e riparte da quel fuori programma che gli cambiò la vita. Lui suona, la Pro Loco si occupa dei dettagli logistici e i cittadini, insieme ai turisti, si godono quel concerto di musica classica che attendono per un anno intero e che qui ha il suono più bello del mondo. A Petrizzi, infatti, il maestro non si esibisce per lavoro e questo i petrizzesi lo sanno. Lo fa gratis, per passione e per amore, per regalare una favola al posto che, ormai decenni fa, gli rubò il cuore. E della Calabria parla ovunque, attraverso le sue relazioni internazionali la porta dappertutto e la consiglia come «il luogo ideale per conoscere gli aspetti più autentici della vita italiana». Con gli amici poi fa anche di più: li porta a Petrizzi, sveste i panni del pianista di successo e indossa quelli di un preparatissimo cicerone in grado di promuovere la nostra regione, passando dal mare alla montagna, con una disinvoltura degna di un calabrese doc.

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