E il mondo perse dieci giorni… Un “graphic novel” sull’astronomo calabrese Luigi Lilio, ideatore del calendario gregoriano…

Un libro, stilato in forma di graphic novel, di straordinaria valenza intellettuale che consente al lettore di conoscere la figura di Luigi Lilio, grande matematico ed astronomo calabrese del XVI secolo, nativo dell’antica Psycrò (oggi Cirò), purtroppo, come spesso accade, dimenticato, ma che ha avuto il merito di scandire e convenzionare il “nostro  tempo – “ i nostri giorni”.

Il mezzobusto di Luigi Lilio presentato in occasione della prima Giornata regionale del Calendario in onore di Luigi Lilio (realizzato da Giuseppe Capoano). Nella foto del  primo piano è raffigurato  il bassorilievo del mausoleo della Basilica Vaticana in Roma dedicato a Gregorio XIII: Antonio Lilio genuflesso porge al pontefice il libro del nuovo calendario.

Il mezzobusto di Luigi Lilio presentato in occasione della prima Giornata regionale del Calendario in onore di Luigi Lilio (realizzato da Giuseppe Capoano). Nella foto del primo piano è raffigurato il bassorilievo del mausoleo della Basilica Vaticana in Roma dedicato a Gregorio XIII: Antonio Lilio genuflesso porge al pontefice il libro del nuovo calendario.

Un “racconto visivo”che riscopre la vita, l’ingegno e l’acume dello scienziato calabrese, ideatore del calendario gregoriano istituito da papa Gregorio XIII nel 1582. Il volume, un accurato“fumetto d’autore” è il risultato della ricerca storico-scientifica di Francesco Vizza, direttore dell’Istituto di Chimica dei Composti Organo Metallici (Consiglio Nazionale delle Ricerche – ICCOM CNR) e si avvale dei disegni di Giuseppe Capoano. Gli autori attraverso la narrazione del testo “Luigi Lilio. Il dominio del tempo” illustrano e presentano in dettaglio il lavoro di studio e di ricerca condotto su messer Aloysius Lilius, sulla paternità della sua riforma, spiegandone le motivazioni matematiche ed astronomiche per le quali sono stati cancellati dieci giorni della storia dell’umanità. Non solo. Una minuziosa ricerca che ha permesso di ricostruire addirittura i tratti somatici di Lilio,  fino ad oggi del tutto sconosciuti, grazie alla realizzazione di un mezzobusto (ad opera di Giuseppe Capoano), e soprattutto di rivalutare la portata storico-scientifica del personaggio. Un testo denso di richiami storici che ripercorre le tappe fondamentali della cristianità, della storia moderna e della storia della scienza europea. Dal concilio di Nicea del 325 d.C. all’istituzione del calendario giuliano; dalla riforma luterana alla controriforma cristiana; dalla filosofia rinascimentale alla rivoluzione scientifica. Parafrasando “Le immagini della storia” di Johan Huizinga si potrebbe dire che il rapporto tra immagini e storia è inteso nella duplice prospettiva dello studio delle immagini come documenti del passato e del loro ruolo nell’ambito della ricostruzione di avvenimenti storici.

Come nasce l’idea del progetto editoriale che ha portato alla realizzazione di  un fumetto artistico che attraverso la comunicazione immediata delle immagini ha consentito di favorire in maniera del tutto innovativa la conoscenza e dell’uomo e dello scienziato Luigi Lilio?

Francesco Capoano: “Il progetto editoriale nasce nel 2010, dopo alcune delle pubblicazioni realizzate da Francesco Vizza, da un’approfondita analisi delle immagini da cui risultava evidente che i tentativi di raffigurazione di Luigi Lilio erano scarsi e poco convincenti poiché essi si rifacevano in maniera marcata a iconografie del XVIII e XIX secolo. La raffigurazione dell’astronomo cirotano, custodito attualmente nel Museo di Cirò, mira a ricordarlo come personaggio del tardo Rinascimento che svolge la professione di medico ed astronomo. Gli elementi aderenti ad una collocazione storica e verosimili, confluiti in una prima fase di realizzazione del busto modellato, comprendono lo studio di abiti e costumi tipici dell’epoca. I tratti fisici di Lilio sono stati invece ricavati sulla base di una plausibile somiglianza con il fratello Antonio, anch’egli figura centrale nella questione della Riforma gregoriana, ritratto nella Tavola della Biccherna e nel famoso bassorilievo del mausoleo dedicato a Gregorio XIII, situato nella Basilica Vaticana a Roma. Il busto raffigura Lilio in età matura; ha uno sguardo pensieroso, la barba folta, fluente e ben curata tale da rendere la figura altera e dignitosa. Un copricapo tipico del Cinquecento completa l’immagine dello studioso. La forma del racconto visivo cerca di far emergere gli aspetti più umani dell’intera vicenda al fine di far conoscere non solo la figura storica ma anche l’uomo. Come sottolinea Sieglinde Borvitz, curatrice del testo, “le immagini raccontano la Storia in maniera diversa da un testo scritto e spesso rendono intuibile ciò che la sola parola non è in grado di realizzare”.

I fatti e i personaggi descritti nel fumetto per la maggior parte fanno riferimento a precise fonti documentarie. La storia d’amore di Lilio con Angelica, l’incontro con Giano Lacinio e la congiura della carta rubata sono elementi di pura fantasia. Qual è stata l’esigenza di correlare una ricerca storica ad elementi di pura fantasia fumettistica?

il dominio del tempo copertina libroFrancesco Capoano: “Nel tentativo di recuperare la figura liliana, abbiamo ritenuto necessario – come tra l’altro attesta puntualmente la Borvitz nel saggio ‘Identikit e memoria culturale: Luigi Lilio come marcatore identitario’-  procedere prima alla ricostruzione iconografica dell’ideatore della Riforma per poi ragionare sulla funzione educativa e politica di quest’operazione. Il genere narrativo del graphic novel si presenta solitamente in forma di narrazione autonoma e si distingue dai fumetti propriamente detti per l’aderenza a temi e vicende reali, per la funzione più o meno marcata di testimonianza, per lo scarso ricorso a elementi fantastici e spesso per il taglio memorialistico o per lo stile improntato a reportage o diario di viaggio. Tuttavia lo stilema adottato dal romanzo grafico presuppone in origine anche una forte caratterizzazione psicologica dei personaggi, delle problematiche esistenziali dell’individuo, propria del genere del romanzo che ha permesso l’inserimento di elementi di pura fantasia in grado di narrare la breve vita di Luigi Lilio in modo del tutto avvincente”.

Proviamo a ricostruire, seppur brevemente, la biografia di Luigi Lilio?

Francesco Vizza: “Luigi Lilio era un medico, astronomo e matematico del XVI secolo, nato, secondo la tradizione, nel 1510 a Cirò, ricco feudo della Calabria Citerione. I dati biografici del Lilio sono incerti ma è indubbia ormai la sua origine calabrese, documentata da alcune corrispondenze epistolari risalenti alla prima metà del Cinquecento. Ebbe almeno un fratello, Antonio, con cui condivideva l’interesse per gli studi scientifici e che ebbe un ruolo determinante nell’attuazione della riforma del calendario civile. Nulla è noto delle condizioni sociali della famiglia nativa di cui si è persa ogni traccia. Secondo quanto tramandato, Lilio ricevette una solida educazione umanistica nel convento di San Francesco d’Assisi di Cirò. Allo stesso modo solo supposizioni possono essere fatte per gli anni della prima gioventù, poiché le uniche notizie certe risalgono agli anni Trenta del XVI secolo. Dalla lettera del 1532 a lui indirizzata da Gian Teseo Casopero, stimato umanista calabrese, si apprende che Lilio non era più in Calabria ma a Napoli dove stava conducendo i suoi studi superiori di medicina. Nella città partenopea Lilio era al servizio dei Carafa non essendo sufficienti le risorse paterne per sostenersi agli studi. Si trova a studiare in una realtà stimolante e di alto spessore culturale. In quegli anni Villa Leucopetra, sede di una vera e proprio Accademia, raccoglieva i migliori ingegni dell’Italia meridionale, che ebbero a Napoli e a Roma un notevole ruolo nella vita politica, civile, e religiosa. Conseguita la laurea in medicina si trasferisce a Roma dove concepisce e matura la riforma del calendario. Una lettera autografa del 1552, indirizzata dal cardinale Marcello Cervini a Guglielmo Sirleto, dimostra che Lilio si trova a Perugia e che sia lettore di medicina presso l’Ateneo umbro. Le due lettere citate sono gli unici documenti che riportano notizie certe sulla vita dello scienziato cirotano. Anche i suoi ultimi anni di vita sono un mistero. Sappiamo soltanto che morì in data imprecisata, prima dell’attuazione della riforma, lasciando al fratello Antonio il compito di divulgare il suo lavoro”.

Quale è stato il percorso intrapreso da Luigi Lilio nel coniugare l’esattezza scientifica con la richiesta cattolica di determinare la data certa della Pasqua?

luigi lolio propostaFrancesco Vizza: “ Papa Gregorio XIII subito dopo il suo insediamento si impegnò ad attuare i decreti varati dal Concilio di Trento. Al fine di mantenere in tutte le nazioni cristiane l’armonia della celebrazione della Pasqua, il pontefice aveva premura di riformare il vecchio calendario giuliano esclusivamente per il ripristino dell’accordo tra la data della Pasqua e i dettami del Concilio di Nicea. Nominò pertanto una Commissione, composta da otto illustri membri, che aveva il compito di valutare e approvare un progetto di riforma. Fra i rappresentanti della Commissione non figura Luigi Lilio perché non più in vita. Tutti, tranne Antonio Lilio, appartenevano al clero. Durante le numerose sessioni che si tennero a Roma altri esperti diedero il loro contributo al dibattito sulla riforma. La Commissione esaminò diversi progetti di riforma. Proposte che furono respinte e che fecero ricadere l’attenzione sull’ingegnoso progetto di riforma del calendario che era stato elaborato da Luigi Lilio. Il progetto permetteva di mantenere l’equinozio di primavera in una data fissa e certa, il 21 marzo, e consentiva di determinare con precisione la data della Pasqua. Come? Lilio per recuperare i giorni perduti e per ricondurre la data dell’equinozio di primavera, propose di eliminare dieci giorni dal calendario; questa correzione poteva essere apportata fin dall’inizio dell’adozione del nuovo calendario o gradualmente nel periodo compreso tra il 1584 e il 1620. Dopo il placet dato dalla maggioranza dei principi e dei sovrani della chiesa cattolica, il 24 febbraio del 1582 con bolla Inter gravissimas pastoralis offici nostri papa Gregorio XIII promulga il nuovo calendario”.

Quale la discrepanza tra tempo celeste e tempo civile?

raffigurato  il bassorilievo del mausoleo della Basilica Vaticana in Roma dedicato a Gregorio XIII: Antonio Lilio genuflesso porge al pontefice il libro del nuovo calendario.

raffigurato il bassorilievo del mausoleo della Basilica Vaticana in Roma dedicato a Gregorio XIII: Antonio Lilio genuflesso porge al pontefice il libro del nuovo calendario.

Francesco Vizza: “Correggere gli errori contenuti nel calendario giuliano non era per niente semplice. Il moto dei pianeti infatti è tutt’altro che regolare ed uniforme e il calendario è la rappresentazione degli aspetti periodici di questo moto, quindi finché esso si basa su regole precise e invariate nel tempo, è destinato a sfasarsi rispetto ai fenomeni celesti e all’indicazione del 21 Marzo come data inamovibile per l’equinozio di primavera. In effetti, l’interesse astronomico della Chiesa discende dall’aver connesso la celebrazione della Resurrezione di Cristo alle fasi lunari e all’equinozio di primavera. Nel XVI secolo la discrepanza tra tempo celeste e tempo del calendario era ormai macroscopica ed assumeva un valore particolarmente critico in quegli anni scossi dagli scismi calvinista e luterano. Il non saper proporre un metodo per la determinazione della data della Pasqua, mistero cardine di tutta la religione cristiana, rischiava di compromettere ulteriormente l’autorità della Chiesa cattolica. Si doveva trovare un metodo indiscutibile, di validità perenne e di facile comprensione anche per chi non avesse specifiche competenze scientifiche. Solo i calcoli del Lilio riuscirono a soddisfare le istanze liturgiche e fonderle in armonia con quelle di carattere astrologico e matematico”.

Polemiche e diffusione della riforma. Vogliamo parlarne?

Francesco Vizza: “Mentre il nuovo calendario faceva il suo corso e cominciava ad affermarsi in diversi paesi, studiosi di astronomia e matematica dichiaravano in merito opinioni diverse, dettate non tanto da ragioni di carattere scientifico quanto da motivazioni e convinzioni religiose. Di particolare importanza fu, infatti, il differente approccio al magistero ecclesiastico degli astronomi di fede protestante o cattolica che portò ad una violente e feroce polemica tra i più illustri studiosi dell’epoca e che proseguì per decenni. Il nuovo calendario era occasione di pretesto e accuse per coloro che erano insofferenti del potere in capo alla Chiesa. Solo dopo più di un secolo, le difficoltà incontrate nelle attività legate al commercio e nelle relazioni internazionali convinsero i paesi protestanti ad adottarlo. I più tardivi furono invece i paesi ortodossi che utilizzarono per convenzione il calendario solo dopo il secondo conflitto mondiale. Rifiutano ancora l’applicazione del calendario civile ebrei e musulmani”.

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