“Asino Vola”, successo reggino, conquista il Premio Verso Sud

Un piccolo ruscello quasi sempre asciutto dove la gente butta quello che non serve più, immagine emblematica di quella che a molti suona come terra di nessuno. Eppure è proprio qui che Maurizio, bambinetto caparbio e cresciuto tra mille avventure solitarie nella fiumara, riesce a realizzare il suo magico parco giochi e, come per incanto, carcasse di automobili diventano rifugi e piccoli e grandi tesori trovati là intorno. ASINO VOLA 1E’ qui, soprattutto che Maurizio, interpretato dal piccolo Francesco Tramontana che abita ad Archi, frazione di Reggio Calabria, matura il sogno di far parte della banda musicale del paese. E’ la storia bella ed avvincente dell’”Asino Vola” che ha vinto il Festival del cinema mediterraneo “Verso Sud” che si è svolto all’Arena Alberto Neri e che, da diverse stagioni, con un crescendo significativo alle spalle, rappresenta l’altra faccia di Catonateatro. Quest’anno un record di partecipazione e di entusiasmo per quel sogno che accompagna Maurizio e la sua consapevolezza di essere determinato fino alla fine e per la storica banda musicale di Archi diretta dal maestro Bruno Polimeni che ha eseguito due  brani che fanno parte della colonna sonora del film. “Il nostro obiettivo è segnalare, nella vasta produzione cinematografica italiana ed internazionale – ha esordito il direttore artistico Nicola Petrolino- quei film che, con la loro ambientazione meridionale rinviano sì ad una realtà oggettiva, fatta spesso di contraddizioni non risolte, ma costituiscano anche l’occasione per i vari registi di mostrare tutta la forza creativa e il patrimonio culturale che il Sud ancora possiede. E l’Asino vola, opera prima dei registi reggini Paolo Tripodi e Marcello Fonte, scritta con Giuliano Miniati, è stata un successo per quel messaggio di speranza; invito a lottare per realizzare i propri sogni perché, in fondo, “chi l’ha detto che gli asini non volano? Se ci credi li vedi”. Dunque, “Asino Vola”, è stata una ulteriore testimonianza di come, in un momento storico sicuramente complesso come quello che stiamo vivendo, il cinema, meglio di qualunque altro mezzo, riesca a focalizzare la realtà meridionale e ne sappia palesare la poesia, le problematiche, i colori, le difficoltà, l’ironia.
Intensa la complicità tra Maurizio e Mosè, il suo amico asino, sempre pronto a consigliarlo e incoraggiarlo, al contrario di N’Giulina, la gallina un po’ bisbetica che lo stuzzica, ingigantisce le sue paure e dipinge i suoi sogni come inutili fantasie.

 

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