Il Peperoncino Festival “raccontato” da Enzo Monaco

Il Peperoncino Festival compie 25 anni. La manifestazione iniziata in sordina nel 1992 è diventata oggi un evento di successo. Tre anni fa a Bologna il prestigioso “Premio Festival of Festivals” come “migliore evento turistico italiano”, quest’anno dall’agenzia canadese “Light Network” il riconoscimento come “uno dei trentasei Festival più belli del mondo”:logo festival-1
Enzo Monaco, ideatore del Festival e direttore artistico, da 25 anni è super impegnato. Riusciamo lo stesso ad incontrarlo a Diamante per un caffè e una chiacchierata.

E’ soddisfatto di questo Peperoncino Festival?

Soddisfatto sicuramente. Dopo 25 anni possiamo dire di aver centrato tutti gli obiettivi: promuovere l’immagine di Diamante e della Calabria, “allungare” la stagione turistica fino a Settembre, valorizzare il peperoncino, simbolo gastronomico e culturale della Calabria.

Tutto a posto? Quindi nessun sogno è rimasto nel cassetto?

Sogni nel cassetto ce ne sono ancora tanti. Uno su tutti, valorizzare il peperoncino e l’economia potenziale di questo prodotto. La Calabria e l’Italia importano il 70 % del peperoncino che consumano. Il territorio calabrese è fortemente vocato per questa coltura, terreni incolti ce ne sono tanti e tanti sono i giovani che non hanno un lavoro.

E allora cosa manca?

Enzo Monaco, ideatore del Peperoncino Festival

Enzo Monaco, ideatore del Peperoncino Festival

Il peperoncino calabrese e quello italiano soffrono la concorrenza straniera e il nostro prodotto, sicuramente migliore, non ha un marchio di qualità che lo faccia riconoscere sul mercato e dalla massaia che fa la spesa. Per tutto questo, ci vuole una seria politica regionale con iniziative specifiche e programmate.

Ritorniamo al Festival. È nato nel 1992, ma come è venuta l’idea?

Nel 1992 in Italia si festeggiavano i cinquecento anni della scoperta dell’America. A Genova c’erano le “Colombiadi”. Nessuno però ricordava che sulle caravelle di Colombo, assieme al pomodoro e alla patata, c’era anche il peperoncino. Per ricordare tutto questo pensai di organizzare una manifestazione. Scelsi il titolo “1492-1992, cinquecento anni piccanti”. Tre giorni di manifestazioni, tutte all’aperto, tutte per la strada. In pratica un piccolo Festival. Fu subito successo. La costanza, la convinzione di essere sulla strada giusta, il riconoscimento del pubblico, degli esperti e delle istituzioni hanno fatto tutto il resto.

E questo venticinquennale? È tutto pronto? Quali sono le novità?

E’ tutto pronto in teoria. Bisogna solo passare dalle parole ai fatti, in pratica è tutto da organizzare nei dettagli. Sarà un Festival dedicato all’Argentina. La città di Diamante sarà gemellata con un’altra Diamante che si trova a 45 chilometri da Buenos Aires. Ci saranno i Sindaci delle due comunità e l’Ambasciatore di Argentina a Roma. A rappresentare il calcio verrà Javier Zanetti, il calciatore argentino che ha vinto più di tutti in Italia. Ospite d’onore BelenRodriguez, madrina a pieno titolo di un Festival dichiaratamente piccante!

Le attività culturali e gastronomiche sono da sempre il fiore all’occhiello del Festival. Cosa ci riserva il venticinquennale?

sua-maesta-il-peperoncino-850x564L’elenco sarebbe lungo. Le cose più importanti: la “Rassegna internazionale del cinema erotico”, una mostra per ricordare Totò morto da cinquant’anni, show cooking con Anna Moroni, Beppe Bigazzi e i tre chef calabresi del New York Times. “Dulcis in fundo” la cucina da Guinness con pietanze preparate in una mega-pentola di 4 metri di diametro.

Desiderio finale. Cosa vorrebbe per i prossimi 25 anni?

Vorrei che il peperoncino diventasse sempre più il simbolo culturale e gastronomico di tutta la Calabria. Magari con una campagna pubblicitaria della Regione Calabria.

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