Ex base USAF di monte Nardello, una vecchia ferita che continua a sanguinare

Il piacere che provi ogni volta che raggiungi una vetta non sta solo nel panorama che ammiri una volta in cima ma anche nel voltarsi indietro a guardare la strada che sei riuscito a percorrere. Mi capita spesso di rielaborare questa riflessione, soprattutto quando cammino da solo alla ricerca di un luogo dove e su cui riflettere, ma anche alla ricerca di tanti ricordi che la montagna mi suscita più di qualsiasi altro posto.IMG_4306-03-08-17-04-06 Tutti abbiamo un luogo che più di altri aiuta a trovare l’interruttore giusto e per me quel luogo sono i boschi e le pietraie dell’Aspromonte, i dirupi, i valloni, gli immensi piani, i laghetti e le cascate. Mi basta attraversare certi luoghi che profumano di casa per illudermi che il tempo non sia mai passato, per regalarmi istanti in cui volti, storie ed affetti ormai scomparsi riemergono e riprendendo vita. Ricordo bene la fatica provata dopo aver percorso non ricordo più di preciso quanti chilometri tra boschi di abeti e faggi attraverso un luogo di cui mi avevano parlato tantissime volte, dicendomi come da tempo fosse divenuto testimone delle storture della nostra montagna e più in generale della nostra terra. Ma facciamo un passo indietro, fermiamoci al 1965, in quell’anno sull’Aspromonte dalle parti di Roccaforte del Greco succede qualcosa di  impensabile, in una montagna ed in una regione ancora quasi completamente in bianco e nero. Su quei monti arrivano gli americani e di colpo Roccaforte trova un ideale legame con Catania e Trapani. Ma che ci azzeccano Catania e Trapani dall’altra parte dello stretto con quell’angolo di montagna ? Dall’altra parte del mondo siamo in piena guerra fredda e in ballo c’è il controllo delle telecomunicazioni nell’area del Mediterraneo. Parte da qua la storia di monte Nardello e lo fa naturalmente senza sapere che nel tempo si trasformerà in telenovela, perché quella dell’ex base U.S.AF. ha davvero il sapore di una telenovela ambientata in un avamposto militare USA ubicato dove mai si sarebbe potuto pensare, insomma un miraggio americano con stelle e strisce oggi completamente cancellate da oltre trent’anni di incuria e degrado. Correva l’anno 1985 quando l’utilizzo dei satelliti determina ufficialmente la fine dell’operatività della Base di Nardello. IMG_4307-03-08-17-04-06Ci troviamo a circa 10 km da Gambarie a 1.750 metri sul livello del mare nel comune di Roccaforte del Greco ed oggi che l’eco della guerra fredda è meno di un ricordo, quel che resta di quell’avamposto militare, oltre a trovarsi in totale stato di degrado rappresenta una seria minaccia ambientale. La scorsa primavera ci sono salito, passando proprio per Roccaforte, osservando con grande tristezza come a quello scempio si sia aggiunto ormai da qualche anno anche un paesaggio lunare ridisegnato da un vastissimo incendio che ha mandato in fumo centinaia di ettari di bosco. Quello che rimane delle migliaia di alberi bruciati sembra abbinarsi a meraviglia con la ferraglia e i residui di amianto lasciati a testimoniare il passaggio degli americani. Sono state tante negli anni le iniziative proposte per il recupero dell’area, istituti scolastici, enti locali, la stessa Regione Calabria e il Ministero dell’Ambiente hanno dichiarato il forte interesse per l’area e per il suo sviluppo, ciò nonostante le procedure di dismissione hanno finora continuato a bloccare quello che appare un diritto delle comunità locali, quello di riappropriarsi di un bene ormai in disuso e che allo stato attuale costituisce fonte di pericolo e degrado. Tra le ultime idee lanciate qualche anno addietro dalla penultima amministrazione comunale di Roccaforte in ordine di tempo, quella successivamente licenziata dalla scure prefettizia che ha consegnato la gestione della cosa pubblica ad una terna commissariale, c’era la realizzazione di un centro polivalente costituito da un osservatorio astronomico, un laboratorio di didattica e educazione ambientale, un centro culturale di educazione alla pace, un museo della natura dei parchi della Regione Calabria, un parco tematico sui miti e le civiltà del mediterraneo tema con annessa una struttura di accoglienza e ospitalità diffusa.IMG_4308-03-08-17-04-06 L’area dell’ex Base Nato avrebbe costituito così un attrazione per studiosi, appassionati di osservazione, studenti e ricercatori, escursionisti, associazioni, turisti in genere. Unita all’idea della riqualificazione dell’area c’era poi quella di inserire il centro storico di Roccaforte come punto di approdo e di partenza in un percorso ideale da e verso Nardello con la creazione di posti letto sul modello del b&b. Quelle idee naufragarono sotto la mannaia della burocrazia e della Prefettura mentre dalle parti di Nardello, dove la primavera arriva sempre un po in ritardo, la neve resiste coprendo ancora  tutto, regalando una dignità, se pure transitoria che oggi, ad estate inoltrata, purtroppo avrà ceduto il passo, riconsegnando il palcoscenico ad un paesaggio pallido e scolorito dal tempo. Nardello è una ferita mai realmente sanata, una delle tante inferte ad una montagna stanca e vilipesa, una ferita che riprende a sanguinare con straordinaria puntualità ogni volta che qualcuno inavvertitamente la sfiora.

FacebookTwitterGoogle+EmailLinkedInPinterest

I commenti sono chiusi.