Mezzogiorno e sviluppo. Da Reggio un coro unanime: “Scelte adeguate ed investimenti strategici, così riparte il Sud”

Sud e sviluppo, un binomio non sempre economicamente corretto. A Reggio Calabria si cerca di analizzare e studiare quali possano essere stati i motivi e le dinamiche che hanno impedito un percorso di emancipazione delle regioni del Mezzogiorno, soprattutto all’intero dello scenario continentale, ma anche quali prospettive e quali politiche di investimento potrebbero invertire un trend storicamente penalizzante. Grazie al movimento “Futuredem” si sono approfondite tematiche legate allo sviluppo e al Mezzogiorno, ovviamente in prospettiva europea, ponendo entrambe le questioni come sfide per il futuro del continente e toccando, inoltre, la questione ‘sicurezza’, sempre più al centro del dibattito politico.Foto evento Future dem
Nel momento di confronto dal titolo Isola e continente, sinergia per il Mezzogiorno e divari di sviluppo, Domenico Battaglia, Presidente della Conferenza interregionale permanente per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto, ha ribadito la centralità dell’area metropolitana dello Stretto nei processi di sviluppo del Mezzogiorno: “Come non mai, in questa fase storica e politica, il Mezzogiorno è costantemente presente nell’agenda di Governo, con Renzi prima e con Gentiloni ora. Basti pensare ai Patti per il Sud e ai fondi sbloccati del decreto Reggio. Un’occasione unica per rilanciare il sud del Paese, e dalla quale deve assolutamente trarre beneficio l’area metropolitana dello stretto. Le due città di Reggio e Messina devono ragionare, affrancandosi da puerili campanilismi in termini univoci, dal punto di vista territoriale, culturale e di sviluppo. L’istituzione di un’unica Autorità portuale ne è stato un tangibile esempio. Un’intuizione e una scelta strategica per fare delle varie infrastrutture (i porti di Reggio Calabria, Messina, Crotone, Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Villa San Giovanni, Vibo Valentia, Milazzo, Tremestieri) un grande polo integrato nel cuore del Mediterraneo. Un trampolino di lancio per l’Area dello Stretto, da sfruttare per far ripartire gli investimenti, rilanciare la logistica, il commercio e il turismo. Tre chilometri di mare non devono essere un limite per una vasta area che collega due città metropolitane, unico caso in Italia, ma un’opportunità. Il Consiglio regionale con la pianificazione del sistema della mobilità di persone e merci in Calabria, atteso da quasi un ventennio, ha voltato pagina, investendo fondi strutturali virtuosamente e affidandosi alla lungimiranza dell’Assessore alla ‘Logistica’ prof. Francesco Russo.”
Francesco russo evento Future dem.3jpgIl Prof. Russo, da poco anche presidente dell’Autorità Portuale integrata ha spiegato il senso delle sue scelte riguardo il piano dei trasporti e della mobilità inserendo strutturalmente al suo interno le prerogative del sistema portuale e aeroportuale calabrese: La mobilità è condizione necessaria, ancor prima di altri servizi seppur irrinunciabili, affinché la città Metropolitana, sia strumento di unione e di crescita armonica. Trasporti e sviluppo sostenibile sono i pilastri sul quale si fonda il Piano dei trasporti licenziato il dicembre scorso dal Consiglio regionale. La nostra priorità è quella di cooperare con i comuni nel processo di rinnovamento avviato dalla Regione sul tema della tutela dell’ambiente, delle energie rinnovabili e della sicurezza stradale, in particolare sulla riduzione delle esternalità connesse con il sistema dei trasporti e della logistica”. Obiettivi strategici e relative azioni – ha detto Russo – per la realizzazione di una visione per il settore dei trasporti e della logistica della Calabria che porti allo sviluppo economico e sociale; all’accessibilità della regione verso l’Italia, l’UE, il Mediterraneo ed il resto del mondo, all’integrazione di tutti i territori della Calabria, e alla garanzia della sostenibilità.
Intervenuto anche il Sindaco metropolitano di Catania, al quale sono spettate le conclusioni. L’On. Enzo Bianco, con un passato da parlamentare e già Ministro dell’Interno nei governi D’Alema e Amato, ha plasticamente individuato la questione ‘discriminante’: “Divari inaccetabili tra Mezzogiorno e resto d’Europa.

Enzo Bianco

Il Sindaco metropolitano di Catania, Enzo Bianco

Non c’è francamente nessuna ragione per giustificare una polarizzazione economica verso il nord del continente, se non quella di aver pagato per molti anni scelte sbagliate di classe dirigenti miopi, e gravi errori del sistema Paese. Esse non hanno concepito il Mezzogiorno come opportunità per l’Italia e per l’Europa. Non hanno investito sulle infrastrutture e sulla formazione come investimento sul futuro. Per questo motivo, io sto puntando molto sui giovani e sull’Hi tech. Perché è questo il futuro e questa la condizione necessaria per essere competitivi nei processi economici contemporanei”.
Sull’area metropolitana dello Stretto è molto netto: “Dipende da noi politici e amministratori. Dobbiamo essere in grado di cogliere quest’opportunità. Non ci possono essere microstrutture in preda a guerre di campanilismo; quest’area integrata necessita di politiche sinergiche che guardino al rilancio dei territori per essere concorrenziale rispetto alle grandi aree metropolitane del Paese e dell’Europa”.
Il Sindaco di Catania conclude con un riferimento alle politiche di governo: “Per decenni la parola Mezzogiorno era scomparsa dal linguaggio e dalla ritualità della politica, oggi siamo in una condizione diversa. I Patti per il Sud, non sono teoria. Sono soldi e possibilità d’investimento: i sindaci, i governatori e tutti gli amministratori adesso non hanno scuse, se vogliono davvero puntare sul rilancio strutturale ed infrastrutturale dei territori, adesso hanno gli strumenti per farlo”.

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