Il sogno del Crotone in “A” avvince la Calabria… ed è ancora possibile

La stagione 1970 -1971, dodicesima consecutiva in Serie B, che si avviò con lo stesso obbiettivo delle precedenti, ovvero quello di ottenere la salvezza e mantenere la categoria, fu per tutta la Calabria e soprattutto per i giallorossi, allenati da Gianni Seghedoni, l’anno della storica promozione in serie A. Crotone-calcioEra il 27 giugno 1971 quando allo Stadio San Paolo di Napoli si giocò la terza ed ultima giornata del mini-torneo tra le tre squadre arrivate appaiate a 47 punti, tra cui dovevano uscire solo due da promuovere nella massima serie. A regalare il sogno, fu Angelo Mammì, il suo gol segnato al Bari all’80, mandò Catanzaro e tutta la Calabria in visibilio. Era la squadra del presidente Ceravolo, ancora nel cuore di tutti gli sportivi calabresi. Una squadra che vinse la sua prima partita in serie A, riuscendo a battere la Juventus per uno a zero, e sempre con un gol del mitico Mammì. Altri tempi, altre mentalità. Il Catanzaro rappresentava per tutta la nostra regione qualcosa di indescrivibile. Il “militare” così si chiamava lo stadio, era sempre stracolmo di tifosi calabresi vicini alla squadra. Le storiche pagine calcistiche scritte per molti anni dalle “aquile giallorosse” resteranno per sempre nella memoria di chi ha avuto la fortuna e l’età per seguirle. Anche la Reggina che nella stagione 1998 -1999 conquistò la prima storica promozione in Serie A, vincendo 2-1 al Delle Alpi di Torino contro il Torino già promosso, di fronte a 60.000 spettatori, è stata una grande realtà calcistica che ha rappresentato la Calabria, contribuendo a far si, che la nostra regione fosse sempre all’attenzione del calcio e non solo nazionale. Due grandi società di due importantissime città calabresi che hanno passato il testimone all’ FC Crotone dei fratelli Vrenna. Il 2016 è per “gli Squali” l’anno della promozione in serie A, riportando la Calabria ai massimi livelli calcistici dopo quasi 10 anni di assenza. L’era della tecnologia moderna e delle televisioni satellitari, contribuisce a far conoscere, l’unica realtà calcistica calabrese in serie A in tutto il mondo.Logo_CrotoneCalcio Una “storia” da raccontare quella dei fratelli Vrenna che negli anni ’90 insieme a tanti altri imprenditori, partirono dalla prima categoria, approdando dopo 25 anni nel calcio importante. Una società calcistica molto solida soprattutto economicamente, che in questa stagione, è stata riconosciuta come una delle più “sane” in serie A, sta vivendo un momento particolare dopo le dimissioni dello storico presidente Raffaele Vrenna. Il fratello Gianni, che è subentrato al suo posto, continuerà a dirigere il Crotone, sperando nella permanenza nel calcio che conta, e puntando decisamente al ritorno in serie A, nel caso di retrocessione. La Juventus, la più amata e seguita del calcio italiano, che allo “Scida” lo stadio crotonese, ha fatto registrare il pienone, richiamando tifosi provenienti da tutta la Calabria, è la dimostrazione di quanto sia importante la serie A nella nostra regione e non solo dal punto di vista calcistico. Le televisioni e i giornali non solo nazionali, dando ampio risalto ai pre e ai post partita, contribuiscono, enormemente a veicolare il nome della Calabria, con il Crotone attore principale nella sua valorizzazione. Essendo attualmente, una realtà importante, il Crotone, deve essere particolarmente incoraggiato a non mollare e a sperare in un sogno, viste le altre squadre calabresi, Catanzaro e Reggina su tutte, che militano nei campionati minori. I risultati poco convincenti degli uomini di mister Nicola, però, non devono indurci in errore. La serie A è un campionato difficilissimo e spesso le squadre neopromosse, sono retrocesse dopo un solo anno di permanenza. Il Crotone,alla sua prima apparizione nel calcio che conta, e che in ogni caso, fa parlare anche della Calabria, sta pagando lo scotto della inesperienza più di quanto ci si aspettasse. Se poi ci aggiungiamo che capitan Cordaz e compagni hanno dovuto esordire a Pescara giocandoci 3 gare, senza l’apporto fondamentale dei loro tifosi, con tre dirette avversarie per la “salvezza” in uno stadio vuoto, ci rendiamo conto ancor di più della solidità di questa società. Se riconduciamo il nostro pensiero pitagorico, alla “matematica” salvezza, di cui i crotonesi ne sono diretti eredi, qualche barlume di speranza lo si può ancora intravedere. A poche giornate dalla fine del campionato, tutte le possibilità di centrare la permanenza in serie A, sono in piedi.foto Crotone2 I tre punti conquistati allo “Scida” con l’Inter, inimmaginabili, e ancora per molti appassionati del calcio un sogno diventato realtà, il pareggio ottenuto a Torino con i granata e lo stupefacente pareggio in riva allo Jonio con il Milan, un’altra pagina storica per i rossoblu, hanno decisamente aumentato le possibilità di “salvezza” del Crotone di mister Nicola. Un grande allenatore, elogiato anche dal sindaco Ugo Pugliese. primo cittadino, che abbiamo avuto il piacere di incontrare in occasione della undicesima edizione del premio giornalistico sportivo “Franco Razionale”, premio dedicato ai giornalisti calabresi, che ha avuto l’onore di ospitare oltre a famosi atleti paralimpici anche Riccardo Cucchi, storica ed inimitabile voce delle più importanti pagine sportive della Rai. Per il sindaco Pugliese, le prestazioni del Crotone, che ha avuto le capacità di riagganciarsi al treno della salvezza, sono decisamente e in gran parte merito del tecnico rossoblu. Un uomo, molto preparato e non solo dal punto di vista calcistico, che ha sempre creduto soprattutto nelle sue capacità di relazionarsi con il suo gruppo, avendo l’intelligenza di saper trasmettere, forza, coraggio e autostima, unendolo e convincendolo ad osare. Doti straordinarie secondo Pugliese, che dovrebbero essere parte integrante anche degli uomini politici, ai quali come Nicola, anche lui, sta cercando di trasmettere, alla giunta da lui guidata cercando di pilotarla e con coraggio, allo stesso modo, come gli offshore, che nel 2015, da presidente dello Yachitng Kroton Club, ha avuto il piacere di ospitare. Bolidi marini, impegnati nella conquista del titolo italiano classe 3000 e nella conquista del titolo europeo classe 5000, che hanno incantato nelle stupende acque del mar Ionio, migliaia di curiosi, per la prima volta dinnanzi ad uno spettacolo di alta velocità marina. La dimostrazione, da uomo di sport quale è ancora, di quanto sia importante lo sport per pubblicizzare una città, ed in questo momento il Crotone calcio. Una società, che in questo particolarissimo tempo poco felice, sta continuando a far parlare tutta l’Italia.foto Crotone Da molti, ritenuta già spacciata senza nessuna possibilità, sta facendo ricredere, esperti, allenatori, giornalisti e mass media. Una giusta mentalità, che dovrebbe essere insita, secondo il sindaco Pugliese, nel cuore e nella testa di tutti i crotonesi. Crotonesi eredi e depositari di una cultura millenaria, che anche secondo Cucchi, dispiaciuto, per non aver avuto la possibilità di commentare alla radio, una gara del Crotone allo Scida, devono continuare, pensando alle gesta del mitico Milone, a credere nella salvezza. La serie A del calcio, importantissima, per quello che riesce a dare in cambio, in special modo ai piccoli centri come Crotone, deve continuare ad essere considerata ancora alla portata. Queste ultime prestazioni degli uomini di Nicola, finalmente adeguatisi al difficilissimo campionato, per molti la prima massima esperienza, inducono ad essere ottimisti. Per Cucchi, l’Empoli e il Genoa, le squadre su cui puntare, nonostante abbiano allestito una rosa di calciatori costata molto di più di quella crotonese, non hanno dimostrato di essere più forti. Si è vero, Falcinelli e compagni si sono svegliati in ritardo, ma ancora è tutto aperto. La Juventus, per i ragazzi di Nicola, con la speranza che quando si giocherà a Torino, i bianconeri avranno già vinto il campionato, l’ostacolo più duro. L’essenziale, anche se gli “scontri” calcistici sono difficilissimi per il valore delle avversarie, come Juventus e Lazio, con i laziali sarà l’ultima di campionato che si giocherà a Crotone, è non sedersi, continuando a lottare per un sogno. Il nostro, è quello, che, ai rossoblù crotonesi, presto, si possano unire, i giallorossi catanzaresi gli amaranto reggini e i rossoblù cosentini. La Calabria, una regione con diversi problemi, ricca di storia millenaria e di incantevoli città marinare, che attirano centinaia di migliaia di turisti, deve continuare a far parlare di se anche con il calcio.

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