“La credibilità è il vero, grande patrimonio di un professionista”. Intervista al presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri

La professione di giornalista, ma anche la crisi che riguarda il settore, gli interventi che necessitano a sostegno dell’editoria e le iniziative avviate in Calabria per incentivare il lavoro. Questi, alcuni degli argomenti trattati nel corso dell’ intervista con Giuseppe Soluri, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria.

Giuseppe Soluri: “Il ruolo del giornalista resta quello, fondamentale, di individuare le notizie di interesse pubblico e di fornirle ai lettori, ai telespettatori, a tutti i fruitori ultimi; e di farlo sviluppando, per conto dei lettori, quel lavoro di analisi e di verifica che il lettore non può, non vuole o non ha il tempo di fare”.

Giuseppe Soluri: “Il ruolo del giornalista resta quello, fondamentale, di individuare le notizie di interesse pubblico e di fornirle ai lettori, ai telespettatori, a tutti i fruitori ultimi; e di farlo sviluppando, per conto dei lettori, quel lavoro di analisi e di verifica che il lettore non può, non vuole o non ha il tempo di fare”.

Giornalista professionista dall’8 giugno 1978,  catanzarese, Soluri nel 2013 è stato rieletto presidente ed è al suo quarto mandato.  Da 27 anni è direttore del quotidiano “Il Giornale di Calabria” ed è direttore di RTC Telecalabria. Dal 1978 al 1985 è stato corrispondete del Corriere della Sera.

Responsabilità, qualità e credibilità sono i principi che devono caratterizzare ogni professione. Per questo, è importante saper equilibrare i diritti fondamentali e fare in modo che il proprio diritto di informare  non incida negativamente su quello degli altri. Che ne pensa?

Non c’è dubbio che ogni professione si porti dietro un carico di responsabilità. E non c’è dubbio che venir meno a queste responsabilità comporti, automaticamente, una caduta di credibilità che un professionista non può permettersi. La credibilità è infatti il vero, grande patrimonio di un professionista, quale che sia il settore in cui opera; e la credibilità non è qualcosa  “che si compra al mercato” o che può derivare da forme varie di autoreferenzialità. La credibilità la si conquista giorno dopo giorno con la qualità e la correttezza con cui si svolge il proprio lavoro.

C’è bisogno anche di una maggiore attenzione, di  maggiore approfondimento delle notizie e di formazione culturale per qualificare sempre più la  professione?

L’approfondimento della notizia, la verifica delle fonti, il confronto tra le diverse opinioni, la conoscenza dei problemi e la cultura di base rappresentano la quintessenza del lavoro giornalistico. Senza questi capisaldi il lavoro giornalistico rischia di scivolare nel pettegolezzo, nell’approssimazione, nel collateralismo o nell’attacco immotivato ed infondato.

Nel corso degli anni la figura del giornalista è cambiata. Oggi, con l’utilizzo delle nuove tecnologie, è importante capire quali sono le notizie importanti, quelle che hanno un interesse e quelle che al contrario sono di assoluta natura privata. Quali sono le caratteristiche di una corretta informazione?

Non c’è dubbio che nel corso del tempo la figura del giornalista è cambiata. Ancor di più è cambiata negli ultimi lustri a causa della accelerazione che l’evoluzione tecnologica ha impresso alla vita di ognuno di noi comprimendo i tempi di valutazione e di analisi e scaricando una mole enorme di “informazioni” nella quale è spesso difficile discriminare il grano dal loglio. Il ruolo del giornalista resta quello, fondamentale, di individuare le notizie di interesse pubblico e di fornirle ai lettori, ai telespettatori, a tutti i fruitori ultimi; e di farlo sviluppando, per conto dei lettori, quel lavoro di analisi e di verifica che il lettore non può, non vuole o non ha il tempo di fare.

Il diritto di esprimere le proprie opinioni, che è sancito in maniera inequivocabile  dall’art. 21 della Costituzione, riguarda tutti i cittadini italiani. Tuttavia, la libertà di stampa non può e non deve significare libertà di dire o scriverequalunque cosa. Che ne pensa?

Per Soluri: “Il sistema dell’informazione sta vivendo, in Italia, una crisi epocale. Hanno chiuso molti giornali, molte televisioni, molte testate di varia natura. E, inevitabilmente, si sono persi centinaia di posti di lavoro giornalistico e si è precarizzato sempre di più un lavoro che invece, per essere svolto con serenità, avrebbe bisogno di certezze”.

Per Soluri: “Il sistema dell’informazione sta vivendo, in Italia, una crisi epocale. Hanno chiuso molti giornali, molte televisioni, molte testate di varia natura. E, inevitabilmente, si sono persi centinaia di posti di lavoro giornalistico e si è precarizzato sempre di più un lavoro che invece, per essere svolto con serenità, avrebbe bisogno di certezze”.

La libertà di stampa è il principio cardine di qualunque Paese che si voglia definire democratico. Dove non c’è libertà di stampa non c’è la democrazia. Ma libertà di stampa, diritto di esprimere liberamente le proprie idee e le proprie capacità professionali non significano ovviamente che è lecito scrivere o dire qualunque cosa, andando ad incidere profondamente e in maniera a volte irreversibile sulla vita di una persona, di una famiglia o di una comunità. Libertà non è sinonimo di arbitrio, ma è anzi l’esatto opposto: è cioè capacità di esercitare i propri diritti senza conculcare o offendere quelli degli altri.

La crisi economica, ma anche le nuove tecnologie, il web,  la sfida della multimedialità. Qual è il futuro dell’informazione?

Il sistema dell’informazione sta vivendo, in Italia, una crisi epocale. Hanno chiuso molti giornali, molte televisioni, molte testate di varia natura. E, inevitabilmente, si sono persi centinaia di posti di lavoro giornalistico e si è precarizzato sempre di più un lavoro che invece, per essere svolto con serenità, avrebbe bisogno di certezze. Il web, i social network, rappresentano una grande opportunità se, anziché diventare terreno aperto per diffondere banalità, fake news e magari insulti, saranno vissuti come una grande e virtuale piazza all’interno della quale diffondere notizie qualificate e verificate ed esperienze personali o civiche formative.

L’informazione può essere lo strumento attraverso cui avvicinare le istituzioni ai cittadini?

Il presupposto necessario perché un cittadino faccia consapevolmente le proprie scelte è proprio quello di essere informato. E, soprattutto, di essere correttamente informato. Ecco perché il ruolo del giornalista era, è e resterà fondamentale. I giornalisti devono garantire ai cittadini una informazione corretta, per come impone la deontologia professionale. Il nostro diritto di essere liberi di esprimere le nostre idee è intimamente collegato a questo dovere; lo ha ribadito in più occasioni la Corte costituzionale nello stabilire che il nostro lavoro rappresenta un elemento essenziale della vita democratica.

Un’ informazione corretta deve raccontare i fatti, ha il diritto di commentarli, ma non ci può essere una critica a priori  senza un ragionamento. La democrazia va salvaguardata raccontando, facendo in modo che si ci sia  una dialettica?

La critica aprioristica e non sostenuta da ragionamenti e da fatti verificati è il rovescio della medaglia dell’elogio sperticato e a prescindere. Si tratta, nell’uno e nell’altro caso, di comportamenti che appartengono a chi difende interessi personali o di gruppo e non certo l’etica della professione. Il giornalista degno di questo nome deve riuscire ad essere sempre “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”.

Fondo per il pluralismo e l’innovazione, ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici, sostegno agli investimenti per l’innovazione dell’offerta informativa, distribuzione e vendita dei giornali, riforma dell’Ordine dei giornalisti, equo compenso. Queste sono alcune  novità introdotte dalla riforma dell’editoria. Quali  le prospettive future che ci potranno essere con le nuove norme?

 

Un’immagine della XXIII Giornata Mondiale della libertà di stampa che si è tenuta l’anno scorso. Soluri : “Ho apprezzato molto l’iniziativa del presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, che ha rilanciato la proposta di una legge regionale per l’editoria cosiddetta minore. Si tratta di un ottimo segnale che spero trovi l’ascolto ed il riscontro che merita”.

Un’immagine della XXIII Giornata Mondiale della libertà di stampa che si è tenuta l’anno scorso. Soluri : “Ho apprezzato molto l’iniziativa del presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, che ha rilanciato la proposta di una legge regionale per l’editoria cosiddetta minore. Si tratta di un ottimo segnale che spero trovi l’ascolto ed il riscontro che merita”.

Occorrerà vedere, nel tempo, quanto queste novità riusciranno ad incidere su un sistema che, come si è detto, è in grande difficoltà. Certo queste norme potranno rappresentare un elemento di grande utilità per traghettare il sistema editoriale italiano verso lidi meno perigliosi e incerti degli attuali. Ma credo che, perché ciò avvenga, ci sia bisogno di una presa di coscienza generale: Governo, giornalisti, editori.

Nel corso della sua lunga carriera ha  intervistato tanti personaggi illustri. C’è qualche intervista che avrebbe voluto realizzare o che ricorda con particolare riguardo?

Ho intervistato Prodi, ho intervistato Berlusconi, ho intervistato D’Alema, Casini e tanti altri. Mi avrebbe fatto piacere intervistare Ciampi, Pertini, Craxi e Montanelli ma non mi è capitato.

Da calabrese, quale futuro intravede per il giornalismo nella nostra regione, quali gli interventi possibili per incentivare o comunque sostenere lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e  dare opportunità lavorative ai giornalisti?

Recentemente ho notato una certa accresciuta sensibilità, in Calabria, per la salvaguardia del sistema dell’informazione. Evidentemente anche la politica calabrese, spesso distratta, si comincia a rendere conto della centralità che il nostro settore riveste per la crescita civile, sociale ed economica della regione. Ho apprezzato molto, ad esempio, l’iniziativa del presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, che ha rilanciato la proposta di una legge regionale per l’editoria cosiddetta minore.  Si tratta di un ottimo segnale che spero trovi l’ascolto ed il riscontro che merita.

FacebookTwitterGoogle+EmailLinkedInPinterest

I commenti sono chiusi.