“Urbanistica e legalità in Calabria”, una due giorni di studio e confronto

Nel nostro territorio, e in special misura nella provincia di Reggio, la volumetria esistente è significativamente maggiore rispetto alle reali esigenze abitative e l’urbanistica continua a rappresentare, assieme ai subappalti, il settore che maggiormente attira gli appetiti della criminalità organizzata.
C’è ancora molto da fare per risanare e recuperare il territorio,  leva per lo sviluppo della Calabria e delle sue vocazioni turistiche – così come hanno auspicato i promotori del convegno Urbanistica e legalità” presentato ai giornalisti.urbanistica legalit
L’iniziativa – che ambisce a realizzare una piattaforma di dialogo e confronto tra urbanisti, magistrati, economisti e sociologi – si articolerà in due giornate di studio: venerdì 19, nella sala ‘Federica Monteleone’ di palazzo Campanella, nelle due sessioni tra le 9,30 e le 13.30 e tra le 16,00 e le 19,30; sabato 20 maggio, presso la sala “Pio X” in piazza Duomo a Palmi, dalle 16,00, alle 20,00.  L’evento è patrocinato dal Consiglio regionale della Calabria, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, dall’Ordine degli architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Reggio Calabria, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria.
Una occasione per parlare del programma “Urbanistica e legalità”, “coordinamento di ricerche universitarie sul tema dei condizionamenti da corruzione e criminalità organizzata alla gestione urbanistica e alle pratiche di trasformazioni territoriali” – ha spiegato il prof. Alberto Ziparo dell’Università di Firenze, nonché coordinatore del convegno che coinvolge, oltre che il Dottorato di ricerca in Architettura, Curriculum in Progettazione urbanistica e territoriale dell’Ateneo toscano, il Dipartimento Architettura e Territorio dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, le associazioni  Civitas, Ponti Pialesi, Azione Metropolitana di Palmi, Libera, ed il Circolo reggino del Touring Club Italiano.
urbanistica legalit locandinaIl convegno incrocia le analisi effettuate su vari contesti del territorio nazionale con i problemi specifici della Calabria e della provincia di Reggio. Legato all’iniziativa, un concorso fotografico (che ha coinvolto gli studenti di 10 scuole superiori di Reggio Calabria e 2 del territorio provinciale) sul tema “Il territorio violato”, per documentare episodi di degrado determinati dalla presenza di illegalità diffusa. I migliori scatti saranno premiati in occasione della giornata di apertura del convegno. “Non potevamo sottrarci a questa riflessione – ha affermato la professoressa Rosanna Scali, intervenuta nella doppia veste di coordinatrice della Rete scuole  “Civitas” e di docente dell’Istituto tecnico “Piria” (scuola capofila di rete). “A fronte di un comportamento illecito c’è sempre un diritto violato che i ragazzi hanno saputo cogliere in tutti i suoi aspetti” – ha sottolineato Rosanna Scali, la quale ha poi ringraziato l’impegno del dott. Luciano Gerardis (presidente della Corte D’Appello di Reggio Calabria nonché promotore di “Civitas”) e della dottoressa Mirella Nappa (dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Reggio Calabria)”.
“Governo del territorio, progettazione e appalto delle opere pubbliche, smaltimento dei rifiuti: sono questi gli aspetti su cui occorre intervenire prioritariamente” – ha commentato il prof. Giuseppe Fera dell’Università “Mediterranea”, il quale ha fra l’altro sottolineato che: “Le cose peggiori sono avvenute nella totale legalità con la concessione edilizia”.
“Non c’è panorama più degradato della Piana di Gioia Tauro” – ha stigmatizzato l’ing. Pino Ippolito dell’associazione “Azione metropolitana”. Di turismo consapevole e sostenibile ha parlato il dott. Franco Zuccarello del Touring Club Reggio Calabria, seguito dall’architetto Franco Scicchitano, presidente dell’Associazione “Ponti Pialesi” di Piale di Campo Calabro, che si è soffermato sulla necessità di sollecitare l’aggregazione e le reti tra i Comuni, sia in virtù della riduzione delle risorse assegnate dallo Stato e dunque della minore disponibilità di fondi, che per diventare più forti contro la mafia”.

FacebookTwitterGoogle+EmailLinkedInPinterest

I commenti sono chiusi.