La storica libreria Pancallo di Locri riconvertita in casa editrice/Un’insegna risorta dal rogo

Contava libri per 100 milioni di lire, a due anni dall’apertura, nel 1976, la libreria Pancallo di Locri. E negli anni Ottanta, nonostante i venti contrari generati dall’avvento della televisione del “disimpegno”, ha mantenuto un ruolo centrale nella vita culturale del territorio. Uno spazio ampio e accogliente sulla centralissima via Matteotti: 350 mq2, con circa 300 titoli in bella vista e un soppalco dedicato alla letteratura per ragazzi con altrettanti titoli. Tantissimi libri, classici soprattutto.
Libreria Pancallook«Non mi interessavano i best-seller, quelli dalla vendita facile ma transitoria. Scelsi invece di arricchire sempre più il comparto dei testi intramontabili e dei long-seller. A partire dai grandi autori latini e greci, di cui respiriamo ancora forte la presenza grazie alle nostre radici, fino a tutto l’Ottocento» dice Franco Pancallo, libraio appassionato per trent’anni e oggi editore, dedito in particolare alla ristampa anastatica di testi rari.

Collaborazioni importati con grandi editori

«L’editore Laterza mi fece dono di libri per 10 milioni di lire – ricorda –  in cambio della promessa di acquisti per pari importo nei due anni successivi. E gli editori Sansoni-La Nuova Italia mi proposero l’acquisto di una copia di tutti i classici latini e greci editi negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, ancora presenti nei loro cataloghi, curati dai più insigni grecisti e latinisti, con uno sconto eccezionale. Accettai».
Iniziarono così per Pancallo molte collaborazioni importanti. «In seguito strinsi rapporti con altre prestigiose case editrici italiane, da Adelphi a “il Mulino”, Einaudi, Feltrinelli, Rizzoli e tante altre. Solo in questo modo, lavorando con professionalità e conquistandomi la fiducia dei grandi editori nazionali, riuscii a rendere corposa un’attività tanto affascinante quanto difficile».
La libreria Pancallo è stata punto di riferimento per generazioni di studenti e lettori dell’intera Locride. Un bacino d’utenza vastissimo.
«Per rendere il miglior servizio possibile al cliente, organizzai la collocazione dei libri secondo il metodo “Dewey”, con la classificazione decimale bibliografica per argomenti, appreso da Nicola Zitara, meridionalista insigne ed esperto bibliotecario, mio grande mentore» spiega Pancallo. Tutto questo per quasi venti anni.
Poi l’alluvione del 1990 e quella successiva del ’91 causarono alla struttura e ai libri danni devastanti con la perdita di oltre 100 milioni di lire. Nonostante ciò, Pancallo, tenace e ostinato come può esserlo solo chi è mosso da convinzione profonda, ha resistito.

L'ex-libraio-oggi-editore-Franco-Pancallo

L’ex-libraio, oggi editore, Franco Pancallo

Finché i tre incendi in sequenza del 7 e 8 ottobre 2006 non mandarono in fumo 550.000 euro di libri. Davvero troppi anche per un operatore storico del settore come Pancallo. «A quel punto scelsi di chiudere. Non era davvero più fattibile un nuovo inizio. Perdita economica gravissima, situazioni socio-ambientali mutate in peggio rispetto a quando molto tempo prima avevo deciso di investire nel libro, nessuna speranza di ripresa rapida. Non ho avuto molte alternative. Così mi sono dedicato all’attività di editore a tempo pieno» racconta Pancallo non senza amarezza. «Sono stati anni di duro lavoro ma pure di tantissime soddisfazioni» ricorda, «quando uscì Il nome della Rosa di Umberto Eco, nel 1980, fui tra i quattordici librai siciliani e calabresi invitati all’evento di presentazione del libro a Taormina. I librai calabresi eravamo due, io e il grande Cesare Arlacchi di Palmi. Per me fu il segno tangibile di un lavoro svolto in maniera ottimale, un riconoscimento all’impegno profuso, a costo di grandi sacrifici».

L’incontro con Dacia Maraini, un’iniezione di entusiasmo

Nel 1990 arriva a Locri, probabilmente per la prima volta, Dacia Maraini. «Il suo La lunga vita di Marianna Ucria era campione di vendite, in quel momento. È stato un incontro speciale quello con la Maraini. Prima la visita a Gerace e poi lo stupore in libreria. Mi disse che non avrebbe mai immaginato nulla di simile nella Locride, soprattutto in un’epoca in cui anche le città di provincia del centro-nord contavano poche e spesso malmesse librerie. Pochi mesi dopo ritrovai sulla mia libreria un bellissimo articolo a tutta pagina che Dacia Maraini aveva scritto per il settimanale l’Europeo».
Oggi Franco Pancallo vive e lavora ancora tra i libri. Non più come libraio, però, bensì come editore. «È stato quasi naturale iniziare questo lavoro di recupero del passato, è stato il territorio stesso a chiedermi di farlo, per rispondere all’esigenza di non smarrire definitivamente opere preziose». 461 titoli in catalogo, in 20 anni di attività. Libri dell’area meridionale, in generale, e calabrese in particolare: Paolo Orsi del 1909, un’opera sui terremoti datata 1786, Culti e miti della Magra Grecia del 1922, di cui rimangono solo cinque copie originali in tutto il mondo, e le opere di Tommaso Campanella, solo per citarne alcuni.
Un lavoro, il suo, paragonabile a quello degli amanuensi: il recupero di ogni singola pagina, la ricostruzione parola dopo parola, lettera dopo lettera, virgola dopo virgola. Testi antichi, strappati alla polvere del tempo e alla colpevole distrazione dell’uomo, ripuliti e ricomposti con pazienza certosina. L’ultimo nato, di prossima uscita, è Cronica dell’Antica e Nobilissima città di Crotone e della Magna Grecia di Gio. Battista Di Nola Molisi, del 1649. «Ho dedicato la mia intera vita ai libri, continuerò a farlo finché avrò forza ed energie da spendere» conclude con un sorriso Franco Pancallo, «la passione per i libri è un mestiere, fatto di dedizione soprattutto, ma prima ancora è un destino a cui è impossibile sottrarsi».

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