Da “luogo perduto” a Parco della biodiversità mediterranea. Catanzaro e il suo polmone verde

Un’area che appena tre lustri fa era, se non degradata, comunque per larga parte abbandonata a se stessa. E da decenni. Ma che a inizio anni Duemila – per volontà dell’allora presidente della Provincia Michele Traversa, il quale ha fortemente creduto nel progetto per cui si è molto impegnato – ha assunto tutta un’altra fisionomia. calabria-parco-della-biodiversita3 Il riferimento è al Parco della Biodiversità mediterranea di Catanzaro, che ha richiamato l’attenzione di visitatori e organi d’informazione dall’intero Paese e come se non bastasse ricevuto premi e riconoscimenti per il suo indiscutibile “fascino” in grado di stupire e rubare l’occhio di chi vi si immerge. L’idea di dar vita a questo grande polmone verde nel cuore della città è come premesso venuta nell’ormai lontano 2002 all’amministrazione provinciale che ha riqualificato le terre e le vecchie aziende della vicina Scuola Agraria “Vittorio Emanuele II”. È così che il 21 marzo 2004, la struttura è stata inaugurata. Sessanta ettari di natura incontaminata, ma non solo. Al suo interno convive infatti una notevole varietà floristica e faunistica, ma è stato pure realizzato un sistema multitematico in cui la dimensione paesaggistica si intreccia appunto con un’amplissima offerta culturale, sportiva, aggregativa, ludica e così via. Oltre 45mila le piante presenti che fanno il paio con animali di ogni tipo, soprattutto specie ornitologiche, in grado di contribuire in modo determinante a farne un “angolo di Paradiso” a non più di un paio di chilometri dal pieno centro cittadino. Una porta sulla natura come si evince anche dalle pagine del saggio introduttivo di Francesco Bevilacqua alla monografia Il Parco della Biodiversità mediterranea – e la Valle dei Mulini, che appunto parla di “ricerca di luoghi perduti” inserendo tali considerazioni in un più ampio discorso sulla mutazione antropologica e pedagogica della bellezza.Parco-della-Biodiversita1 Una bellezza – in questo caso sublime – data da una cornice emozionante, anche grazie a un grande anfiteatro centrale, per eventi di particolare richiamo. Come dimenticare, a tal proposito, la coinvolgente cerimonia d’apertura dell’edizione calabrese 2016 del Torneo delle Regioni – avvenuta poco meno di un anno fa – in cui quasi 3mila persone con i rappresentanti (atleti, tecnici e dirigenti) delle delegazioni calcistiche di ventuno diversi comitati della Figc-Lnd d’Italia sfilarono in corteo, quasi come in occasione della giornata inaugurale di un’Olimpiade. Una manifestazione appunto arricchita dallo scenario in cui è avvenuta. Ecco perché nei 13 anni in cui ha finora rappresentato un fiore all’occhiello per tutto il capoluogo di regione e la Calabria intera – anche grazie alla prosecuzione dell’ottimo lavoro iniziato da Traversa da parte dei successori Wanda Ferro prima ed Enzo Bruno poi, i quali hanno profuso il massimo impegno per rendere la struttura un luogo incantevole malgrado le sempre crescenti difficoltà di ordine economico e quindi gestionale – l’interesse nei confronti del Parco è stato elevatissimo. Le compagini politiche che si sono alternate alla guida della Provincia (l’ente intermedio sotto la cui egida ricade l’area) hanno quindi tutelato la struttura in ogni modo. Basti pensare, ad esempio, all’estrema cura prestata al mantenimento del suo equilibrio ecologico con impiego di mezzi motorizzati elettrici dati in dotazione agli addetti in modo da non avere emissioni di gas inquinanti. Veduta-del-ParcowebSenza dimenticare il disuso di antiparassitari; la riutilizzazione degli scarti di potatura per la creazione di compost verde, utile alla concimazione delle piante; l’irrigazione a basso consumo d’acqua e l’esposizione di soli animali nati in cattività e impossibilitati a vivere liberi. Ma si è più volte messo in luce come ci siano davvero una serie innumerevole di attrazioni, per così definirle. A cominciare da una vista mozzafiato, di cui si può godere mentre ci si incammina lungo i vari percorsi. Sentieri da cui si ammirano perfino le splendide acque dello Ionio, mare visto da 300 metri d’altitudine considerato che il Parco insiste nella zona Centronord della città a 18 chilometri di distanza dalla costa. Tra i numerosi altri motivi d’appeal: il percorso all’aperto di scultura contemporanea, con opere di fama internazionale; il Musmi, museo storico-militare; uno spazio per i giochi con piante zoomorfe; piazzetta Nassiriya, in cui sono ubicati un labirinto circolare e la voliera dei rapaci; lo slargo dedicato al celebre architetto Antoni Gaudì; la zona acquatica; i vialetti romantici come il cosiddetto tunnel degli innamorati, che i writers hanno arricchito con le loro creazioni artistiche; la zona fitness con la pista di pattinaggio; il Cras, Centro per l’assistenza degli animali selvatici; le corsie riservate ai podisti e ai ciclisti amatoriali; il campo da bocce e le svariate opere di cosiddetta ingegneria naturalistica, realizzate con pietre e legno.

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