Sapori di Calabria alla “Sartoria” nella  snob Savile Row di Londra…Parla lo chef Francesco Mazzei: “Mi piacerebbe creare un’Accademia sull’agroalimentare”

Da sempre la Calabria è terra di talenti, nella medicina, nella cultura, nell’economia, nello sport ed anche nella cucina. La dieta mediterranea oramai è da tutti considerata  sinonimo di qualità e di sana alimentazione. Negli ultimi anni, nel mondo della cucina è salito alla ribalta Francesco Mazzei, chef di primo piano la cui esperienza è divenuta senza dubbio un modello da emulare.

Lo chef Francesco Mazzei

Lo chef Francesco Mazzei

Francesco nasce in un piccolo paesino, Cerchiara a pochi chilometri da Castrovillari, nel cuore della Calabria settentrionale ed è proprio a Cerchiara, che ad otto anni già lavora nella gelateria dello zio. Dopo una breve ma significativa esperienza, decide che vuole sperimentarsi altrove ed è per questo motivo che decide di andare all’estero per formarsi  e diventare un eccellenza della nostra terra. Gira il mondo, Roma, Milano. Edimburgo, Singapore, Shanghai e poi approda a Londra, luogo in cui non tarda a farsi un nome ed a diventare uno degli chef più importanti del Regno Unito. Calabrese caparbio e motivato, investe sulle sue qualità e conoscenze e con impegno e sacrificio raggiunge importanti traguardi. Francesco è sicuro che per riuscire oltre alle capacità è necessario anche studio ed impegno. Per sette anni gestisce il noto ristorante L’anima, e solo pochi anni fa, corona il suo sogno, nella celebre Savile Row, storica strada londinese snob, ricca ed elegante  nota per gli abiti su misura, riesce ad aprire “La Sartoria”. Idea innovativa, in quanto, i frequentatori, oltre a poter godere dell’unicità di un abito fatto su misura, possono degustare anche i veri sapori calabresi con i salumi, la cipolla, la nduja, il pane, l’olio di oliva ed il vino, il tutto condito dal suo sapiente tocco. Pochissimi giorni addietro, arriva il secondo ristorante “ Radici”, un locale completamente diverso, intimista, semplice e accogliente, quasi a voler rievocare un ambiente caldo e familiare. Il passaggio è chiaro e denuncia un percorso maturo, dall’eleganza alla semplicità con un unico obiettivo quello di fare “qualità”. Lo chef Francesco Mazzei incarna il vero calabrese, cordiale aperto e disponibile, ma, nel contempo, testardo e vero.

Buongiorno Francesco, stanco ma felice ?

Ristorante La Sartoria Londra“Contentissimo, realizzare e costruire un progetto è sempre affascinante ed emozionante. Sono trascorsi  oramai diversi anni da quando ancora ragazzo, aiutavo mio zio in gelateria. La vita è fatta di percorsi, di esperienze, ma anche di volontà. Credo che il trucco sia quello di amare il proprio lavoro, metterci, amore, passione ed entusiasmo”.

Chi ha collaborato al conseguimento dei tuoi traguardi?

“Nella vita ognuno di noi deve ringraziare qualcuno. Io, ad esempio, ho ha avuto la grande fortuna di conoscere un vero maestro, all’Istituto Alberghiero di Castrovillari, che mi ha accompagnato nel mio personale percorso e mi è stato accanto. Costui è Angelo Sabetta – mi ha dato le basi, insieme abbiamo anche avviato un’esperienza professionale, aprendo un locale a San Nicola Arcella nel 1991. Oggi purtroppo non è più con noi, ma spesso penso ai suoi saggi insegnamenti”. 

Sei un punto di riferimento a Londra, sono tanti gli italiani che vengono a cenare nei tuoi locali ?

“Diciamo che sono tanti i miei clienti internazionali. Poi ci sono gli italiani ed in particolare i calabresi che mi vengono a trovare. Spesso godo della presenza di celebrità si pensi a Conte e Mazzarri, dal mondo dello sport,  personaggi di cultura, del mondo del cinema, dello spettacolo. Per giungere poi al Console e all’Ambasciatore Italiano nel Regno Unito, entrambi  miei grandi sponsor e assidui frequentatori dei miei locali”.

Da cosa nasce il tuo successo?

Radici Restaurant Opening London“Dall’impegno, prima di tutto e poi dalla voglia di conoscere e da un pizzico di fortuna che non guasta mai. Dopo il periodo scolastico, in cui ebbi la fortuna di trovare un ottimo maestro, iniziai a fare le mie prime esperienze a Roma, riuscendo a diventare cuoco per la catena di Hotel Ciga, poi del Dorchester di Londra, poi il Santini a Edimburgo ed infine  Franco’s e L’Anima a Londra. Di certo all’inizio non avrei mai immaginato di arrivare a Londra ed avere due locali miei, ma quello che non dimentico mai sono le mie radici. Ed infatti, non a caso il mio nuovo ristorante si chiama proprio così, Radici, nel quartiere di Islington in cui vivo. Una trattoria con la classica cucina della “mamma” offerta al pubblico, pochi piatti, di qualità, a prezzo contenuto”.

Cosa c’è nel tuo ristorante di Calabria ?

“Sicuramente le mie radici calabresi. Poi, provenendo dalla città del pane, ripropongo appunto la fragranza del pane appena sfornato, la nduja, i salumi, la cipolla, il gelato, il bergamotto, la liquirizia, i sottaceti, i vini, il passito. Abbiamo una grande fortuna che non tutti conoscono, la Calabria oltre ad avere un mare meraviglioso, la montagna, la collina, i borghi, la storia, la cultura è ricca di prodotti unici e gode di una cucina ricca e saporita”.

Si parla molto di giovani che vanno via per mancanza di lavoro, come aiutarli

bar2-1400x935“Bisognerebbe lavorare sulla qualità delle scuole alberghiere e agrarie e sulla formazione professionale, programmando corsi di cucina mirati. I due settori più importanti della Calabria sono appunto l’agroalimentare ed il turismo, essi possono coniugarsi in pieno. E’ necessario programmare azioni di promozione del territorio all’estero e non in Italia o in Calabria. Alle Istituzioni dico che sono pronto a fornire la mia esperienza, per metterla al servizio della crescita della nostra terra. Spetta però a loro il compito più arduo, quello di costruire nuovi percorsi ed orizzonti per i nostri giovani”.

I tuoi prossimi obiettivi

“Mi piacerebbe creare un’Accademia sull’agroalimentare proprio in Calabria cercando di  dare una mano ai giovani calabresi. Sono convinto che per creare occupazione è necessario creare buone scuole di formazione ed effettuare un’analisi del fabbisogno del territorio molto seria. Se vogliamo dare speranza e benessere alla Calabria dobbiamo partire da questi principi, che sono alla base del lavoro. Apprendimento e conoscenza, solo così la nostra terra potrà diventare un posto al sole e potrà tenersi stretta le eccellenze di cui dispone in tutti i settori”.

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