Parco Ecolandia, passato presente e futuro

La storia del Parco Ecolandia di Arghillà è una storia molto lunga. In principio era il forte umbertino con attorno un’area di ben 10 ettari, usato illegalmente come discarica. L’idea di realizzare un’attrattiva unica al sud Italia, a Reggio Calabria, risale alla prima Giunta Falcomatà, quando si voleva realizzare un parco turistico non monotematico con i fondi Urban: il progetto era dunque quello di creare un parco ludico-ambientale e tecnologico, trasformando quest’area in disuso.
foto ecolandia 2 webDopo il recupero, il Parco è stato chiuso al pubblico per più di 10 anni e non è mai stato dato in gestione, con notevoli atti vandalici a tutto ciò che era stato recuperato. Finalmente, però, il comune di Reggio Calabria nel 2011 con gara europea ha dato in gestione il parco ad una serie di soggetti provenienti prevalentemente da associazioni, dal mondo no profit e dal mondo di tutela ambiente, che si sono costituiti in consorzio Ecolandia.
Ai giorni nostri il parco ha una veste nuova, è tecnologico, in quanto sede di un polo di innovazione della Regione Calabria, il polo NET, con sperimentazioni pratiche e prototipi di aziende e Università su energia rinnovabile e riciclo, come l’olio utilizzato per biocarburante; è un parco ambientale, dove la mancanza originaria di verde, è stata sopperita con un progetto di compensazione della CO2, e sono stati piantati più di mille alberi, alcuni dedicati a premi Nobel; è poi, soprattutto un parco ludico, organizzato in base ai quattro elementi, aria, acqua, terra e fuoco, in cui giocando si impara. In particolare, sono stati realizzati due percorsi, il volo di Icaro (di recente ristrutturazione) e il viaggio di Ulisse, dove salendo su una zattera o utilizzando dei droni, o ancora passando attraverso i cunicoli, i visitatori, sia piccoli che grandi, hanno la possibilità di immergersi nell’ambiente fantastico della mitologia greca o in quello dei 23 forti situati tra la costa Calabrese e la costa Siciliana.
Oltre al nuovo percorso immersivo nella storia, sarà riaperto il Cantiere Musica, strumento di promozione della cultura musicale reggina e da “Patrono a Patrona”, da San Giorgio alla festa della Madonna della Consolazione, ovvero da aprile a settembre, si svolgeranno eventi culturali e spettacoli.
foto ecolandia web1Altra visita interessante all’interno del parco è “la stanza della cooperazione Internazionale” che racconta i lavori dell’associazione “Calabria for harambee”, che opera in Kenya sulle sponde del lago Vittoria. L’associazione si occupa di progetti di sviluppo del territorio, creando le condizioni economiche affinché la popolazione africana possa autosostenersi. È stato creato ad esempio un acquedotto con manodopera locale per avere l’acqua potabile e sono state create scuole e college per aver la possibilità di diplomarsi e poter eventualmente insegnare in loco, e non per forza emigrare.
Il parco è dotato già di abbattimento di barriere architettoniche e di ausili per ipovedenti e non udenti, ma si sta lavorando, coinvolgendo unione ciechi, associazione italiana di dislessia e associazioni di autismo, per farlo divenire il primo parco “super-Abile” della Calabria, affinché tutti possano fruire e vivere il parco. Per rendere Ecolandia veramente accessibile si dovrà aspettare la prossima stagione estiva, che rappresenterà la vera inclusione sociale, creando anche delle occasioni di lavoro per persone più svantaggiate.
Il parco Ecolandia, meta preferita dalle scuole, negli anni ha incrementato le visite della cittadinanza reggina anche grazie al Face Festival di Paolo Genoese e Paolo Albanese (Festival Arte Creatività Ecocultura), non raggiungendo però gli obiettivi di presenze turistiche attese. Quali sono le motivazioni? Innanzitutto il maggior limite è rappresentato dai trasporti, difatti il parco è accessibile prevalentemente se automuniti. Anche se l’amministrazione comunale ha realizzato una fermata dell’Atam da Reggio fino ad Arghillà per raggiungere il parco, s’impiega un’ora e un quarto in autobus. “È necessaria quindi – come sostiene Piero Milasi, presidente del Consorzio di gestione – una linea diretta, come un’ipotetica tratta Museo Archeologico di Reggio Calabria-Ecolandia, per poter arrivare in quindici minuti, o servizi navetta dalla stazione ferroviaria di Catona.Foto Ecolandia 3web Si potrebbe, inoltre, intervenire sulla segnaletica che dalla città conduce ad Ecolandia, sulla costruzione dello svincolo direzione Nord per favorire la parte tirrenica della provincia e sul ponte dell’autostrada in cui i pullman posso arrivare al parco ma non possono più tornare indietro a causa della ridotta altezza”.
Altro freno al turismo riguarda la comunicazione che deve essere potenziata e integrata: “è fondamentale – continua Milasi – una comunicazione istituzionale della Regione Calabria e del Comune di Rc, con presenza sui siti, depliant da lasciare nei punti turistici ed alberghi sia per il parco che per altre bellezze presenti nella nostra regione, che molto spesso vengono poco valorizzate”.
Tra le novità assolute del parco, vi sarà, già a partire da quest’estate, la possibilità di campeggiare per accogliere un turismo solidale e poter offrire servizi ai cittadini, rivalutando tutta la zona di Arghillà, conosciuta, purtroppo, solo per la presenza di una comunità rom.
Ecolandia si vive molto bene dall’alba al tramonto. La possibilità di poter pranzare al ristorante e al chiosco o fare un semplice pic-nic sul prato, ed il pacchetto Museo-Parco potrebbe essere la soluzione vincente per consentire ai turisti di vivere un’esperienza bucolica e rendere Ecolandia uno dei principali attrattori turistici della città metropolitana di Reggio Calabria.

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