In riva allo Stretto la grande occasione della Città Metropolitana

Irripetibile occasione di sviluppo o ennesimo carrozzone mangiasoldi?

La domanda è inevitabile in riva allo Stretto dove gli ultimi anni di gestione pubblica hanno lasciato molte macerie e tanti dubbi e in una regione come la Calabria dove ogni tipo di finanziamento ha trovato il modo per essere dissipato.
La Città Metropolitana che è partita, a tutti gli effetti, a gennaio 2017 è sicuramente una grande occasione. Forse l’ultima perché la città di Reggio Calabria possa riuscire a risollevare la testa e provare a far ripartire la propria economia. Magari fermando anche l’emorragia dell’emigrazione che di fatto sta determinando il più grave impoverimento del tessuto sociale degli ultimi decenni.Reggio-Calabria
Un primo passaggio è già stato celebrato lo scorso 7 agosto quando sono state celebrate le elezioni del Consiglio metropolitano. Un’elezione di secondo livello che ha indicato chi avrà il compito di stilare lo Statuto per il futuro funzionamento dell’Ente che soppianterà la Provincia.
Reggio è stata l’ultima delle Città Metropolitane d’Italia a prendere vita proprio per la particolare situazione che si è venuta a creare con lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose e il successivo commissariamento dell’Ente. Il governo ha concesso una deroga facendo arrivare la Provincia al termine del mandato, scaduto nel mese di giugno 2016. Da allora ha preso il via il cosiddetto “semestre bianco” che ha visto permanere in vita alcuni organi della Provincia, per l’ordinaria amministrazione, insieme al nuovo Consiglio metropolitano. Obiettivo: mettere a punto lo Statuto che, adesso ha ricevuto l’ok anche dall’Assemblea dei Sindaci dell’intero comprensorio,  e che costituisce la base su cui far muovere i primi passi al nuovo Ente e renderlo in grado di essere strumento per il riscatto di una intera comunità.

La riforma Del Rio e il funzionamento dei nuovi Enti

Il percorso legislativo che ha istituito le Città Metropolitane, è iniziato nel 1990 e ha il suo atto più recente nel Ddl presentato il 20 Agosto del 2013 dal Governo “Letta” (cosiddetta riforma “Delrio”) e trasformato nella legge n. 56 ad inizio Aprile 2014. Le Città Metropolitane previste dalla legge sono Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, cui potranno aggiungersi altre città metropolitane adottate dalle Regioni a Statuto Speciale Sardegna, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. All’elenco c’è da aggiungere ovviamente anche Roma, per la quale le misure di “Roma Capitale” si sovrappongono a quelle che deriverebbero dalla Città Metropolitana. 

Finalità e competenze

Secondo la nuova legge, le città metropolitane perseguono le seguenti finalità istituzionali generali: cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione; cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee.
Inoltre, a partire dal 1° Gennaio 2015 le Città Metropolitane hanno iniziato a sostituirsi alle omonime Province spazzate via dal sistema costituzionale, rilevandone tutte le funzioni.
In particolare, i nuovi Enti dovranno adottare e aggiornare il piano strategico metropolitano; curare la pianificazione territoriale in termini di infrastrutture, reti di servizi e comunicazioni; sviluppare gestioni coordinate dei servizi pubblici; sviluppare sistemi e strutture per la mobilità e la viabilità, coordinando la pianificazione urbanistica; promuovere lo sviluppo economico e sociale; sviluppare sistemi di informatizzazione e digitalizzazione.
Questo elenco di ambiti e categorie non è molto diverso da quello da cui si è partiti nel 1990 anzi, quell’elenco appariva anche più ampio includendo servizi nei settori della sanità, della scuola e delle formazione professionale, oltre alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Soprattutto, un elenco di ambiti e categorie che, a meno di variazioni terminologiche e interpretative, non appare molto diverso da quello sinora previsto per le “ordinarie” Province dal combinato disposto del Tuel – Testo Unico Enti Locali e del D. Lgs. 118 del 1998.

Gli organi principali della nuova Città metropolitana

reggio-e-messina-citta-metropolitanaLa nuova città metropolitana sarà costituita da 3 organi rappresentativi e funzionali:
1) Consiglio metropolitano, composto dal sindaco metropolitano e dai consiglieri 24 per le città con più di 3 milioni di abitanti, 18 consiglieri se la popolazione residente è superiore a 800.000 e inferiore o pari a 3 milioni di abitanti e 14 consiglieri nelle altre città metropolitane. Le funzioni del Consiglio, sono le stesse del consiglio comunale e provinciale, ovvero, di  controllo, approvazione regolamenti e piani di bilancio, programmi proposti dal sindaco metropolitano. Il Consiglio rimane in carica per 5 anni previa elezione del sindaco e dei consiglieri che può avvenire in modo indiretto o per elezione diretta a suffragio universale, previa approvazione della legge statale da parte del comune capoluogo in più comuni o, nelle città metropolitane con popolazione superiore a 3 milioni di abitanti.
2) La Conferenza metropolitana, è l’organo che nell’iter di costituzione delle città metropolitane ha il compito entro il 30 settembre 2014 di proporre e sottoporre al Consiglio metropolitano, lo statuto della città metropolitana mentre successivamente alla costituzione, insieme al sindaco metropolitano e ai sindaci dei comuni della città metropolitana, avrà potere consultivo per l’approvazione dei bilanci e di altre eventuali finzioni qualora contenute nello statuto.
3) Sindaco metropolitano è il sindaco del comune capoluogo fino a quando non viene deliberato lo statuto della città metropolitana, qualora preveda l’elezione del sindaco o comunque fino alla cessazione del suo mandato. Gli incarichi di sindaco metropolitano, di consigliere metropolitano e di componente della conferenza metropolitana sono svolti a titolo gratuito, salvo i casi previsti dallo statuto della città metropolitana, che può prevedere una specifica indennità per il Sindaco.

I Patti per il Sud e le risorse che dovrebbe garantire il funzionamento della Città Metropolitana e l’avvio delle politiche di sviluppo. Ecco il contenuto degli accordi che il governo nazionale ha stipulato con Reggio Calabria nell’ambito delle politiche per il rilancio del Mezzogiorno.

Articolo 2 (Oggetto e finalità)

Con il presente Patto, le Parti si impegnano ad avviare e sostenere un percorso unitario di intervento sul territorio dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria, finalizzato allo sviluppo economico, produttivo ed occupazionale dell’area, nonché alla sostenibilità ambientale ed alla sicurezza del territorio;
A tale fine, le Parti, tenuto conto delle linee di sviluppo e delle aree di intervento, condivise tra la Città Metropolitana di Reggio Calabria ed il Governo, hanno identificato gli interventi prioritari e gli obiettivi da conseguire entro il 2017 indicati nell’Allegato A, che forma parte integrante del presente Patto, per la cui attuazione è ritenuta necessaria un’azione coordinata, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

Articolo 3 (Risorse finanziarie)

citta metropolitaneLe Parti si impegnano a dare attuazione ai contenuti del Patto mediante la messa a sistema delle risorse disponibili ordinarie ed aggiuntive, nazionali ed europee, nonché ricorrendo ad altri strumenti finanziari quali fondi rotativi, project financing, ecc.;
L’importo complessivo degli interventi, che costituiscono gli impegni del presente Patto, e le risorse finanziarie previste per la loro attuazione sono indicati in dettaglio nell’Allegato A al Patto e sono sinteticamente descritte, per macro-categorie, nella seguente tabella, suddivise per aree di intervento.
Le risorse finanziarie a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione, riferite al periodo di programmazione 2014-2020, verranno assegnate da parte del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), ai sensi del comma 703 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015).
Con delibera CIPE verranno indicati i criteri ed i meccanismi per il trasferimento delle risorse FSC 2014-2020 e per la revoca totale o parziale delle stesse risorse di cui al presente Patto.

Articolo 4 (Modalità attuative)

In considerazione della strategicità e complessità degli interventi, nonché per accelerarne la realizzazione, le Parti, nel rispetto della pertinente normativa europea e nazionale, possono individuare Invitalia quale soggetto responsabile per l’attuazione degli interventi. Al fine di garantire la tempestiva attuazione degli interventi previsti dal presente Patto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di concerto con la Città Metropolitana di Reggio Calabria, ove necessario e nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali, adotta le opportune misure di accelerazione ai sensi di quanto previsto dall’articolo 10, comma 2, lettere f-bis ed f-ter, decreto-legge n. 101/2013, convertito con modificazioni dalla legge n. 125/2013.

Gli interventi saranno finanziati con risorse nazionali, dell’Unione Europea nonché mediante il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. A tal fine, le Parti si impegnano a dare attuazione ai contenuti del Patto mediante la messa a sistema, come indicato nell’Allegato A, delle risorse disponibili FSC 2007-2013 ed FSC 2014-2020, dei Fondi strutturali dell’Unione europea e delle risorse di cofinanziamento nazionale, delle risorse ordinarie nonché ricorrendo ad altri strumenti finanziari quali fondi rotativi, project financing; ecc., tenendo conto, oltre di quanto previsto e programmato nell’ambito del Programma Operativo 2014-2020 della Regione Calabria (POR), anche dei Programmi Operativi nazionali (PON) rilevanti per gli ambiti di intervento oggetto del presente Patto;

La Città Metropolitana di Reggio Calabria per l’attuazione degli interventi inseriti nel presente Patto, può avvalersi dei propri Enti e Società in house, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa europea e nazionale in materia.

Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di Reggio Calabria

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