Il Segretario-Questore Giuseppe Neri: “L’adozione deve fondarsi sull’esclusivo interesse del minore”

“Fortunatamente – dichiara il segretario-questore del Consiglio regionale Giuseppe Neri – si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda che ha visto protagonisti due genitori di Casale Monferrato. Potranno finalmente riabbracciare la loro figlia che gli venne tolta perché ‘troppo anziani’. La legge non prevede limiti di età per ‘chi intende generare un figlio’: la Cassazione ha dato ragione al ricorso straordinario di marito e moglie, la sig.ra Carsano, 63 anni, e il sig. Deambrosis, 74,  che da anni lottano per riavere la figlia, il cui affidamento gli era stato tolto ‘perché troppo anziani e sbadati’”.Giuseppe Neri
“Il nuovo verdetto – aggiunge – li ritiene genitori capaci e ricorda la loro assoluzione dall’accusa di abbandono di minore. Furono dei vicini – con cui tra l’altro c’erano dei dissapori – a dire che un giorno di otto anni fa la piccolina venne lasciata in macchina da sola, di sera, davanti a casa”.
“Al contempo – evidenzia il Segretario-Questore – la notizia che il Tribunale Civile di Roma abbia riconosciuto ad una donna l’adozione della figlia della compagna, concepita con la fecondazione eterologa, mi lascia particolarmente perplesso. Così come il caso di Firenze, che segue di pochi giorni il caso Trento e una ventina di pronunciamenti favorevoli alla genitorialità omosessuale. Scelte paradossali dell’apparato giurisdizionale – afferma Giuseppe Neri – se si esaminano le lunghe battaglie che hanno dovuto affrontare i coniugi di Casale Monferrato per ‘riavere’ la loro figlia naturale. Il rischio è che la magistratura italiana di fatto, ‘legiferi’ in materia di adozioni, con dei riconoscimenti di ‘stepchild adoption’ in  coppie omosessuali – ma non previsti dalla legge”.
“Oltre la questione giuridica riguardante tali provvedimenti, la mia riflessione, dettata non solo da un’ispirazione cattolica, vuole spingersi sul piano etico e morale. Non sono gli espedienti giuridici che destano il mio stupore – precisa Giuseppe Neri – ma a suscitare la mia contrarietà è la carica ideologica che pervade certe sentenze, nella prospettiva di un pressing giudiziario, e aggiungerei intellettuale, che rischia di portare ad una deriva culturale. Sono fermamente avverso a questa sorta di rivoluzione antropologica che mette in discussione oltre misura la sacralità della famiglia naturale”.
Rilancia l’esponente politico: “Il cuore del procedimento di adozione non deve caratterizzarsi da un personale e preteso diritto alla genitorialità della coppia, ma deve fondarsi sull’esclusivo interesse del minore ad avere una famiglia. Una famiglia costruita sul legame tra un uomo e una donna. Dunque irrinunciabili per lo sviluppo del minore la figura del padre e della madre”.
“Viene spontaneo domandarsi su quali presupposti naturali si fondi la famiglia. Su un uomo e una donna, oppure su due persone che si amano a prescindere dal proprio sesso? In natura ogni creazione presuppone il maschio e la femmina. E in virtù di questi congetturati, per me indissolubili, su quali basi si fonda la figura genitoriale? L’etica, il buon senso e soprattutto la nostra giurisdizione – conclude Giuseppe Neri – mi auguro non rinuncino a rafforzare il valore sociale, culturale ed educativo di quella ‘differenza di genere’ indispensabile per l’emancipazione e la formazione della prole”.

FacebookTwitterGoogle+EmailLinkedInPinterest

I commenti sono chiusi.