Rotary Club: “Parità di genere, una rivoluzione incompiuta”

Si è discusso nell’auditorium “N. Calipari” di Palazzo Campanella di donne, questione di genere e di una rivoluzione culturale non del tutto compiuta. L’evento organizzato e promosso dal “Rotary Club” e dal “Rotaract” di Reggio Calabria, con il patrocinio del Consiglio regionale della Calabria e la partecipazione della Commissione regionale Pari Opportunità, ha posto l’attenzione su temi portanti per l’emancipazione femminile, come il rispetto delle pari opportunità e l’equilibrio mancato dei diritti di genere. nicola irto - rotary2Si è approfondito il tema della violenza femminile grazie all’ospite d’eccezione Cristina Obber, scrittrice, giornalista e blogger del Corriere della Sera, la quale ha sottolineato sei passaggi storici basilari per la conquista di un’effettiva parità dei sessi. La Obber ha fatto riferimento all’anno 1946, in cui le donne parteciparono per la prima volto al voto; al 1963, l’anno in cui le donne ebbero accesso ai ruoli in magistratura; al 1975, l’anno in cui fu abolita la legge che permetteva la  percossa alla moglie come “strumento di correzione” da parte del marito; al 1978, l’anno in cui fu introdotta la legge sull’interruzione di gravidanza; al 1981, anno in cui fu abolito il delitto d’onore e il matrimonio riparatore; ed infine, al 1996, quando lo stupro fu considerato un reato contro la persona. Passaggi storici che segnarono tappe importanti appunto per una rivoluzione culturale che ha radici profonde ma che comportò grandi sacrifici. Tra tante, la scrittrice e autrice del volume “Non lo faccio più”, ha voluto ricordare le figure di Franca Viola e di Artemisia Gentileschi, vittime di violenza inaudita che segnarono uno spartiacque nella conquista della parità di genere.
Cristina Obber ha denunciato con messaggi e parole forti una violenza costante sulle donne. Lo ha fatto anche attraverso l’interpretazione di alcuni brani da parte degli studenti. Una violenza registrata e studiata, raccontata nei suoi libri attraverso le interviste in carcere ai fautori di violenze sessuali. Una triste e squallida tendenza che può essere sconfitta solamente con una presa di coscienza collettiva, in cui la società civile ponga il problema a chi è autore di violenza e non a chi ne resta vittima.
Cristina ObberPrima di lei hanno preso la parola la vicepresidente della Commissione regionale delle Pari Opportunità, Monica Falcomatà che rivolgendosi agli studenti presenti, li ha esortati a “proseguire nell’impegno che le loro nonne avevano messo in campo per la conquista dell’emancipazione femminile.”
È intervenuto il Presidente Nicola Irto lanciando un messaggio forte e netto: “Un’iniziativa che mi rende felice perché vedo l’auditorium Calipari pieno. Pieno di giovani studenti che a continuazione di un percorso intrapreso e condiviso con il Consiglio regionale, vogliono avvicinarsi e interessarsi a temi sociali di fondamentale importanza. Come quello della parità di genere. Rivendico con orgoglio l’istituzione della Commissione delle Pari Opportunità alla quale il Consiglio non ha dato una parvenza formale ma ha dato la prerogativa di affrontare sfide e impegni all’altezza che tale mandato impone. Un grande risultato è rappresentato dall’istituzione dell’Osservatorio sulla violenza di genere, approvato all’unanimità dal Consiglio. Infine, non certo per importanza, voglio prendere un impegno con gli studenti presenti: il prossimo rinnovo del Consiglio regionale avverrà con una legge elettorale che permetterà il voto di genere.”
20170310_104746Cinzia Nava, presidente della Commissione Pari Opportunità, ha preso la parola rilanciando il messaggio di Irto e specificando la ‘mission’ che si pone la Commissione: “La sfida è quella di sensibilizzare nell’intero territorio regionale l’importanza sociale della parità di genere. Un’effettiva parità. Per questo ci rivolgiamo alle istituzioni e agli studenti, affinché un percorso di formazione e informazione possa realmente abbattere gli ostacoli che impediscono un equilibrato bilanciamento dei diritti di genere. Puntiamo all’efficienza del welfare, a maggior servizi per le donne e soprattutto ad interventi che permettano di conciliare lavoro e famiglia.”
Dopo un breve momento di intrattenimento a cura del coro del Liceo Scientifico Da Vinci – “Be Free”, il Consigliere Metropolitano Lamberti Castronuovo ha sottolineato che il problema culturale legato all’emancipazione della donna è da attribuire a sterili retaggi e stupidi stereotipi, ricollegandosi all’intervento di Olga Tarsia, membro del Tribunale di Reggio Calabria, la quale ha affermato che “l’abbattimento di ogni forma di diseguaglianza deve caratterizzarsi attraverso l’impegno della comunità civile in ogni ambito di appartenenza.”
Maria Squillace, del Rotary Club con emozione e orgoglio ha voluto evidenziare la rilevanza che il convegno ha assunto: “Oggi in questa sala è presente uno spaccato di una Calabria sana. Una gioventù sana che porta avanti con onore il nome della nostra regione, affrontando temi delicati e mai scontati. Combattere gli stereotipi che degradano la donna, esaltarne le sue virtù accettando la sua diversità come valore aggiunto e non come oggetto da calpestare”.

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