Bronzi di Riace, un brand territoriale per la Calabria

Essere visionari investendo su una progettualità di largo respiro in una prospettiva di sistema che – partendo dai Bronzi di Riace, Brand identity della Calabria – possa costruire un modello di sviluppo ritagliato sulle caratteristiche della nostra regione per un futuro solido di certezze e di progresso.
Questa la scommessa economica e culturale lanciata a Palazzo Campanella in occasione della tavola rotonda “Cultura, paesaggio, turismo. La sfida del brand territoriale in Calabria”.bronzi di riace brand
Un confronto a più voci che ha visto dialogare il mondo istituzionale, della cultura, dell’associazionismo, degli architetti e di tutte le professioni legate alla valorizzazione dei beni culturali. Beni culturali sempre più unanimemente considerati leva di un nuovo concetto di sviluppo che non stravolga ma assecondi vocazioni e territori; che – lungi dal diventare meccanismo industriale omologante e logorante –  sia sostenibile e rispettoso delle peculiarità e tipicità da custodire e valorizzare per preservarne memoria e identità.
“Per questo servirà riuscire a raccontare una Calabria che, oltre a condannare in maniera netta le sue negatività, con la stessa forza, sia capace di esaltare e promuovere le sue eccellenze” – ha detto il presidente del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto il quale ha anche sottolineato come l’iniziativa s’inserisca all’interno di un percorso di valorizzazione della conoscenza e di rilancio del Polo culturale ‘Mattia Preti’. “L’obiettivo – ha spiegato Nicola Irto – è che il ‘Mattia Preti’ diventi presidio strutturale e possa camminare sulle sue gambe indipendentemente da chi in futuro presiederà il Consiglio regionale”.
bronzi di riace brand6Dunque al centro dell’assise odierna, la cultura, “tema di strettissima attualità con una platea di alto profilo politico e culturale” – ha commentato il Portavoce del Presidente del Consiglio regionale, Giampaolo Latella che ha moderato i lavori.
“Una bella pagina di confronto e occasione di condivisione” – ha evidenziato la presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Calabria, Patrizia De Stefano che, nel corso del suo intervento, ha richiamato “la straordinaria ricchezza paesaggistica, la diversità bio-naturalistica e i giacimenti culturali della Calabria”.
Secondo il direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino “rispetto a questi temi, ognuno di noi ha il dovere di puntare su obiettivi precisi, indicando tempi, contributi, partecipazione e responsabilità. Solo così si potranno raggiungere risultati certi e duraturi”.
Ricordando i passi importanti del Museo nazionale della Magna Graecia, dalla riapertura fino ad oggi, Malacrino ha citato i dati sull’incremento dei visitatori a Palazzo Piacentini da 164.076 nel 2015 a 210.598 nel 2016.
“Mettere in rete i beni culturali; puntare su sostenibilità e mobilità; coinvolgere le imprese individuando qual è il progetto per la Calabria”: questo il passaggio fondamentale, secondo il componente del Consiglio nazionale degli Architetti, Paolo Malara che ha parlato delle tante sfide che si profilano davanti. “L’Italia – ha aggiunto – è al primo posto per patrimonio culturale ma all’ottavo in termini di presenze turistiche. bronzi di riace brand2Un dato, questo, che deve interrogarci anche rispetto ad un progetto di sviluppo che possa coinvolgere più competenze e più visioni del futuro”.
“Nel linguaggio pubblicitario aziendale il brand è marchio di fabbrica. Quale può essere il nostro brand di successo, universalmente apprezzato e identificativo? I Bronzi di Riace, le due statue uniche e inamovibili che esercitano suggestione” – ha detto il sindacalista e portavoce dell’associazione “Quello che non ho”, Francesco Alì. Dunque, ha aggiunto: “Partire dai Bronzi e lavorare perché attorno ad essi si progetti un modello di sviluppo, un prodotto che ci identifichi sempre più. Musei, fari, case cantoniere, percorsi naturalistici, manifestazioni religiose e del folclore e punti di accoglienza dovranno essere meglio raccordati grazie alla collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti e attraverso la costruzione di una rete di opportunità e servizi che dovranno essere conoscibili dal visitatore”.
Ibronzi di riace brand7l direttore generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, on.le Massimo Bray, già ministro dei Beni e delle Attività Culturali con delega al Dipartimento per il Turismo, ha ricordato un grande momento per la Calabria e per il Paese, di cui egli stesso è stato protagonista: “Quando facemmo un grande sforzo collettivo per i Bronzi, assieme a Mibac, Cnr ed Enea per il ritorno a Palazzo Piacentini dei Bronzi di Riace” dopo l’importante operazione di restauro condotta sulle due statue temporaneamente ospitate a Palazzo Campanella.

“I due guerrieri quale metafora di un Mezzogiorno che si rimette in piedi.

“Dobbiamo cambiare la società; mettere al centro la cultura e quel turismo esperienziale capace di preservare l’identità, leva per far ripartire il Sud. I marchi sono importantissimi ma nel XXI secolo – ha sottolineato Bray – il marchio si lega alla fiducia e alla reputazione. Dunque, costruire fiducia e reputazione. Serve un progetto che – come ha detto bene Nicola Irto – ci consenta di voltare pagina e mi piacerebbe che questa sfida potesse partire dal Mezzogiorno.bronzi di riace brand5 Dietro il marchio ci deve essere un sistema Paese che deve difendere il territorio e serve una classe dirigente che guidi questo cambiamento” – ha concluso l’on. Massimo Bray.
Non sono mancati passaggi sull’importanza di investire su infrastrutture e mobilità – tema che in un momento delicato e preoccupante in cui Alitalia ha annunciato la scelta di abbandonare lo scalo aeroportuale dello Stretto – ha raccolto applausi e apprezzamenti unanimi.
Rispetto a questo argomento, il Presidente Nicola Irto ha annunciato che nella prossima settimana a Roma vi sarà un tavolo istituzionale al quale sarà necessario arrivare con una proposta univoca di tutti gli enti locali sull’aeroporto “Tito Minniti”, infrastruttura fondamentale la cui esistenza risponde ad una battaglia culturale e di civiltà.

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