Partecipate, bilancio ed enti strumentali. Viscomi: “Sapere prima ‘chi fa cosa’ per far funzionare il sistema”

Si è svolta in Commissione “Vigilanza” a Palazzo Campanella l’audizione del vicepresidente Antonio Viscomi con riguardo alle società partecipate, al bilancio consolidato ed agli enti strumentali. Temi di estremo rilievo politico ed economico.

Il vicepresidente Antonio Viscomi

Il vicepresidente Antonio Viscomi

Il prof. Viscomi ha, preliminarmente, inteso ringraziare la Commissione “per l’attenzione dedicata ai temi in esame, già in parte trattati in una precedente audizione”. Ha poi evidenziato che “proprio in considerazione di tale attenzione e per il rispetto dovuto alla Commissione, non ha inteso chiedere il differimento dell’audizione pur in presenza di una contestuale convocazione di Giunta”.

DETTAGLIATA INFORMAZIONE SULL’OGGETTO DELL’AUDIZIONE

Il Vicepresidente ha  fornito una dettagliata informazione sull’oggetto dell’audizione,  consegnando le relazioni elaborate allo scopo dai dirigenti del settore, sulla situazione delle società, delle fondazioni e degli enti strumentali, sia per quanto riguarda i profili di bilancio che per gli aspetti relativi alla governance. “In particolare –  ha sottolineato Viscomi – l’attività di redazione del bilancio consolidato non si identifica nella mera sommatoria di valori contabili di amministrazioni diverse, dal momento che la riforma dei sistemi di contabilità impone una radicale riforma della cultura di governo degli apparati amministrativi che ruotano nell’orbita della Regione. La quale non può più essere considerata come una grande mamma che interviene per pagare il conto delle spese scriteriate e senza giudizio dei figli”. In tale direzione,  nel rispetto dei tempi previsti dalla legge nazionale e in coerenza con essa, è stata avviata una radicale azione sugli strumenti per rafforzare e garantire le procedure di coordinamento e di controllo da parte della Regione (come amministrazione capogruppo), sia con gli atti di indirizzo adottati dalla Vicepresidenza con note circolari del 19 e del 29 settembre 2016, sia poi con la DGR n. 442 del 10 novembre 2016 (che ha dettato linee guida e definito modalità e tempistiche per l’approvazione e la trasmissione dei documenti contabili e per il rafforzamento del ruolo dei dipartimenti che esercitano la vigilanza sulle attività rispetto all’operato dei soggetti controllati, soprattutto per ciò che concerne il contenimento delle spese) e la DGR n. 559 del 28 dicembre 2016 che ha definito l’insieme della amministrazioni da considerare ai fini del consolidato. A queste due DGR sta per seguire una specifica DGR, già definita dai Dipartimenti competenti, per meglio distribuire e definire competenze e responsabilità all’interno dei dipartimenti: “Sapere prima chi fa cosa e perché è condizione necessaria per far funzionare il sistema, evitando la ben nota melassa del rimpallo di responsabilità”.

IL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE SOCIETARIA E SUI COMMISSARIAMENTI IN ATTO

Cittadella RegionaleIl Vicepresidente ha di seguito relazionato sullo stato di attuazione del piano di razionalizzazione societaria e sui commissariamenti in atto. Evidenziando la costante azione di affiancamento e monitoraggio delle strutture tecniche regionali, nonché l’impegno personale del presidente Oliverio nell’incontrare i commissari attivi  sui vari e difficili fronti, come talvolta emerge anche nelle cronache giornalistiche. In particolare, Viscomi ha evidenziato come alcune Fondazioni presentino problemi veramente complicati dal punto di vista tecnico-contabile, anche per l’esistenza di controversie giudiziarie, il più delle volte civili o lavoristiche, che rendono difficile assumere decisioni prima della relativa definizione.

RISTRUTTURARE LA GALASSIA DI ENTI, FONDAZIONI E SOCIETA’

In conclusione, il vicepresidente Viscomi ha evidenziato alcuni dei punti politicamente significativi emersi  nell’audizione. Il primo: la galassia degli enti, delle fondazioni e delle società deve essere profondamente ristrutturata. Questa azione di riforma, però,  necessita ora più che mai, di una precisa individuazione di quella che gli esperti di organizzazione chiamano ‘mission aziendale’, nonché di una preliminare verifica di fattibilità e di sostenibilità, “anche per evitare – ha spiegato – di avere riforma belle sulla carta, ma non operative. O attuabili soltanto aumentando i costi a carico dei cittadini”. In questa prospettiva, ha aggiunto il Vicepresidente, “il Consiglio regionale è chiamato ad esercitare le sue prerogative, indicando, con una visione generale di sistema, ciò che è più utile per la Calabria e per i cittadini calabresi”. Sull’altro punto ritenuto significativo ( la questione dei commissariamenti degli enti sub regionali), Viscomi  ha argomentato: “Alla fase destruens, indispensabile  per consentire l’acquisizione di un quadro reale ed oggettivo, è necessario che segua ora una fase construens. Una fase costruttiva i cui tratti caratteristici dovranno consistere nella semplificazione e  professionalizzazione dei sistemi di governo e di gestione, per dare risposta serie e reali al vero datore di lavoro di tutti coloro che operano nelle amministrazioni. Datore di lavoro che non è – o non dovrebbe essere – chi procede alla nomina, ma sempre e soltanto i cittadini”.

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